sabato 2 luglio 2011
Caos Hamsik, DeLa “l’Inter ha una prelazione morale”
Il tormentone Hamsik è diventato un vero e proprio braccio di ferro tra il patron De Laurentiis eMino
Marek Hamsik
DeLa considera Hamsik incedibile ma si dice pronto a sedersi ad un tavolo se qualcuno è disposto a parlare sulla base di cento milioni di euro o come disse qualche tempo fa 50 milioni più Pato riferendosi al Milan. Ma per aumentare la contesa il patron mette in mezzo l’Inter svelando una sorta di patto morale promesso a Moratti quando gli chiese di voler trattare il giocatore.Ecco quanto confessa De Laurentiis al Corriere dello Sport.
C’è una possibilità che Hamsik vada via?
«Hamsik non è sul mercato, l’ho detto e lo ripeto. Se poi volete una cifra, allora vi accontento: viste le valutazioni che sento in giro, valutato il calciatore, allora dico che per prendersi Hamsik si può cominciare a discutere partendo da 100 milioni. Poi magari uno si siede e trova un punto d’incontro: ma per cominciare a chiacchierare, ci vogliono cento milioni di euro».
È il gioco delle parti…?
«Scherza? Io non faccio il mercante e dunque non vendo Hamsik, ragiono in funzione del Napoli, tant’è vero che cerco già il nuovo Marek, il nuovo Lavezzi. E poi, posso confessare una cosa: chi mi ha chiesto dello slovacco è stato Moratti, tre anni fa, con rispetto e signorilità. Gli risposi che il calciatore non era sul mercato. Me lo ha chiesto di nuovo due mesi fa, sempre con stile: Aurelio, è vero che stavolta si può trattare Hamsik? Ho detto ancora di no. Ma ho anche aggiunto che il suo atteggiamento m’aveva colpito ed ho promesso – nel caso in cui dovessero cambiare gli scenari un diritto di prelazione all’Inter. La chiami opzione morale, la chiami come vuole lei: ma perché accada qualcosa, bisogna che ci siano nuove condizioni. Hamsik non si vende».
Lo slovacco però intervistato in Costa Smeralda dalla Gazzetta dello Sport continua ad aver il Milan in cima alle sue preferenze “Perché il Milan? Perché ha vinto tutto; per me sarebbe una crescita. Perché è la squadra che ha vinto il campionato ed è il club più titolato al mondo. E Seedorf è il più bravo. Mi sembra che i rossoneri abbiano mostrato un certo interesse per me”. E ai tifosi confida:“A Napoli sto bene e non sarebbe un problema restare. Ma non faccio promesse ai tifosi”.
A Castellammare le "Officine del Volontariato"
" VERGOGNA!... LA MONEZZA DI CASTELLAMMARE"
Il miracolo c'è stato............invece di togliere la monezza, si è aumentata la tarsu del 30%.
Preoccupa tantissimo lo stato di paralisi che la situazione ha assunto a Castellammare. Una soluzione per salvare la città dalla monezza col suo rischio di epidemia va trovata al più presto; non può più essere differita: sono oltre venti anni che subiamo l'inefficienza della politica.
La raccolta differenziata non decolla, anzi, in alcuni quartieri non è mai partita. In tante regioni la monezza produce ricchezza............ Da noi solo debiti.
E' facile trovare il rimedio con l'aumento della tariffa, e sarebbe anche accettabile se i risultati fossero la soluzione definitiva del problema. I pensionati, anelli deboli della catena, subiscono la conseguenza di questo disastro ambientale.
Castellammare....... città meravigliosa! Mare, monti, collina, terme, scavi, isole
Castellammare....... città sfortunata! Con le sue enormi difficoltà a rendere tutti i suoi tesori una risorsa!
Il suo dramma la vivibilità, la viabilità, i servizi e prima su tutto il lavoro. I cumuli di spazzatura non possono essere il biglietto da visita. I cittadini, i pensionati, sono all'esasperazione........necessita una soluzione; è inconcepibile che non si riesca a risolvere.
Il sindacato dei pensionati vigilerà con attenzione l'evolversi di questa vicenda, non escludendo, qualora essa dovesse perdurare, di intraprendere qualsiasi azione politica e legale a tutela dei pensionati e dei cittadini tutti.
Le Segreterie:
SPI FNP UILP
Preoccupa tantissimo lo stato di paralisi che la situazione ha assunto a Castellammare. Una soluzione per salvare la città dalla monezza col suo rischio di epidemia va trovata al più presto; non può più essere differita: sono oltre venti anni che subiamo l'inefficienza della politica.
La raccolta differenziata non decolla, anzi, in alcuni quartieri non è mai partita. In tante regioni la monezza produce ricchezza............ Da noi solo debiti.
E' facile trovare il rimedio con l'aumento della tariffa, e sarebbe anche accettabile se i risultati fossero la soluzione definitiva del problema. I pensionati, anelli deboli della catena, subiscono la conseguenza di questo disastro ambientale.
Castellammare....... città meravigliosa! Mare, monti, collina, terme, scavi, isole
Castellammare....... città sfortunata! Con le sue enormi difficoltà a rendere tutti i suoi tesori una risorsa!
Il suo dramma la vivibilità, la viabilità, i servizi e prima su tutto il lavoro. I cumuli di spazzatura non possono essere il biglietto da visita. I cittadini, i pensionati, sono all'esasperazione........necessita una soluzione; è inconcepibile che non si riesca a risolvere.
Il sindacato dei pensionati vigilerà con attenzione l'evolversi di questa vicenda, non escludendo, qualora essa dovesse perdurare, di intraprendere qualsiasi azione politica e legale a tutela dei pensionati e dei cittadini tutti.
Le Segreterie:
SPI FNP UILP
Il Capo della Mobile nella bufera dopo le accuse di Lo Russo
Un poliziotto scaltro ed astuto, uno dei migliori secondo il PM anti camorra Raffaele Cantone. Eppure, dal racconto del boss pentito Salvatore Lo Russo emerge un quadro assolutamente trasversale della figura del capo della Squadra Mobile Vittorio Pisani. All'indomani del blitz contro la rete di usura e camorra che aveva in mano i ristoranti della Napoli bene, sui giornali vengono pubblicati i verbali in cui il potente capo clan di Miano parla ai pm del capo della Mobile. Il poliziotto che arrestò il boss dei Casalesi Antonio Iovine, secondo Lo Russo metteva al corrente il clan della periferia nord di tutto quello che riguardava “indagini ed agguati” nei confronti del suo sodalizio criminale. Pisani secondo il collaboratore di giustizia sarebbe più pericoloso di centinaia di camorristi messi assieme, ma ad inchiodare il Capo della Mobile ci sono le intercettazioni telefoniche dalle quali è emerso che Pisani avrebbe avuto cinquecentomila euro per l’acquisto di una casa dal suo amico Marco Iorio, l’imprenditore che avrebbe riciclato i soldi della camorra nei ristoranti del Lungomare. Accuse inquietanti, che lasciano provocano un vero e proprio terremoto negli uffici della Questura di via Medina: mentre il ministro Maroni e il capo della Polizia Manganelli esprimono piena fiducia in Pisani, a capo della Squadra Mobile arriva Andrea Curtale, 43enne di Anzio già vice di Pisani durante l’arresto di Iovine e promosso nel gennaio scorso primo dirigente del commissariato di Castellammare di Stabia.
Aumentano i cumuli di rifiuti e le polemiche
E’ una città allo stremo quella che si presenta in questi giorni a turisti e residenti che si avventurano a Castellammare di Stabia. Cumuli e cumuli di spazzatura su entrambi i lati delle strade che ammontano a circa 700 tonnellate e che aumentano di giorno in giorno senza risparmiare zone in cui sono presenti scuole, ospedali , piazze e strutture ricettive. Domenica scorsa il sindaco Bobbio annunciò alla popolazione di aver individuato nei capannoni dove si produceva l’aranciata Faito un sito di stoccaggio temporaneo per “parcheggiare” i rifiuti in attesa di soluzioni definitive. L’Arpac ha inoltre dato parere d’idoneità del sito previa la bonifica dall’amianto. Ne sono seguite aspre polemiche da parte dei residenti del rione Savorito che lamentano la scelta dell’amministrazione puntando l’accento su due considerazioni: la prima che quest’area temporanea di stoccaggio è stata individuata in un centro abitato e non, magari, in una zona più isolata che non avrebbe sortito lo stesso effetto, ed allo stesso tempo fanno presente che quella zona è una delle poche in città che osserva la raccolta differenziata, insomma come per dire: “invece di premiarci ci porta la spazzatura dell'intera città”?. Per questo motivo ieri hanno protestano fuori i capannoni per far sapere che daranno battaglia. Attualmente il sito dell'Aranciata Faito è stato messo in stand-by in attesa di risposte dell'Asl in merito ad eventuali rischi di epidemia. Ma i cittadini della zona sono avvertiti: in caso di parere negativo si comincerà a sversare nel sito.
venerdì 1 luglio 2011
Scene della lotta di classe a Castellammare di Stabia
Gli infallibili manager della cantieristica italiana fra i meglio pagati in Europa, i ministri italiani fra i migliori affaristi in circolazione, gli economisti che il mondo ci invidia, il governo in altre faccende affaccendato e tutti i falliti, i mediocri, gli sconfitti, i malcontenti che la manna non cada dal cielo e le siepi non producono salsicce, hanno determinato il declassamento italiano nella divisione internazionale del lavoro. Per avere un'idea: ogni scalino in questo ambito equivale ad un gap di 10 anni. Senza che nessuno di essi perdesse l'appetito e il buonumore!
Nessuno si è dimesso perché cosi fan tutti. Nessuno presenta i rendiconti come vuole la costituzione italiana. Anzi per quadrare la quadra hanno presentato un "Piano industriale" di ...distruzione dell'Industria!
La risposta a questa provocazione è stata immediata e a tratti furibonda. In prima fila i cantieri di Sestri e Castellammare dove si sono distinti per combattività gli operai precari dell'indotto stabiese, esasperati dal fermo degli impianti e dell'incipiente disoccupazione. Ad essi si sono affiancati tutti i cantieri italiani e il giorno 3 Giugno, con una pantomima di quarta serie fra il ministro e l'A.D. Fincantieri, il piano è stato ritirato mentre tutto lo stato maggiore responsabile dello sconquasso è rimasto al proprio posto di comando.
Finito in precedenza a sud della Padania, Genova un suo ruolo in concomitanza con la sconfitta della Padania forza-leghista alle elezioni amministrative.
Castellammare resta in bilico tra assistenzialismo e problema di ordine pubblico.
Castellammare è Fincantieri recita uno slogan. Ma Fincantieri non si sente affatto Castellammare. Il cantiere navale è chiuso e la sirena che si sente suonare è posticcia. Nulla è dato sapere di manutenzione ai macchinari e impianti. Non si vede un cane circolare sul piazzale. Ancora oggi, dopo aver avvelenato i pozzi, l'attuale classe dirigente, merce governo, regione e parti sociali, per ignavia ( e conclamata incompetenza ) non ostacola ma asseconda l'avanzare di un cavallo di Troia carico di nuovo buco di bilancio e lo smantellamento del cantiere di Castellammare.
Di più. La Fincantieri, abbandonato ogni aplomb istituzionale, discrimina la città e i suoi lavoratori negando ad essi l'utilizzo della sede sindacale per il necessario esercizio informativo e di collegamento anche istituzionale, il democratico presidio degli impianti.
Castellammare è Castellammare se saprà aggregare tutte le forze per la buona battaglia e diradare la nube nera che si addensa sulla città, se saprà dare rappresentanza alla comunità cittadina che vuole vivere di onesto lavoro, se saprà spezzare la catena di incompetenza, mala amministrazione e malaffare che soffoca l'economia popolare.
Il cantiere navale e la città non sono un tutt'uno. Ma ad ogni passo della loro storia non sono essi a dover essere all'altezza degli uomini ma viceversa.
Nessuno si è dimesso perché cosi fan tutti. Nessuno presenta i rendiconti come vuole la costituzione italiana. Anzi per quadrare la quadra hanno presentato un "Piano industriale" di ...distruzione dell'Industria!
La risposta a questa provocazione è stata immediata e a tratti furibonda. In prima fila i cantieri di Sestri e Castellammare dove si sono distinti per combattività gli operai precari dell'indotto stabiese, esasperati dal fermo degli impianti e dell'incipiente disoccupazione. Ad essi si sono affiancati tutti i cantieri italiani e il giorno 3 Giugno, con una pantomima di quarta serie fra il ministro e l'A.D. Fincantieri, il piano è stato ritirato mentre tutto lo stato maggiore responsabile dello sconquasso è rimasto al proprio posto di comando.
Finito in precedenza a sud della Padania, Genova un suo ruolo in concomitanza con la sconfitta della Padania forza-leghista alle elezioni amministrative.
Castellammare resta in bilico tra assistenzialismo e problema di ordine pubblico.
Castellammare è Fincantieri recita uno slogan. Ma Fincantieri non si sente affatto Castellammare. Il cantiere navale è chiuso e la sirena che si sente suonare è posticcia. Nulla è dato sapere di manutenzione ai macchinari e impianti. Non si vede un cane circolare sul piazzale. Ancora oggi, dopo aver avvelenato i pozzi, l'attuale classe dirigente, merce governo, regione e parti sociali, per ignavia ( e conclamata incompetenza ) non ostacola ma asseconda l'avanzare di un cavallo di Troia carico di nuovo buco di bilancio e lo smantellamento del cantiere di Castellammare.
Di più. La Fincantieri, abbandonato ogni aplomb istituzionale, discrimina la città e i suoi lavoratori negando ad essi l'utilizzo della sede sindacale per il necessario esercizio informativo e di collegamento anche istituzionale, il democratico presidio degli impianti.
Castellammare è Castellammare se saprà aggregare tutte le forze per la buona battaglia e diradare la nube nera che si addensa sulla città, se saprà dare rappresentanza alla comunità cittadina che vuole vivere di onesto lavoro, se saprà spezzare la catena di incompetenza, mala amministrazione e malaffare che soffoca l'economia popolare.
Il cantiere navale e la città non sono un tutt'uno. Ma ad ogni passo della loro storia non sono essi a dover essere all'altezza degli uomini ma viceversa.
Calciomercato Napoli: Pandev vice Lavezzi? Rosati firma, Silvestre più di un’idea
Dopo un lungo tira e molla in serata arriva la firma di Antonio Rosati, il portiere, oramai ex Lecce, ha risolto le incomprensioni legate all'ingaggio e domattina dovrebbe firmare l’accordo per le prossime tre stagioni. Ai
salentini andranno 3,3 milioni di euro.
Per la difesa un rinforzo potrebbe venire da Catania, Bigon infatti sembra aver chiesto a Lo Monaco il solido e sempre positivo Silvestre per aumentare la stazza dell’attuale retroguardia. L’Interesse del Napoli per Matias è confermato dallo stesso dg etneo “Dopo Thiago Silva è il difensore più forte della A. Per lui trattiamo con diversi club, e il Napoli lo stima: fossi in altri club non me lo lascerei scappare”.Il caso Hamsik e la vicenda Inler monopolizzano l’attenzione del calciomercato ma in casa Napoli si lavora alacremente per consegnare a Mazzarri i rinforzi giusti per completare un organico già altamente competitivo ma bisognoso di una ulteriore dose di qualità per non sfigurare in Champions League e ripetersi in campionato.
Radiomercato lancia l’ultima esaltante idea per l’attacco azzurro, in attessa di un vice Cavani (Trezeguet?), potrebbe arrivare un vice Lavezzi e perchè no un vice Hamsik per la sua grande predisposizione al sacrificio. Stiamo parlando di Goran Pandev, l’attaccante macedone spesso decisivo nell’economia del gioco di Mourinho e dato stranamente in partenza dall’Inter di Gasperini.
L’ex Lazio non è brillantissimo in zona gol ma è perfetto nell’economia del gioco di squadra non risparmiandosi in fase di ripegamento oltre ad avere un grandissima duttilità tattica che gli permette die esser utilizzato all’occorrenza anche tra i quattro di centrocampo. L’ostacolo maggiore attualmente è l’ingaggio del giocatore ma Napoli può esser una chance importante e potrebbe valer la pena fare un sacrificio.
Il commissario dell’Agcom è socio del boss?
Antonio Martusciello era in rapporti con i fratelli Iorio, accusati di camorra. Nell’inchiesta anche il capo della squadra Mobile di Napoli e l’ex capitano della Nazionale Cannavaro
Tra i soci di Marco Iorio, per la gestione dei ristoranti, figurano anche alcuni politici, tra cui Francesco Maione, ex deputato di Forza Italia, e Antonio Martusciello, uno dei sei commissari dell’Agcom ed ex viceministro dei Beni culturali. Lo scrive il gip nell’ordinanza.
MARTUSCIELLO E CANNAVARO - ‘I fratelli Iorio – si legge nel documento – hanno fatto ricorso a soci di capitale che, attraverso l’acquisizione di quote societarie, hanno versato liquidita’ nelle casse del gruppo. Tra essi figurano i noti politici Francesco Maione ed Antonio Martusciello nonche’ il celebre calciatore Fabio Cannavaro i quali hanno complessivamente acquisito all’epoca il 20 per cento di quote della proprieta’ del Regina Margherita di Napoli’. Lo stesso Cannavaro, interrogato dai pm, ha confermato questa circostanza: ha detto infatti di non conoscere gli altri soci della societa’ di Marco Iorio ‘se non Martusciello, che pero’ mi pare sia subentrato successivamente’.CHI E’ IORIO – Marco Iorio, l’ imprenditore ritenuto dagli investigatori amico e socio in affari del calciatore Fabio Cannavaro, è accusato di essere a capo di un’associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, al trasferimento fraudolento di valori, alle false comunicazioni sociali e alla corruzione di pubblici ufficiali. Avrebbe impiegato nelle sue attività denaro del boss del quartiere Santa Lucia Mario Potenza e dei suoi figli, nonche’ due milioni di euro versati dall’ ex capoclan Salvatore Lo Russo, oggi collaboratore di giustizia.
I soldi, secondo gli investigatori, provenivano soprattutto dall’ usura. Nel decreto di sequestro, emesso dal gip Maria Vittoria Foschini, sono contenute anche alcune intercettazioni telefoniche che provano l’ attività usuraria dei Potenza. Parlando con un imprenditore che non riusciva a saldare un debito, Salvatore Potenza lo minacciava così: ‘Ti devo levare tutti i denti da bocca… Allora, io non voglio sentire niente. Digli a quel bastardo di tuo figlio che, dove lo vedo lo vedo, lo mando all’ospedale. Dove vedo a tuo figlio, lo devo fare a pezzi’. Iorio è sfuggito alla cattura perché si trova all’estero: secondo l’agenzia di stampa Radiocor l’imprenditore, sospettato di aver avuto rapporti con il clan dei Lo Russo, si troverebbe a Miami assieme con il calciatore Fabio Cannavaro. I due in Florida gestiscono un ristorante.
I soldi, secondo gli investigatori, provenivano soprattutto dall’ usura. Nel decreto di sequestro, emesso dal gip Maria Vittoria Foschini, sono contenute anche alcune intercettazioni telefoniche che provano l’ attività usuraria dei Potenza. Parlando con un imprenditore che non riusciva a saldare un debito, Salvatore Potenza lo minacciava così: ‘Ti devo levare tutti i denti da bocca… Allora, io non voglio sentire niente. Digli a quel bastardo di tuo figlio che, dove lo vedo lo vedo, lo mando all’ospedale. Dove vedo a tuo figlio, lo devo fare a pezzi’. Iorio è sfuggito alla cattura perché si trova all’estero: secondo l’agenzia di stampa Radiocor l’imprenditore, sospettato di aver avuto rapporti con il clan dei Lo Russo, si troverebbe a Miami assieme con il calciatore Fabio Cannavaro. I due in Florida gestiscono un ristorante.
DI CHE PARLIAMO? – E’ una inchiesta dai grandi numeri quella condotta dalla Dia e dai pm Sergio Amato e Enrica Parascandolo sfociata oggi nel sequestro dei locali e di beni per 100 milioni di euro e nell’esecuzione di 15 ordinanze di custodia. Ma soprattutto una indagine dai risvolti clamorosi sotto il profilo istituzionale perche’ coinvolge uno degli investigatori piu’ noti e stimati della polizia, protagonista di eclatanti operazioni, soprattutto contro i clan della camorra. Per Vittorio Pisani, capo della squadra mobile, il giudice per le indagini preliminari Maria Vittoria Foschini ha disposto infatti il divieto di dimora a Napoli con l’accusa di favoreggiamento e rivelazione di segreto di ufficio. Avrebbe svelato a uno dei principali indagati, Marco Iorio, al quale è legato da rapporti di amicizia, l’esistenza dell’indagine avviata dalla procura di Napoli sul riciclaggio e il reinvestimento dei capitali illeciti.
FUGA PER OCCULTAMENTO – Una fuga di notizie che avrebbe consentito a Iorio, descritto come un imprenditore borderline, e a Bruno Potenza (nella casa del padre di quest’ultimo furono rinvenuti 8 milioni di euro in contanti) di occultare all’estero parte del tesoro e di programmare la vendita a prestanome delle societa’ di ristorazione. Per i magistrati, Pisani era perfettamente consapevole del fatto che i locali servivano al reimpiego delle ingenti somme di denaro derivante dalla commissione di reati. Sullo sfondo il rapporto tra il dirigente della Mobile e il boss di Secondigliano Salvatore Lo Russo, suo confidente, al cui clan era riferibile parte del riciclaggio. Nell’illustrare i particolari dell’operazione il procuratore Giovandomenico Lepore non ha nascosto la sua amarezza. Ha parlato di ‘vicenda dolorosa’. ‘Mi dispiace, Vittorio Pisani – ha detto il procuratore – era anche un amico, lo conosco dai tempi in cui stavo in Tribunale e alla Procura generale. E’ un personaggio noto e che si fa voler bene, ha arrestato latitanti del calibro di Iovine e Russo’. La misura cautelare – ha spiegato il capo della procura – non impedira’ comunque a Pisani di svolgere il lavoro di poliziotto in una citta’ diversa da Napoli.
IL POLIZIOTTO E IL BOSS – Il capo della Squadra Mobile, Vittorio Pisani informò l’imprenditore Marco Iorio dei due esposti anonimi giunti in Questura, secondo i quali il funzionario aveva acquistato una casa nel quartiere Vomero con denaro in parte fornito dall’imprenditore, aveva dato all’amico suggerimenti per trasferire i soldi in Svizzera e addirittura aveva mandato alcuni suoi uomini a scortarlo durante il trasferimento. Lo ribadisce il gip nella misura cautelare commentando un’intercettazione tra Bruno Potenza e la commercialista Maddalena Plancqueel, a sua volta arrestata, nella quale la donna chiede: ‘Quindi Pisani e’ gia’ stato chiamato, Bruno?’. Potenza conferma e la commercialista chiede: ‘Per i rapporti che aveva?’. Lui chiarisce: ‘Nooo. Come ti sei comprato questo? Come ti sei comprato questo? Cioe’ lui dice: questo ha detto che tu hai avuto 500.000 euro di prestito da Marco (Iorio, ndr) per comprarti questa casa. E lui ha detto: no! Io mi sono comprato questo facendo il mutuo e tutte queste belle cose qua. E mi ha menzionato pure a me: non lo conosco, insomma lo conosco e non lo conosco. Insomma queste cose qua, me l’ha detto stamattina Marco in palestra… che comunque e’ malament’ e che se ti incontri e’ mal’acqua! Mo incominciano le indagini su di noi. Quindi mettiamo piano piano, il tempo lo teniamo comunque’.ANCORA PIU’ ELOQUENTE – Il gip definisce ‘ancora piu’ eloquente’ la conversazione captata due giorni dopo nell’auto di Iorio tra l’imprenditore e la moglie: ‘Gli indagati, solitamente prudenti nel parlare al telefono, dimenticano invece ogni accorgimento in auto lasciandosi andare a commenti sollevati sul fatto che per fortuna erano stati avvisati in tempo e che percio’ potevano tutelarsi evitando di parlare al telefono e ‘mettendo le carte a posto”. Iorio: ‘Ma poi se abbiamo saputo questo fatto gia’ siamo fortunati che l’abbiamo saputo prima, no?’. Moglie: Bravo, comunque ti tuteli. Bravo, proprio per tutelarci… Se non lo sapevamo, bello e buono pigliano e vengono… Stavamo ancora sopra all’ufficio, parlavamo dentro ai telefoni… facciamo questo, facciamo quest’altro. Allora l’abbiamo saputo? Mettiamo le carte a posto…’.Iorio: ‘Vittorio (Pisani, specifica il gip) ha detto: metti le carte a posto! Siamo andati a vedere le carte e comunque ci stanno dei buchi’. Quindi un passaggio sugli esposti anonimi. ‘Perche’ quelli hanno fatto un esposto che Vittorio… che io gli ho prestato i soldi a Vittorio per comprarsi una casa…una denuncia anonima’.
IL MINISTRO E IL CAPO DELLA POLIZIA - Stima e fiducia in Pisani sono state espresse dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni nel corso di una telefonata con il capo della polizia, Antonio Manganelli. Lo stesso Manganelli ha avuto parole di apprezzamento per il funzionario. ‘Confermo stima e fiducia nel dottor Vittorio Pisani, che destinerò ad altro incarico per corrispondere alle determinazioni dell’autorità giudiziaria, nella quale ripongo altrettanta fiducia ed i cui provvedimenti rispettiamo incondizionatamente’, ha affermato. ‘In questo momento – ha proseguito Manganelli – desidero mandare un abbraccio affettuoso alle donne e agli uomini della Squadra Mobile di Napoli che, a prezzo di enormi sacrifici personali e delle loro famiglie e pur in presenza di risorse umane e strutturali non sempre adeguate alle necessità, hanno ottenuto negli ultimi anni, proprio sotto la guida del dottor Pisani, risultati straordinari’. Il questore di Napoli Luigi Merolla ha gia’ designato il nuovo capo della Mobile partenopea: Andrea Curtale, dirigente del commissariato di Castellammare di Stabia. ‘Siamo addolorati e amareggiati ma nutriamo massima fiducia in Pisani e siamo sicuri che si riuscirà a chiarire le accuse che speriamo siano frutto di un equivoco’, ha detto il questore.
giovedì 30 giugno 2011
Truffa alla Pro Loco. In quattro intascavano 73mila euro
Truffavano denaro pubblico sottoforma di contributi per iniziative mai realizzate. E la somma intascata aveva ormai raggiunto la considerevole cifra di 73mila euro. Questo il giro d’affari di quattro persone di Sant’Antonio Abate, che, grazie a dei contributi comunali, erano riuscite a realizzare un sostanzioso interesse. I carabinieri di Castellammare di Stabia, su mandato della Procura di Torre Annunziata, hanno provveduto a notificare quattro avvisi di garanzia e contestuale conclusione delle indagini nei loro confronti. Le persone coinvolte sono: Ciro D’Antuono, classe 1959, Maria Rosaria Romano, classe 1967, Luigi D’Antuono, classe 1966 e Mario Coppola, classe 1961, tutti residenti nel comune di Sant’Antonio Abate. I quattro indagati sono ritenuti responsabili in concorso tra di loro del reato di malversazione ai danni dello Stato in quanto, con diverse condotte, avrebbero destinato somme di denaro stanziate per scopi istituzionali, nell’ambito della Pro Loco del comune abatese, verso interessi di natura privata, per un ammontare complessivo di circa 73 mila euro. Le operazioni non sono però sfuggite all’attenzione delle forze dell’ordine. Utili sono state le attività investigative coordinate dai magistrati della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, diretti dal procuratore Diego Marmo, che si sono sviluppate mediante un’incessante attività info investigativa la quale ha permesso di delineare un chiaro quadro probatorio che si è, poi, concretizzato nei provvedimenti notificati agli indagati.
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