FOTO DI STABIA

sabato 30 aprile 2011

MotoGP: pole di Lorenzo a Estoril, Rossi è 9°


Jorge Lorenzo conquista la pole position nelle qualifiche del Gran Premio del Portogallo in una sessione condizionata dall’umido dell’asfalto per l’acquazzone scatenatosi in mattinata nei pressi del circuito di Estoril. Il campione del mondo in carica stacca il miglior tempo in 1:37.161 beffando Simoncelli che aveva dominato sia le prove libere di ieri che la qualifica odierna fino a pochi minuti dal termine. Per il pilota spagnolo della Yamaha si tratta della prima pole stagionale, la 17esima in carriera nella classe regina.
Dalla seconda posizione in griglia, come accennato, partirà Marco Simoncelli sulla Honda ufficiale del team Gresini staccato di 133 millesimi e vittima di una caduta nel giro finale che gli è costata la pole position: il pilota romagnolo, a meno di gravi errori, sarà sicuro protagonista del Gran Premio di domani dimostrando nell’arco del week-end di essere molto veloce sul circuito lusitano se non il favorito alla vittoria finale. A completare la prima fila la Honda del team ufficiale Repsol di Dani Pedrosa che ha ottenuto la sua migliore prestazione in 1:37.324 che ha avuto la meglio rispetto al compagno di box Casey Stoner di soli 60 millesimi. L’australiano partirà dunque dalla quarta piazza e ha preceduto Ben Spies sulla seconda Yamaha e Andrea Dovizioso sull’altra Honda Repsol. In ombra ancora una volta Valentino Rossi con una Ducati che ieri aveva solo illuso. Il sette volte campione del mondo MotoGP/500 ha chiuso le qualifiche con il nono tempo alle spalle anche delle due Yamaha private di Colin Edwards e Cal Crutchlow e staccato di un secondo e un decimo dalla vetta. In ogni caso quella di Rossi è la prima Ducati in griglia seguita immediatamente da quella diHector Barbera mentre è addirittura 13esimo a un secondo e 7 decimi di distanza Nicky Hayden. Domani alle 14:00 la gara che è a rischio pioggia.
A breve la griglia di partenza

Pattinaggio, Fantastica Kostner è bronzo mondiale in rimonta

Carolina KostnerÈ ufficialmente tornata la regina del ghiaccio, Carolina Kostner vince la medaglia di bronzo ai mondiali dopo una rimonta sensazionale, dato che l’ azzurra era al sesto posto dopo il programma corto di ieri.
Lo stesso copione degli europei di Berna si ripete a Mosca con la Kostner che effettua un esibizione praticamente perfetta incantando tutto il palazzetto per eleganza, velocità e potenza inimitabili per nessun altra avversaria. Peccato quindi per la caduta di ieri, senza la quale Carolina avrebbe sicuramente lottato per l’ oro che è andato ancora una volta alla giapponese Miki Ando, molto commossa per il suo Giappone che avrebbe dovuto ospitare quest’edizione iridata con la campionessa olimpica, la sudcoreana Yu Na Kim, medaglia d’ argento. La speranza per tutti i tifosi è che questa medaglia ottenuta in rimonta possa far superare definitivamente i fantasmi che accompagnano Carolina in ogni sua esibizione, per poterla vedere un giorno, sul gradino più alto del podio.

L'Italia è il modello da non seguire

Anni di stagnazione e mancanza di riforme delineano un panorama di scarsa crescita

La scarsa crescita economica e la mancanza di misure adeguate fanno dell'Italia il tallone di Achille d'Europa
Ci fu un tempo in cui Roma era la potenza economica, militare e politica che dominava il mondo. Oggi gli esperti considerano l'Italia il malato d'Europa, ed alcuni vanno persino oltre affermando che l'Italia è il tallone di Achille dell'Eurozona.
Gli argomenti non mancano. È vero che l'Italia è stata una delle economie europee più colpite dalla crisi finanziaria. Essendo un'economia assai dipendente dal suo settore estero ed essendo questa una crisi contingente a livello globale, l'Italia si è trovata senza fonti alternative di crescita. Le esportazioni hanno registrato la peggior contrazione dalla Grande Depressione, tanto che, secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale (FMI), l'economia è scesa dell'1,3% nel 2008 e del 5,3% nel 2009. Ma il problema della crescita italiana viene da lontano.
Negli ultimi 15 anni l'Italia ha avuto una crescita superiore al 2% solamente in tre occasioni e il FMI non prevede che ciò torni ad accadere prima del 2017. Un documento di lavoro dell'organismo (Oltre la crisi: valutare il danno in Italia, di Hannan Morsy e Silvia Sgherri), rivela che tra il 1995 e il 2007 la crescita media annua dell'economia italiana è stata dell'1,6%, cosa che presuppone una notevole discesa rispetto al 2% registrato in media nel decennio anteriore. Per quest'anno, il FMI prevede una crescita dell'1,1% e di un 1,3% per il prossimo. Si tratta, in definitiva, di un modello di crescita a forma di "L" che ha portato ad ostentare il dubbio onore di essere il secondo Paese con la crescita accumulata più bassa dell'ultimo decennio (2,43%), sorpassato solo da Haiti (-2,39%) e seguito dal Portogallo (6,47%).
La deludente crescita dell'Italia nell'ultimo decennio è dovuta, in gran parte, alla "bassa produttività", spiega Morsy. "Il contributo della produttività al PIL si è andato progressivamente riducendo e si è prodotto in tutti i settori dell'economia, ma è stato specialmente pronunciato nell'industria e nei settori non commerciali", chiarisce. "La produttività è, senza dubbio, il tallone di Achille dell'Italia".
È vero che l'economia alpina conta su di un vigoroso tessuto industriale formato da imprese di medie dimensioni, in gran parte di carattere familiare, che hanno fatto del simbolo Italia un marchio di riconoscimento a livello mondiale. Ma molte di queste aziende affrontano le crescenti pressioni delle economie emergenti, con prezzi più bassi e un maggior uso della tecnologia, cosa che ha portato a subire una considerevole perdita di competitività [Vedi grafico allegato, in cui quanto maggiore è l'indice, maggiore è la perdita di competitività].
C'è una spiegazione, secondo gli autori del documento del FMI, a questa performance negativa:
"riforme del lavoro che hanno incrementato il carico regolamentario del mercato del lavoro, e il peso della burocrazia, delle tasse impositive relativamente alte che disincentivano l'offerta lavorativa e l'investimento in un tessuto industriale che limita l'azione delle economie di scala e il trasferimento tecnologico," indicano gli autori del documento.
Il lato negativo di una crescita ad "L" come quella che si sta verificando in Italia è che accentua gli squilibri dell'economia e riduce la capacità di risposta dello Stato. Il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, ha ammesso la settimana scorsa che a meno che l'Italia non raggiunga un tasso di crescita annua del 2%, non potrà affrontare il problema del debito pubblico, che era intorno al 118,9% lo scorso anno. "Se la crescita è intorno al 2% annuo, la normativa [comunitaria] del debito può essere rispettata, sempre che si rispetti l'obiettivo di deficit", ha assicurato Draghi.
Quest'enorme carico di debito pubblico ha impedito, come fa notare Giovanni Ajassa di BNP Paribas, che l'Italia applicherà una politica decisiva di piani di stimolo in risposta alla crisi finanziaria. "Al contrario della Germania, il motore dell'economia in Italia ha funzionato attraverso un unico cilindro: le esportazioni. Così è stato nel 2010 e così succederà nel 2011 e nel 2012, dato che il margine per un'espansione maggiore si vedrà limitato dalla debolezza della domanda interna e dalle conseguenze di una politica fiscale cauta", indica. "Il lento progresso dell'attività economica impedirà che l'Italia vada riducendo il suo differenziale di crescita con i principali soci dell'eurozona", segnala Ajassa in un recente rapporto sull'economia alpina.
I dati corrispondenti al primo trimestre indicano che la debolezza si sta accentuando: la produzione industriale retrocede, le vendite al dettaglio calano, le esportazioni nette sottraggono 9 decimali alla crescita del PIL, dato il forte impulso delle importazioni (3,5%) - tra l'altro , a causa del conto energetico -, e una debole domanda interna di fronte all'assenza di nuovi posti di lavoro. "Un recupero zoppicante", sentenzia Ajassa.
Se non si può dare impulso alla crescita attraverso riforme strutturali costruite ad arte, sarà necessario portare a termine un accordo fiscale considerevole", avverte Morsy. E non sembra che questa sia la maggior preoccupazione del Governo in questo momento.

Fincantieri: in arrivo piano industriale

Il puzzle sempre più completo da quel piano che usci mesi fa su la rivista Repubblica ad oggi mi sembra che non sia cambiato niente anzi dai vari comunicati sembra percepire sempre aria di bufera. Il piano industriale di Fincantieri e' in arrivo, già' ai primi di maggio secondo indiscrezioni, e fa tremare lavoratori e amministrazioni regionali per i tagli e, addirittura, le possibili chiusure di stabilimenti che, secondo voci sempre più' insistenti, colpiranno alcuni siti.
A lanciare l'allarme e' stata  la Liguria, molto preoccupata di perdere due stabilimenti su tre, quelli di Sestri Ponente e Riva Trigoso, in provincia di Genova, se la scure sara' molto affilata. Ma timori e passaparola si estendono velocemente in tutte le regioni dove gli stabilimenti rappresentano da decenni risorse lavorative di eccezionale portata. Quindi se si parla di tagli per la stessa Fincantieri, quella etichettatura del "Mostro indotto" per non meglio dire Indotto GAME OVER venne fatta per una visione o per un dato di fatto? Ma la visione del nostro mondo politico sui questi lavoratori qual'è e se sopratutto è un dato di fatto perché non si fa in modo che si sappia, credo che ora i tempi siano maturi ma ora lo sono anche per i Sindacati che taciono sulla vicenda dal giorno 31 Marzo.  Le parole dette dall'ad Giuseppe Bono hanno acuito il disagio. 
Fincantieri andra' incontro a un ''processo di riorganizzazione al quale tutti devono partecipare - ha affermato l'amministratore delegato -. I sacrifici dovranno essere affrontati da tutti con l'obiettivo di non lasciare per strada nessuno''. Ma, ha aggiunto Bono, ''e' sbagliato dire che non bisogna toccare i cantieri''.
Da Mestre, la Fiom nazionale mette in guardia l'ad Bono e gli dice che ''va bene toccare i cantieri per migliorarli, ma nemmeno uno va chiuso''. A Trieste si agita l'Ugl: ''e' da troppo tempo che i lavoratori di Fincantieri aspettano risposte sul loro futuro. Se e' vero che sara' convocato un tavolo a breve, speriamo sia l'occasione per un dialogo condiviso e non un modo per comunicare decisioni prese unilateralmente''.Nell'attesa della scure si preparano le contromisure.

Il presidente della Liguria Claudio Burlando ha espresso preoccupazione perché non ci sono notizie sull'annunciato accordo di programma per il ribaltamento a mare di Sestri Ponente per il quale il governo ha stanziato nei mesi scorsi 70 milioni di euro. ''Non abbiamo notizie da mesi - ha detto Burlando -. Non ci sono iniziative negative ma neppure si e' proseguito sul percorso avviato. Forse dobbiamo dedurre che il piano che parlava della riduzione dei cantieri liguri aveva una verità'.

La grande notte del magico Stabia

venerdì 29 aprile 2011

Costa Crociere, 600 nuove assunzioni

Costa Crociere, il più grande gruppo turistico italiano e la compagnia di crociere leader in Europa, si appresta a realizzare 600 assunzioni di personale in vista del varo di due nuove navi ammiraglie: Costa Favolosa, a luglio 2011 e Costa Fascinosa, nella primavera 2012. I nuovi posti di lavoro sono disponibili proprio a bordo delle navi e le selezioni sono già in corso. Le assunzioni funzionali al piano di espansione della flotta coinvolgeranno 400 giovani disoccupati che verranno inseriti in diverse mansioni tra cui addetti al servizio clienti, all’accoglienza o alle escursioni, animatori per adulti e bambini, tecnici luce e suono, allievi cuochi, fotografi ecc. I candidati interessati parteciperanno a dei bandi di selezione e i vincitori realizzeranno un corso di formazione gratuito finalizzato alla successiva assunzione. I percorsi formativi saranno svolti in collaborazione con le province di Savona, Genova e Roma. Fino al 26 aprile 2011 sarà possibile candidarsi per partecipare al corso di formazione gratuito per Coordinatore di attività formative e linguistiche per l’equipaggio, rivolto a 20 laureati in lingue straniere che siano disoccupati, inoccupati o inattivi.  Entro la stessa scadenza è possibile inviare la domanda per il corso di Guest Service – addetti all’accoglienza clienti, rivolto a giovani diplomati disoccupati con conoscenza delle lingue straniere Sono aperte le selezioni anche per altri due percorsi formativi finalizzati all'assunzione, quello per Lounge Technicians – tecnici addetti al suono e luci e quello per Cruise Staff – animatori per adulti e bambini, i cui bandi scadono il prossimo 3 maggio 2011. Per avere maggiori informazioni sui posti di lavoro disponibili è necessario visitare il sito web di Costa Crociere, nella sezione www.costacrociere.it/B2C/I/Corporate/human/Job+Opportunities/master/master.htm” \t “_blank” formazione, dove è possibile scaricare i bandi attivi e scoprire date e sedi dei corsi. In aggiunta ai 400 inserimenti di giovani disoccupati, Costa Crociere selezionarà altre 200 persone per figure di middle management che lavoreranno sempre a bordo delle navi. In questo caso la ricerca è rivolta a candidati che abbiano già maturato precedenti esperienze nel settore del turismo.

Castellammare:Fincantieri spa o srl

Parte dalla valorizzazione delle acque e dalla probabile cessione di una struttura alberghiera delle Terme di Stabia prosegue sino all'accoglienza dei croceristi, quei stessi croceristi  che dovranno usufruire dell’approdo nave all'interno di Fincantieri che vedrà Castellammare di Stabia accogliere il turismo d'élite che sbarcherà in città grazie all'approdo delle navi da crociera. Venerdì 6 maggio, dalle 8 circa fino alle 17.30, alcune centinaia di turisti tedeschi sbarcheranno dalla nave da crociera Vistamar, lunga circa 130 metri e ricca di tutti quei comfort tipici delle navi di grossa stazza, che quest'anno attraccherà presso il porto della città delle acque nell'ambito del progetto "Stabia, porto di Pompei". Dopo i vari comunicati è per dare anche quella continuità a l’incontro che ci fu con Bobbio e Taormina direttore di Fincantieri,Castellammare, parte la prima fase alla riconversione, si quella parola che non vuole essere pronunciata perché a qualcuno da fastidio anche perché quelle garanzie vengono meno come la costruzione di uno solo dei pattugliatori va sempre speditamente per la sua strada. E sulla scia dello scorso anno la nave Aidabella ha confermato il suo arrivo nel porto Stabiese. Il primo attracco è previsto per il 2 giugno e allora la città dovrà prepararsi ad ospitare circa 2500 croceristi. Il Comune comincia ad organizzarsi e adesso nella lista delle priorità c'è la sistemazione della villa comunale: "Sono mesi che assieme al sindaco, all'Ascom e a alla Capitaneria ci stiamo organizzando per progettare un coordinamento di accoglienza - spiega l'assessore al Turismo Antonio Coppola - Questa è un'occasione molto importante per la città. Nei prossimi giorni verranno sistemate le aiuole della villa comunale con piantine di stagione ed essenze. Il nostro obiettivo è far sì che tutta la città possa essere pronta per questi importantissimi appuntamenti crocieristici con l'augurio che il percorso possa fare da volano per il turismo e l'economia cittadina". Quanti segnali ancora devono essere dati, quali scusanti ci servono? Come quelle che ogni tanto ci fanno sentire dai palchi popolani di Napoli “la Fincantieri non si tocca”, oppure per aver un’incontro alla Regione ci sono voluti mesi, sembriamo solo dei burattini. La parola svegliamoci per mesi l’ho sentita ma alla fine la vertenza che doveva essere la mamme di tutte le vertenze Stabiesi sembra essere solo la bella addormentata nel bosco. Fincantieri spa o Fincantieri srl? Il tavolo politico va sempre spedito come un missile, e quello sindacale fermo ad un palo,ma no quello della Rsu, quelle delle garanzie che vanno sempre più a venire meno le stesse che dovevano garantire progettualità per il sito di Castellammare…..

MANDIAMOLI A LAVORARE


Buttiamoli tutti giù dal parlamento e che finalmente vadano a lavorare!!!   MANDIAMOLI A LAVORARE  : Sull'Espresso di  qualche settimana fa c'era un articoletto che riportava di una recente votazione in  Parlamento all'UNANIMITA'  e senza  astenuti  (ma  và?!) di una mozione che prevede un aumento di  stipendio per i parlamentari  pari a circa € 1.135,00 al  mese.    La mozione  e stata camuffata in modo tale da non risultare   nei verbali  ufficiali.     STIPENDIO Euro 19.150,00 AL  MESE    STIPENDIO  BASEcirca Euro 9.980,00  al mese    PORTABORSE   circa Euro  4.030,00 al mese (generalmente parente o  familiare) RIMBORSO SPESE  AFFITTO circa Euro 2.900,00 al  mese     INDENNITA' DI  CARICA  (da Euro  335,00 circa a Euro 6.455,00)                      + TELEFONO  CELLULARE gratis   TESSERA DEL  CINEMA  gratis   TESSERA  TEATRO  gratis TESSERA AUTOBUS -  METROPOLITANAgratis   FRANCOBOLLI  gratis   VIAGGI AEREO  NAZIONALI  gratis    CIRCOLAZIONE  AUTOSTRADE gratis   PISCINE E  PALESTRE  gratis   FS  gratis       AEREO  DI STATO   gratis AMBASCIATE gratis     CLINICHE  gratis   ASSICURAZIONE  INFORTUNI gratis   ASSICURAZIONE  MORTE  gratis   AUTO  BLU CON AUTISTA  gratis RISTORANTE gratis (nel 1999  hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno  stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre  obbligano i cittadini a 35 anni di contributi ( 41 anni per il pubblico impiego  !!!)   Circa  Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali  (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi  per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della  Camera. (Es: la  sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una  segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo  servizio)     La classe politica  ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di  EURO.   La  sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al  MINUTO !!     Far  circolare.......si sta promovendo un referendum per l' abolizione dei   privilegi di tutti i parlamentari............ queste informazioni  possono    essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano  di portarle a conoscenza degli italiani......   PER  FAVORE CONTINUATE LA CATENA.





Di: Angelo Sarcinelli

F1: Button giura amore eterno alla McLaren

Jenson ButtonRecentemente Lewis Hamilton aveva messo in dubbio che il suo futuro potesse essere ancora in McLaren, facendo intendere di voler lottare per il titolo con un’auto competitiva. Il suo compagno di squadra invece non ha dubbi a riguardo e, a poche settimane dal rinnovo propostogli da Martin Withmarsh, giura fedeltà alle Frecce d’ Argento:” Sono alla McLaren dal 2010, ho impiegato molti anni per arrivare fin qui, in uno dei team più forti del mondo, e ora mi trovo molto bene. Mi godo ogni momento e non avrei nessun motivo per andare via”.

“Sono contento delle parole di Jenson. Se lui vuole restare sono sicuro che troveremo facilmente un accordo”. Queste le parole del team principal della McLaren Martin Withmarsh.
Button è ancora legato per un altro anno alla McLaren ed ha tutta l’intenzione di prolungare questo rapporto, dopodichè, annuncia, alla fine del contratto smetterà di correre:”al termine del mio contratto in McLaren lascerò la Formula1″, dice Button ad Autosport, “però potrei rimanere qui ancora a lungo, non so se 3 o 5anni”.

Fantacalcio, i consigli per la 35 giornata

Maxi LopezPartendo dalle previsioni della scorsa settimana, azzeccate quelle su De Sanctis e Julio Cesar, che avrei evitato di schierare, mentre tra Boruc e Agazzi è andato meglio il primo. Non a buon fine quelle sui difensori, per le prestazioni non positive di Udinese e Lazio e lo stesso per i centrocampisti. Nessuno di quelli indicati ha lasciato il segno, con Stankovic addirittura infortunatosi. Molto meglio in attacco. A parte Di Vaio, di cui continua la latitanza, sia Di Michele sia Floro Flores hanno risposto con una doppietta e anche Zarate ha fatto il suo piccolo dovere. Bene anche Del Piero, anch’egli autore di due gol. Non hanno inciso, invece, Toni e Caracciolo. Diamo uno sguardo alla 35a giornata.


PortieriRischiosi Antonioli e Castellazzi, così come Eduardo. Mi aspetto più tranquillità daSorrentino e Rosati. Ri-darei fiducia a Boruc, non a Buffon.

Difensori. Nagatomo è l’ex di turno, Mandelli segnò al Lecce nella gara di andata. Biava e/o Diassi rifaranno dopo San Siro? Penso di si. Occhio a Spolli e a Paolo Cannavaro.

Centrocampisti. Jimenez giocherà col coltello tra i denti, Hamsik ha promesso un riscatto immediato. Bogliacino ha già bucato il Lecce all’andata. Mi aspetto qualcosa da Behrami.Ambrosini dovrebbe rientrare e potrebbe farsi notare in zona gol, magari con uno dei suoi colpi di testa. Dovrebbe rientrare anche Sculli. Tenetelo in considerazione. 

AttaccantiMaxi Lopez non può deludere, così come pire la coppia Mutu-GilardinoDi Vaio a San Siro spesso si è fatto notare. Sensazione positive da Eder, ma devo dire la verità pure da Milito.
In attesa dei vostri commenti, vi saluto.

BARI, BIMBO TROVA DUE PRESERVATIVI NELL'UOVO


Ha aperto l'uovo comprato dai nonni ma dentro ha trovato una scatoletta contenente due preservativi: il bambino di 6 anni l'ha guardata e ha chiesto ai genitori allibiti di cosa si trattasse. Papà e mamma hanno velocemente tolto dalle mani del piccolo la scatola in cartone e hanno distratto il figlio facendogli aprire altre uova di cioccolato. «Sicuramente si tratta di una manomissione», ha assicurato l'ufficio consumatori della Lindt, interpellata dall' ANSA, al quale è stato segnalato l'episodio, accaduto in un'abitazione di Casamassima (Bari) il giorno di Pasqua e riferito dalla mamma del bambino, Milva Coretti, di 43 anni, che da Roma, dove abita, insieme con il marito e il figlio ha trascorso le vacanze di Pasqua a casa dei suoceri, in Puglia. L'uovo della Lindt era stato acquistato dai nonni in un ipermercato di Casamassima. «L'uovo - hanno fatto sapere dalla casa produttrice - è stato sicuramente manomesso in un momento successivo, anche perchè i profilattici erano in un contenitore che noi non utilizziamo: tutte le nostre sorprese sono custodite in un barattolo blu sigillato». La Lindt, per scusarsi in ogni modo dell'inconveniente che non è da addebitare alla produzione, ha comunque deciso di inviare alla famiglia altre uova. La signora, che non ricorda se la confezione dell'uovo fosse o meno integra, commenta così l'episodio: «Fosse stato il primo aprile avrei capito, ma fare uno scherzo simile a Pasqua è davvero inconcepibile. E poi è risaputo che le uova di cioccolato sono destinate ai bambini... uno scherzo davvero stupido».

giovedì 28 aprile 2011

Paolo Cannavaro “voglio diventare una bandiera del Napoli”


paolo cannavaroPer Paolo Cannavaro, capitano del Napoli, la prossima sfida con il Genoa è una tappa essenziale nello sprint finale, per assicurarsi un posto in Champions league dalla porta principale, coronando al meglio la stagione fin qui brillantemente condotta.
Una partita particolare,  fra due squadre le cui tifoserie sono gemellate, a suggellare l’unione di due città di mare, una al Nord l’altra al Sud, ma accomunate dal calore calcistico. Gemellaggio a parte, però, gli azzurri non devono nè vogliono perdere di vista la concentrazione necessaria per raggiungere l’ obiettivo stagionale. “Abbiamo fatto meglio di una concorrenza di valore costituita da Roma e Juve. Diciamo che altri hanno fallito e noi ne abbiamo approfittato, centrare la Champions sarebbe straordinario per i nostri tifosi che per anni hanno sofferto molto “.
Il match con il Genoa è ancora più importante per Paolo Cannavaro, perche allo stadio Marassi è associato un ricordo che il capitano napoletano definisce indelebile, ossia la promozione in serie A di entrambe le squadre nel campionato 2006/2007. Un ricordo dolcissimo, che diventa ancor più importante poichè permette di capire quanta strada, da allora, è stata già percorsa dal Napoli, con un progetto serio e molto lungimirante, con una società solida alle spalle, con talenti scoperti e rilanciati, sudamericani ma non solo.
Il capitano, dopo aver scontato la squalifica che lo ha costretto a soffrire dall’ esterno per la sconfitta di Palermo, è pronto adesso a ritornare, così come ritornerà anche il principale valore aggiunto di questa squadra, il Pocho Lavezzi. Un talento straordinario, quello dell’argentino, che il suo capitano vuole elogiare apertamente: “Il Pocho è la nostra marcia in più, perchè se la partita si mette male, lui riesce a trovare la giocata per spaccare la difesa avversaria”. A proposito di attaccanti, inoltre, nella partita con il Genoa Paolo Cannavaro si troverà di fronte al napoletanissmo Antonio Floro Flores, ex gicatore azzurro, al centro di alcuni giochi di comproprietà che dovrebbero portarlo ad una riconferma in maglia Genoana anche per la prossima stagione, molto apprezzato da un altro illustre Napoletano, ossia il presidente Enrico Preziosi.
Questioni di mercato a parte, però, Paolo Cannavaro vuole ricordare anche il valore  tecnico dell’amico Floro Flores: “Antonio è un amico. Con lui ho un ottimo rapporto, siamo cresciuti a poche centinaia di metri di distanza e non perdiamo occasione per giocare a calcetto insieme. Stavolta, però, è un avversario e poi con il Genoa l’anno scorso io ho preso una traversa, magari stavolta andrà meglio…”
Infine, un pensiero rivolto al futuro, prossimo e lontano, che per capitan Paolo Cannavaro, dopo aver girovagato per l’Italia, da Parma a Verona, significa solo Vesuvio, pizza, sole e mare, ossia Napoli. Giocare nella squadra della propria città, del proprio cuore, per cui si tifava da bambini è un orgoglio speciale, non paragonabile a null’ altro.
Ecco perchè, Paolo Cannavaro vuol diventare la bandiera del Napoli, divenendo un “Capitano perfetto”: “Ho un legame fortissimo con la città e la mia intenzione è diventare la bandiera di questa società. Ora la maglia azzurra è ambita da molti giocatori, mentre fino a poco tempo fa molti calciatori storcevano il naso”.

Marini: "Era davvero un Papa amabile"


Monsignor Marini è stato a fianco di papa Wojtyla per l’intero pontificato, dapprima come cerimoniere e quindi come maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie. I suoi ricordi.


.

Monsignor Piero Marini con papa Wojtyla.
Monsignor Piero Marini con papa Wojtyla.

«Quella di Giovanni Paolo II era la santità di chi ha vissuto in modo straordinario l’ordinarietàdel proprio ministero sacerdotale ed episcopale». L’arcivescovo Piero Marini, dal 30 settembre 2007 presidente del Pontificio comitato per i congressi eucaristici internazionali, è stato a fianco di papa Wojtyla per l’intero pontificato, dapprima come cerimoniere e quindi, dal 1987, come maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie. Dai suoi ricordi è scaturito un libro per le Edizioni San Paolo, cui monsignor Marini ha voluto dare come titolo proprio un’espressione di Giovanni Paolo II: Io sono un Papa amabile.
– Monsignor Marini, lei ha avuto occasionedi conoscere Karol Wojtyla ancora da cardinale, quando nel maggio 1973 si recò a Cracovia insieme con il prefetto della Congregazione per il culto divino, il cardinale ArturoTabera Araoz. Quale ricordo conserva di quell’incontro?

     «Eravamo andati in Polonia per le celebrazioni in onore di san Stanislao. Dal cardinale Wojtyla ricevemmo una squisita ospitalità e ci fu anche l’opportunità di celebrare con lui una Messa nella chiesa ancora in costruzione a Nowa Huta. In quei giorni trascorsi insieme ho potuto rendermi personalmente conto di quanto incarnasse l’immagine del vescovo che il Vaticano II aveva delineato: un pastore al servizio della comunità diocesana, dal quale dipende un po’ la vita di tutti i suoi fedeli, ma sempre molto vicino alla gente».

– Quando le venne chiesto di svolgere il compito di maestro delle celebrazioni, come riuscì a entrare in sintonia con quanto lui desiderava?
     «Creare un’intesa con Giovanni Paolo II fu molto facile e veloce, poiché era un uomo aperto e sincero. Soprattutto nei primi tempi confrontavo con lui ogni aspetto delle cerimonie, ma dopo un po’ mi resi conto che aveva raggiunto una piena fiducia in me. Lui aveva profondamente assimilato le idee del Concilio, anche se le sue devozioni conservavano una radice polacca. Per esempio, lo ricordo negli ultimi tempi mentre leggeva nella sua lingua madre, su un libretto consunto, le litanie di Gesù sommo ed eterno sacerdote, oppure la coroncina della Divina Misericordia ispirata dalle rivelazioni di santa Faustina Kowalska».

– Le celebrazioni liturgiche sono anche state occasioni per intensificare il dialogo ecumenico. Lei conserva un ricordo particolare a questo riguardo?

     «Oltre alle tante opportunità positive, mi viene in mente un’occasione sprecata. Fu nel1999 quando era in programmazione la visita in Romania. Dopo essermi consultato con alcuni esperti, chiesi al Papa se sarebbe stato disponibile a ricevere la Comunione dal patriarca Teoctist, durante la Divina Liturgia. Lui mi disse di non avere difficoltà, purché fossero d’accordo anche gli ortodossi. Lo proposi durante l’incontro organizzativo delle due delegazioni e in realtà, mentre loro rimasero in un sorpreso silenzio, fu uno dei nostri a dire che sarebbe stato problematico. Ecosì non si giunse a un buon fine».

– C’è stato qualche altro significativo caso di idee non realizzate?

     «Di ipotesi, per la confidenza che avevo con lui, ce ne sono state tante. Per esempio, in occasione del Giubileo del 2000, gli avevo proposto la realizzazione di una preghiera eucaristica sugli “ultimi tempi”, poiché il rito romano ne è privo. Ricordavo, infatti, che nel 1975 erano state scritte due preghiere eucaristiche sulla riconciliazione che ora si trovano in appendice nel Messale romano. Il Papa sarebbe stato anche d’accordo, ma poi la proposta si è arenata per la chiusura di altri ambienti della Curia».

– Che cosa ha imparato da lui?

     «Soprattutto come deve vivere un prete, un vescovo del Concilio, celebrando l’Eucaristia e i sacramenti con la propria comunità e annunciando la parola di Dio».

– Quali caratteristiche della sua santità leiha conosciuto maggiormente?

     «Io ho visto soprattutto una vita normale,la vita di un uomo che è andato incontro a tutti, sin dalla sua prima celebrazione pubblica all’inizio del pontificato. Karol Wojtyla si è fatto santo dandosi agli altri, facendo dellaliturgia un mezzo per comunicare e per evangelizzare. Era un Papa molto umano, che si faceva voler bene da tutti e metteva ciascuno a proprio agio».

– Ma come ha vissuto Giovanni Paolo II la sua malattia?

     «Ha accettato tutte le stagioni della sua vita e le ha vissute intensamente fino all’ultimo. Riusciva a stemperare con un sorriso le difficoltà. Ricordo che in una nunziatura, durante un viaggio pastorale, passò dinanzi allo specchio, si fermò e alzò il bastone minacciandosi scherzosamente: “Ora vedi di camminare dritto!”. Soltanto negli ultimi tempi ha cominciato a provare una certa insofferenza. Per esempio una volta, scendendo lungola Scala regia, è capitato che avesse uno scatto di nervosismo dopo essersi colpito la mitra con la Croce pastorale. Ma immediatamente baciò il Crocifisso, quasi a volersi scusare di aver perso un po’ la pazienza!».

DIVENTA PADRE A 94 ANNI..



"Sto bene e mi piace fare sesso con mia moglie. credo che sia molto importante per una coppia sposata fare sesso regolarmente. Noi lo facevamo tre volte al giorno, anche se da quando è nato Karamjit abbiamo messo da parte i nostri bisogni"
Ramajit Raghav[94 anni,contadino,India] ha aggiunto che gli piace talmente fare il papà, da volere riprovare questa gioia:
"Nel giro di sei mesi, riproveremo ad avere un bambino, da quando sono padre odio il mio lavoro, vorrei stare sempre con Karamjit. Ma devo lavorare, devo farlo per lui".

                 Altroché la paura di non farcela o di morire.. ^____^

Finalissima Coppa Italia - Juve Stabia campione


La Juve Stabia, forte del risultato della gara di andata (vittoria a Carpi 3-1), ha la meglio su un Carpi ben messo in campo ma con poche motivazioni.
Le vespe di mister Braglia attaccano fin dall'inizio della gara ed al 7' vanno già vicini alla rete con Tarantino che, dai venti metri direttamente da calcio piazzato, lascia partire un sinistro che termina di poco alto. All'8' è Mezavilla che ci prova dal limite, ma la sua conclusione finisce fuori alla sinistra di Mandrelli.
Al 12' i padroni di casa passano in vantaggio. Tarantino recupera palla sulla destra, va via al diretto avversario e crossa al centro per l'accorrente Mezavilla che di testa trafigge l'estremo difensore biancorosso.
E' solo Juve Stabia in campo ed al 22' Albadoro, dopo un uno-due con Corona, va alla conclusione dal limite costringendo alla deviazione in corner Mandrelli.
Al 30' Albadoro tenta la giocata spettacolare. Riceve palla al centro dell'area di rigore e in rovasciata manca di poco il bersaglio. Il Carpi si fa vivo solo al 40' con De Souza che, dal limite sinistro dell'area, lascia partire un destro che si spegne di poco fuori.
Il primo tempo termina con i gialloblè in vantaggio per una rete a zero.
Il secondo tempo inizia con il Carpi che tenta di sfruttare i pochi spazi lasciati dagli avversari. Ma è un vero e proprio tiro al bersaglio quello praticato dalle vespe di Castellammare di Stabia, che ci provano prima con Mezavilla, il cui tiro, dopo lo scambio con Pezzella, termina a lato; poi con Dicuonzo che triangola con Corona in area ospite e costringe Mandrelli alla difficile deviazione in corner.
Al 84' occasionissima per le vespe: Dianda va via in velocità e crossa dal fondo per l'accorrente Mbakogu che di testa colpisce il palo con Mandrelli battuto.
La gara termina dopo due minuti di recupero tra gli applausi dei quasi 8000 presenti.
Subito dopo il triplice fischio finale il presidente della Lega Pro Mario Macalli sale sul palco adibito per l'occasione e premia prima la seconda classificata (Carpi) per poi consegnare la Coppa Italia di Lega Pro alla Juve Stabia, coppa alzata al cielo dal capitano "ReGiorgio Corona.
A Castellammare di Stabia è festa!
Tabellino:
Juve Stabia (3-4-3):Fumagalli, Dicuonzo, Pezzella (56' Rizza), Mezavilla, Molinari, Scognamiglio, Tarantino, Dianda, Corona (64' Mbakogu), Danucci, Albadoro (45' Raimondi). A Disposizione: Vono, Pitarresi, Valtulina, Davì. All. P. Braglia.
Carpi (4-4-2): Mandrelli, Vinci (78' Rosa Santos), Caselli, Guilouzi, Poli, Dascoli, Ferrarini (61' Formato), Bigoni, Cicino, De Souza, Martinelli (73' Gabrielli). A Disposizione: Bastianoni, Marchetti, Costa, Pisano. All. S. Sottili.
Arbitro: Massimiliano Irrati di Pistoia
Assistenti: Ridolfi di Ancona e Ostuni di Potenza.
Marcatori: 12' Mezavilla (JS)
Corner: 8-5
Ammoniti: Caselli (C), Cicino (C).
Recupero: 1'pt ; 2' st
Spettatori: 8000 circa, una ventina provenienti da Carpi.

SINTESI DI JUVE STABIA - CARPI (FINALE COPPA ITALIA)

Vince il calcio ed il suo Dio, Leo Messi. Real Madrid – Barcellona 0-2

MessiLo psico – classico viene vinto da Pep Guardiola e dal suo Barcellona che sbanca il Bernabeu con la doppietta nel secondo tempo di Leo Messi mettendo una seria ipoteca per la finale di Wembley.
E’ il Real che arriva in condizioni fisiche e psicologiche sicuramente migliori alla partita del Bernabeu. Guardiola è privo di Abidal, Adriano, Maxwell, Bojan ed Iniesta. Soprattutto quest’ultima è una perdita dolorosissima per Pep, è costretto ad adattare Puyol, non al meglio della condizione, sulla fascia sinistra. Mourinho, privo dello squalificato Carvalho, riproporre il modulo e gli uomini che gli hanno regalato la Coppa del Re la scorsa settimana, con Pepe a centrocampo e Ronaldo punta centrale.
Primo tempo assolutamente carico di veleni, il Barcellona fa il gioco ed il Real Madrid è tutto chiuso ad aspettare i giocatori blaugrana. Primo sussulto Barça dopo 11’ con Villa che tira di poco a lato da posizione molto invitante, il Barcellona attacca ed il Real si difende e la partita diventa brutta, addirittura dopo 25’ arriva la seconda occasione per il Barça con Xavi liberato splendidamente da Messi che tira in faccia a Casillas da buona posizione. Al 39’ e’ Pedro che tenta di accendere la partita simulando una gomitata da Arbeloa ma Stark non abbocca e ammonisce solamente il difensore spagnolo. Si gioca pochissimo ed il primo tempo finisce con uno scialbo 0-0 degno di una partita del campionato italiano.

La ripresa si apre con la novità rappresentata da Adebayor al posto di un deludente Ozil ed il Real sembra almeno di volersela giocare, ma nonostante i primi 5 minuti si ritorna con il solito catenaccio alla Jose’ Mourinho un piano tattico che viene mandato all’ aria da Pepe che pensa bene di entrare in maniera assassina su Dani Alves procurandosi il rosso diretto. L’ espulsione fa comunque imbestialire Mourinho che viene espulso anche se potrà seguire la partita da poco lontano. Guardiola toglie Pedro ed inserisce Afellay che spacca letteralmente in due la partita, al 77’ si beve Marcelo e mette al centro un pallone d’oro che viene spinto in rete dal suo detentore, Leo Messi. Mourinho è impassibile dietro il suo cancelletto ma il Barcellona no che chiude la partita e forse anche la qualificazione con un assolo fantastico di messi che al 87’ si beve tutta la difesa madrilena concludendo di destro alle spalle di Casillas.
Perde il Real e perde anche l’ anti calcio di Mourinho che paga la troppa prudenza dimostrata in campo non degna assolutamente di una semifinale Champions e vince il calcio con il suo più degno rappresentante e cioè, Leo Messi.

mercoledì 27 aprile 2011

Terme, giovedì conferenza dei capigruppo


E' stata fissata per giovedì pomeriggio la conferenza dei capigruppo a Palazzo Farnese che esaminerà la situazione delle Terme di Stabia. Il presidente del consiglio facente funzione, Gaetano Cimmino, ha convocato per l'occasione i rappresentanti sindacali di Cgil, Uil e Ugl. Un incontro per fare il punto della situazione sulla partecipata comunale e sulle tante difficoltà finanziarie che sta attraversando il complesso del Solaro. Un deficit di circa 3,5 milioni di euro e 5 stipendi da riconoscere ai dipendenti: una zavorra che pesa non poco sul rilancio del complesso termale di Castellammare di Stabia. L'incontro rappresenta, dunque, un momento importante per capire come le forze politiche intendono muoversi su questo terreno. Già nelle scorse settimane si erano succeduti incontri tra sindacati e vertici aziendali allo scopo di individuare soluzioni per contrastare queste difficoltà. Se, da un lato, l'azienda aveva proposto un taglio al costo del lavoro, dall'altro, la Cisl, aveva lanciato l'idea di vendere l'albergo delle Terme ed utilizzare i relativi introiti per azzerare il deficit finanziario ed investire la parte eccedente in un'opera di riqualificazione delle strutture esistenti. Una proposta, quest'ultima, su cui, probabilmente, saranno chiamati ad esprimersi sia le forze politiche che le altre sigle sindacali.
"Speriamo non si tratti solo di una passerella politica - commenta Filippo Criscuolo della Cgil - Il nostro auspicio è che tutte le forze politiche, sia di destra che di sinistra, si sensibilizzino sulla questa drammatica situazione che va avanti ormai da 10 mesi". Sulle proposte fin qui avanzate, Criscuolo ricorda quella a carattere provocatorio lanciata proprio dalla CGIL di "ridurre il consiglio di amministrazione ad un solo membro, eliminando inoltre i vari benefici per gli stipendi alti".
"Tagliare il costo del personale - spiega poi Criscuolo commentando la proposta dell'azienda di ridurre il costo del personale - mi sembra una soluzione tirata all'improvviso fuori dal cilindro e che non è esaustiva per i problemi delle Terme. Si paventa un risparmio di 475mila euro a fronte dei 3,5 milioni di deficit. Non serve a nulla. Bisogna, invece, mettere in piedi un piano aziendale, che possa garantire nell'immediato un aumento di produttività. Mi rendo conto che non è facile uscire da questa situazione paludosa. Avrebbero dovuto mettere il presidente Dello Ioio, o chiunque nei suoi panni, nelle condizioni di ricevere un anticipo economico, ma non è stato fatto. Di certo, noi dipendenti siamo arrivati ad una situazione drammatica, con 5 stipendi ancora da percepire".
Molto abbottonato, invece, Criscuolo si è mostrato nell'esprimere un'opinione sulla proposta avanzata dalla Cisl, quella di vendere l'albero delle Terme. "Bisogna valutarla bene. Di certo, però, è che si rischia di iniziare a dilapidare i beni di famiglia, spenderne i relativi ricavi, e trovarsi poi senza nulla in mano. Bisogna poi considerare che l'albero assume un ruolo importantissimo per le Terme e per la stessa città. Secondo me - conclude il rappresentante della Cgil - è troppo azzardato avanzare questa proposta".
In effetti, la struttura dell'albergo delle Terme gode di una posizione invidiabile. Oltre che a ridosso delle Terme, si trova a pochi passi da centri turistici di primo piano: dagli scavi di Pompei, Ercolano e Stabia, dalla costiera Sorrentina ed amalfitana, da Napoli. E, cosa non trascurabile, fuori dalla zona rossa.
Altrettanto certo, però, è che se si vuole rilanciare le Terme è indispensabile provvedere a renderla competitiva e turisticamente attrattiva. In ogni caso, nonostante i debiti, stiamo parlando di un'azienda con un fatturato annuo di circa 5milioni di euro.

Coppa Italia Lega Pro, stasera la finale tra Juve Stabia e Carpi


Stasera è l'ultimo atto della Coppa Italia Lega Pro. Alle 20:30 scendono in campo al Menti di Castellammare, per la gara di ritorno, la Juve Stabiae il Carpi. Una sfida che sembrerebbe già segnata in favore degli uomini di mister Braglia e decisa dal risultato dell'andata con leVespe vittoriose per 3-1 in terra modenese. Ma lo stesso Carpi non è nuovo a imprese clamorose, come quando in semifinale ha ribaltato la sconfitta dell'andata contro la Nocerina, andando a vincere sul campo dei molossi e raggiungendo così la doppia finale. Stasera sapremo chi potrà alzare il trofeo, vinto l'anno scorso dal Lumezzane sul Cosenza.
Il match sarà visibile in diretta tv sul canale satellitare RaiSport1 (canale 227 piattaforma Sky).

> Ecco Il cammino delle due finaliste:
Juve Stabia
- Coppa Italia Tim Cup: Ravenna-Juve Stabia 2-1
- 1 turno: Juve Stabia-Aversa Normanna 1-0
- 2 turno: Taranto-Juve Stabia 4-6
- fase a gironi: Foggia-Juve Stabia 1-1; Juve Stabia-Cosenza 4-2
- semifinali: Juve Stabia-Pisa 2-0; Pisa-Juve Stabia 1-1
Carpi
- Girone eliminatorio: Carpi-Crociati 1-0; Montichiari-Carpi 2-3; Carpi-Rodengo Saiano 0-1; Mezzocorona-Carpi 0-5 
- 1 turno: Spal-Carpi 0-3
- 2 turno: Sambonifacese-Carpi 0-1
- fase a gironi: Carpi-Lucchese 2-1; Bassano-Carpi 2-2
- semifinali: Carpi-Nocerina 0-1; Nocerina-Carpi 1-2

Video-parodia delle "nozze del secolo"! (Il video che impazza sul web)


IL MATRIMONIO REALE 

il video delle prove di nozze tra William e Kate
..ma è uno scherzo. 
"it's a joke!" come direbbero a Buckingham Palace. 
L' anteprima di un matrimonio molto originale che impazza sul web e che in queste ore sta facendo il giro del mondo. 
Godiamoci questo video-parodia del matrimonio dell'anno.


Si tratta dello spot di una compagnia telefonica, la T-Mobile UK, che ha messo in scena degli attori nelle vesti della famiglia reale: si vedono Carlo e Camilla, la Regina Elisabetta, Harry (fratello minore di William), il Principe Filippo e gli sposi, tutti impegnati in danze sfrenate.
La clip è un divertente omaggio all'evento dell'anno, il matrimonio reale che  avverrà a Londra il 29 aprile 2011.

Lo slogan pubblicitario recita “One’s Life is for Sharing
una vita nella condivisione...
e di condivisione ne stiamo vedendo davvero tanta!
..e aspettate che ci sia il vero matrimonio!
 Figuratevi che sara' trasmesso in mondo-visione..

Roma - 11 maggio 2011 ci sarà un tremendo terremoto


 
Raffaele Bendandi ha previsto che a Roma l’11 maggio 2011 ci sarà un tremendo terremoto, in grado di radere al suolo l’intera città. 
Bendandi, che predisse i terremoti di Marche e Friuli, lasciò scritto a un notaio che Roma sarebbe stato oggetto di un forte terremoto. Lo studioso ha previsto il terremoto in Friuli del 1976, quello nelle Marche del 1924 
Il 23 novembre 1923 fece registrare ad un notaio di Faenza una sua previsione: il 2 gennaio 1924 si sarebbe verificato un terremoto nelle Marche. Il terremoto effettivamente si verificò a Senigallia due giorni dopo. 
La sua teoria ha origine in una passeggiata lungo il bagnasciuga, mentre prestava servizio di guardia durante il servizio militare: lui nel 1919 intuisce che la crosta terrestre, così come le maree, è soggetta agli effetti di attrazione gravitazione della Luna. La sua teoria per la previsione dei terremoti (mai riconosciuta dalla comunità scientifica) era infatti basata sul fatto che la Luna e gli altri pianeti (insieme al Sole) sono la causa dei movimenti della crosta terrestre, che effettivamente rigonfia, deforma e fa pulsare la crosta terrestre, con tempi e ritmi dipendenti dalla posizione dei corpi celesti. Andò avanti con i suoi studi anche sfruttando una sorta di mini laboratorio posto in una profonda grotta dell'Appennino tosco-romagnolo.
Sulla base della sua ipotesi, Bendandi predisse anche il terremoto del Friuli nel 1976: cercò inutilmente di avvisare le autorità competenti, che lo trattarono come un ciarlatano
Bendandi, attraverso il suo metodo, ha anche predetto una scossa di terremoto devastante per la città di Roma e aree limitrofe per il giorno 11 maggio 2011, e un altro sisma di dimensioni ancora più apocalittiche per tra il 5-6 aprile 2012, quando parecchie scosse di terremoto colpiranno a macchia di leopardo tutta la terra.
A questo punto c’è da chiedersi: ma c’è veramente qualcosa di vero in questa storia o pure si tratta solo di una bufala ?
Io per star tranquillo eviterò di andare a Roma nel mese di maggio

martedì 26 aprile 2011

CASTELLAMMARE DI STABIA- Donna incinta all'ottavo mese morta per una malattia rara

Una donna di 32 anni, Maria Guida, all'ottavo mese di gravidanza, e' morta all'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia per complicazioni insorte a causa di una grave e rara malattia, denominata ''eclampsia gravidica''. La bambina che portava in grembo e' stata salvata ma la neonata e' in condizioni critiche. La famiglia ha sporto denuncia ipotizzando un caso di malasanita'. ''La donna e' giunta in ospedale con una pressione molto alta, dovuta all'eclampsia gravidica da cui era affetta e da una condizione di obesita' che aggravava il caso – spiega il direttore della Struttura complessa di anestesia e rianimazione dell' ospedale San Leonardo, Aniello De Nicola – La paziente e' deceduta nel reparto di ginecologia, nonostante le manovre di rianimazione, con un massaggio cardiaco prolungato e ossigeno ad alto flusso. Le manovre del rianimatore sono state protratte per oltre mezz'ora anche dopo il decesso, per consentire all'equipe chirurgica di eseguire il parto cesareo che ha salvato la vita alla bambina''. Maria Guida era sposata con il titolare di una pizzeria nel centro cittadino ed era gia' madre di una bambina di dieci anni. Ora la neonata e' ricoverata alla villa Betania di Ponticelli e le sue condizioni sono critiche. E' stato disposto, intanto, il sequestro della cartella clinica della donna: si spera che l' autopsia chiarira' le cause del decesso.

Coppa Italia Lega Pro, le statistiche in attesa della finalissima

I PRECEDENTI L’unico precedente ufficiale tra le due squadre nel calcio professionistico è rappresentato dalla gara di andata della coppa Italia Pro 2010/11, vinta per 3-1 dalla Juve Stabia in Emilia lo scorso 6 aprile, grazie alla doppietta di Mbakogu al 5’ e al 70’ ed al centro di Corona al 24’; per il Carpi rete della bandiera firmata da Bigoni al 26’.
Sfide tecniche: Braglia o.k. all’andata Seconda sfida ufficiale tra i due tecnici, dopo la gara di andata della finale della coppa Italia Pro 2010/11, in cui la Juve Stabia di Braglia è uscita vittoriosa per 3-1 in casa del Carpi di Sottili.
DATI STATISTICINelle 31 finali della coppa Italia C/Lega Pro finora disputate su doppio confronto, solo in 5 occasioni la squadra che all’andata aveva vinto si è poi fatta soffiare il titolo nel retour-match, pari al 16% dei casi. In particolare sono rimaste beffate la Salernitana nel 1979/80 (vittoria sul Padova all’andata per 3-1 in casa e sconfitta per 0-4 al ritorno in Veneto); la Ternana nel 1980/81 (vittoria in casa all’andata per 1-0 sull’Arezzo e sconfitta per 0-2 dopo tempi supplementari al ritorno in Toscana); il Campania nel 1986/87 (vittoria in casa all’andata per 1-0 sul Livorno e sconfitta per 0-3 al ritorno in Toscana), alla Nocerina nel 1996/97 (vittoria in casa all’andata per 2-0 sul Como e sconfitta per 0-4 dopo i supplementari al ritorno in trasferta) ed infine all’Avellino nel 1999/00 (vittoria in casa all’andata per 1-0 sul Pisa e sconfitta per 0-3 al ritorno in Toscana); curiosità: quattro di queste squadre sono campane, come la Juve Stabia. A rassicurare i gialloblu di Braglia il fatto che, in nessuna di queste 31 finali su doppio confronto, la squadra che all’andata aveva perso in casa è poi riuscita a ribaltare il risultato ed aggiudicarsi il trofeo.

CENNI STORICI SULLA COPPA ITALIA LEGA PRO (EX COPPA ITALIA SERIE C) - L’ultimo trofeo al Lumezzane Istituita nel 1972/73, la coppa Italia di serie C, oggi coppa Italia Lega Pro, chiude con questa finale la sua 39° edizione; la prima fu vinta dall’Alessandria in finale contro l’Avellino, 4-2, dopo tempi supplementari, nel 1973. Detentore del titolo è il Lumezzane, che nella doppia finale 2009/10 ha avuto la meglio sul Cosenza, vincendo 4-1 in casa nella gara d’andata e pareggiando per 1-1 il ritorno in trasferta. Le prime 7 edizioni della competizione sono state disputate con finale secca. Solamente a partire dalla stagione 1979/80 il trofeo viene assegnato attraverso una doppia finale. La prima coppa assegnata con gare di andata e ritorno vide di fronte Padova e Salernitana e ad aggiudicarsi il trofeo furono i veneti che, perduta la gara di andata per 1-3, si imposero nel ritorno al vecchio stadio “Appiani” per 4-0.

MONZA: RE DI COPPA - Sono 35 le formazioni che almeno una volta hanno vinto la coppa Italia di serie C, oggi coppa Italia Lega Pro: regina per numero di titoli vinti il Monza, con 4 titoli conquistati (1973/74, 1974/75, 1987/88, 1990/91); tutte le altre formazioni vincitrici si trovano a quota 1: AlbinoLeffe, Alessandria, AlzanoVirescit, Arezzo, Bassano, Brindisi, Cagliari, Carrarese, Cesena, Como, Empoli, Fanfulla, Foggia, Gallipoli, Lecce, Lecco, Livorno, Lucchese, Lumezzane, Padova, Palermo, Pisa, Prato, Sambenedettese, Siracusa, Sorrento, Spal, Spezia, Triestina, Udinese, Varese, Vicenza, Virescit Boccaleone e Virtus Casarano. Pertanto chi tra Juve Stabia e Carpi si aggiudicherà il trofeo, sarà essa comunque la 36° formazione ad entrare nell’albo d’oro della competizione.

JUVE STABIA E CAMMINO NELLA COPPA ITALIA LEGA PRO 2010/11Ventinovesima partecipazione alla coppa Italia Lega Pro La Juve Stabia partecipa per la ventinovesima volta nella propria storia alla coppa Italia Lega Pro (ex coppa Italia serie C), competizione in cui finora ha disputato 160 incontri con un bilancio, in perfetto equilibrio, di 55 vittorie, 50 pareggi e 55 sconfitte, con 184 gol realizzati e 166 reti subite. Come riportato poco sopra, il miglior piazzamento della Juve Stabia in competizione risale al 1995/96 con il conseguimento dei quarti di finale.
Il cammino della Juve Stabia nella coppa Italia Lega Pro 2010/11 La Juve Stabia ha partecipato alla coppa Italia Tim, da cui è stata eliminata al primo turno, perdendo 1-2 a Ravenna dai giallorossi di casa. Successivamente la Juve Stabia è entrata in gioco nella coppa Italia Pro, superando nel primo turno l’Aversa Normanna, 1-0 al “Menti” e nel secondo turno, giocato sempre in casa, il Taranto, 4-2 ai calci di rigore: era terminata 2-2 al 90’ e 120’. Nel terzo turno la Juve Stabia è stata inserita nel girone insieme a Foggia (pareggio esterno per 1-1) e Cosenza (4-2 in casa), chiudendo al primo posto con 4 punti. In semifinale la Juve Stabia ha incontrato e superato il Pisa: vittoria per 2-0 all’andata in casa e pareggio esterno per 1-1 al ritorno; infine la gara di andata della finalissima, vinta per 3-1 in casa del Carpi. Nelle 7 gare di coppa Italia Pro 2010/11 il bilancio delle “vespe” è di 4 vittorie e 3 pareggi, con differenza reti di 14 fatte e 7 subite.

CARPI E CAMMINO NELLA COPPA ITALIA LEGA PRO 2010/11Ventesima partecipazione alla coppa Italia Lega Pro Il Carpi partecipa per la ventesima volta nella propria storia alla coppa Italia Lega Pro (ex coppa Italia serie C), competizione in cui finora ha disputato 104 incontri con bilancio di 36 vittorie, 33 pareggi e 35 sconfitte, con 98 gol realizzati e 101 reti subite (la rete di Corona nella finale di andata è stata la numero 100 subita dagli emiliani in questa competizione). Il miglior piazzamento ottenuto dal Carpi nella competizione prima di questa finale, era stato – come riportato poco sopra – il raggiungimento degli ottavi di finale nell’edizione 1994/95, quando fu estromesso dal Forlì.
Il cammino del Carpi nella coppa Italia Lega Pro 2010/11 Il Carpi è approdato alla finale della coppa Italia Lega Pro (ex coppa Italia serie C), la cui andata gli emiliani hanno perduto 1-3 in casa dalla Juve Stabia, dopo aver eliminato la Nocerina in semifinale: gli emiliani sono stati sconfitti per 0-1 in casa all’andata, ma al ritorno si sono imposti per 2-1 in Campania. Il Carpi era entrato nella coppa Italia di Lega Pro fin dalla fase a gironi: inserito nel gruppo C, aveva chiuso al primo posto con 9 punti, frutto di un bilancio di 3 vittorie (1-0 in casa contro il Crociati Noceto, 3-2 a Montichiari e 5-0 sul campo del Mezzocorona) ed 1 sconfitta (0-1 in casa contro il Rodengo Saiano), senza pareggi. Nel primo turno ad eliminazione diretta gli emiliani hanno superato la Spal, fuori casa, ai rigori per 3-0, dopo lo 0-0 al 90’ e 120’; nel secondo turno ad eliminazione diretta la formazione di Sottili aveva battuto in casa per 1-0 la Sambonifacese. Nel girone del terzo turno il Carpi è stato inserito nel gruppo B con Lucchese (vittoria interna per 2-1) e Bassano (pareggio per 2-2 fuori casa) ed ha chiuso al primo posto con 4 punti. Sommando le 11 gare disputate nella coppa Italia Pro 2010/11, il Carpi ha ottenuto uno score di 6 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte con 17 reti realizzate ed 11 incassate.

Colmi