FOTO DI STABIA

sabato 27 novembre 2010

Tasso disoccupazione 31,79

Nella relazione sull'economia regionale del 2008, la Campania arretra di sette anni, il PIL scende e il 22% delle famiglie vive al di sotto della soglia di povertà,Il tasso di disoccupazione in Campania risulta infatti il più elevato d'Europa (12,6), “Il 2008 – ha detto  Giovanni Iuzzolino - è andato peggio per la Campania, anche se è una regione poco industrializzata e poco esportatrice. Gli effetti della crisi sono più severi per l'incapacità di crescita economica registrata dalla regione”.
La Campania,  non è riuscita a recuperare il ritardo di sviluppo accumulato negli ultimi 50 anni e si piazza all'ultimo posto nella graduatoria dei tassi di occupazione delle regioni europee, cui si aggiunge l'aumento della percentuale di famiglie povere.
Nel primo trimestre del 2009 la regione ha fatto registrare il calo di 33mila posti di lavoro rispetto allo stesso periodo del 2008, che si aggiungono ai 44mila persi alla fine dell'anno scorso rispetto al 2007.
In tutta Italia il deflusso nel primo trimestre è stato pari a 204mila unità (meno 0,9 per cento). Quindi un lavoratore su sei che ha perso il posto di lavoro (il 16 per cento circa) è campano. Secondo l'istituto di statistica, la Campania è seconda in Italia per numero di occupati persi assieme alla Sardegna: fa peggio solo la Puglia, con una diminuzione di 37 mila unità.
Il tasso di disoccupazione in Campania è pari al 13,4 per cento (nel primo trimestre 2008 era al 13,2 per cento), rispetto a una media nazionale del 7,9 per cento. Al Nord il tasso di disoccupazione è del 5,1 per cento, mentre la media del Mezzogiorno è del 13,2 per cento. In Campania lavorano 4 persone su 10. Per dare un’idea dello sprofondo, in Lombardia ad avere un’occupazione sono in 7 su 10.
I campani hanno smesso di cercare lavoro. La consapevolezza è diventata altissima. Sebbene i posti di lavoro siano diminuiti nell’ordine delle decine di migliaia, rispetto allo scorso anno ci sono soltanto mille persone in più alla ricerca di un impiego.
Il tasso di disoccupazione nel primo trimestre del 2010 è salito al 9,1% (dato non destagionalizzato) dal 7,9% dello stesso periodo del 2009. si tratta del livello più alto dal primo trimestre del 2005. lo rileva l'istat, sottolineando che il tasso destagionalizzato è, invece, pari all'8,4%, il livello più alto rispetto ad uno stesso dato destagionalizzato dal terzo trimestre del 2003.Comunque stando ai numeri a Castellammare il tasso di disoccupazione e salito al 31,79%, cosa grave considerando il fatto che si tratti di una città a carattere industriale, se l'intera regione arretra di sette anni la nostra città a partire dal 1992, anno in cui si verifica la prima crisi arretra di 30 anni. Considerando il fatto che le occupazioni nel 92 si aggiravano nelle diecimila unità, mentre oggi società come fincantieri che avevano mille unita si aggirino intorno alle 700. Avis dalle 1190 alle 80, i 230 della ex CMC, potrei continuare con i 300 dipendenti tra fissi e stagionali delle Terme Stabiane e cosi via per tutta l'area Torrese/Stabiese, area in cui ogni tanto si fanno le leggi per le industrializzazioni, cose che non avvengono perché i fatti parlano da se in questi ultimi mesi, ma purtroppo le spese le fanno delle non avvenute avvenute i più deboli gli operai.

venerdì 26 novembre 2010

per i disoccupati stabiesi

Dal lavoro utile al lavoro stabile
Percorsi di stabilizzazione degli Lsu
Stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili

Obiettivo dellʼintervento è la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili

Come funziona: sono sostenute finanziariamente le stabilizzazioni dei
lavoratori socialmente utili effettuate sulla base del protocollo tra Ministero del
Lavoro e delle Politiche Sociali e la Regione Campania.

Risorse: € 29.600.000,00
Destinatari: Lavoratori socialmente utili.
Numero destinatari: 2.000

Castellammare di Stabia (Dedicato agli Stabiesi che amano Castellammare)

piano per il sud

 Il Piano per il Sud è stato presentato ieri dal premier Silvio Berlusconi e da quasi l’intero governo alle parti sociali. Il Sud è «un problema nazionale», ha detto il presidente del Consiglio, annunciando «provvedimenti sostanziosi» e la «concentrazione di fondi su iniziative strategiche per non disperdere le risorse in mille rivoli». Questo Piano è «una parte qualificante, la base del Piano che l’Italia presenterà all’Europa», ha sottolineato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. 

L’attuazione del Piano per il Sud «sarà tempestiva e rapida: entro trenta giorni ci sarà l’approvazione di ogni singolo punto», ha afferma il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, che ieri ha illustrato le linee generali del provvedimento a parti sociali, Regioni del Centro-Sud, Province e Comuni, in quattro diversi incontri. Oggi il Piano riceverà il primo via libera dal Consiglio dei Ministri, seguito dall’approvazione della delibera Cipe necessaria alla sua copertura finanziaria, attraverso la riprogrammazione dei fondi strutturali europei e il Fas non spesi o bloccati. In totale, per finanziare gli interventi per il Mezzogiorno, la segretaria della Cgil Susanna Camusso afferma che sono «nominalmente» disponibili 75-80 miliardi di euro, mentre alle Regioni e agli enti locali non sono state date cifre. 

Il ministro Fitto, al termine della riunione con i governatori, fa solo riferimento alla delibera Cipe del luglio scorso per verificare l’utilizzo dei fondi Ue da parte delle Regioni. E infatti «una parte della copertura del Piano – spiega – proverrà dal fondo Fas, ingenti risorse non spese, non programmate, non impegnate, che rischiano di essere perse. Nella vecchia programmazione (200-2006 ndr) le risorse non spese – prosegue il ministro – sono state superiori al 50%, c’è poi lo sblocco del Fas della nuova programmazione», quella 2007-2013. Fitto, che aveva finora indicato solo gli otto punti del Piano – infrastrutture, ricerca, scuola, giustizia, sicurezza, pubblica amministrazione e servizi pubblici locali, incentivi alle imprese e Banca per il Sud – entra nel merito dei provvedimenti per attuarlo: un decreto ministeriale sulla perequazione infrastrutturale ed un decreto legislativo sulla riforma della governance dei fondi strutturali, in attuazione degli articoli 22 e 16 della legge 42 sul federalismo fiscale. 

Un modo per «concentrare le risorse su interventi strategici», in linea con la strategia Ue e «il V rapporto sulle politiche di coesione». Ma ci sarà anche una riforma degli incentivi alle Pmi che «riguarderà l’automatismo del meccanismo», cioè il decreto che rilancia il credito d’imposta, che il Ministro Romani sta definendo. 

Al presidente della Basilicata Vito De Filippo non sembra ci sia da parte del governo «uno sforzo finanziario per il Mezzogiorno, vengono solo spostati soldi da una parte all’altra e alla fine per il Sud non c’è un euro in più». Il governatore si chiede come mai lo Stato, per realizzare interventi infrastrutturali «ordinari al Nord, come caserme, strade o ferrovie, al Sud necessita di un piano straordinario». E trova «paradossale» che si rastrellino «nuovi fondi da impegnare per la Salerno- Reggio-Calabria» dando la colpa alle amministrazioni meridionali, quando «la partita è da sempre nelle mani di una grande agenzia statale, l’Anas». L’assessore pugliese al Mezzogiorno e al Federalismo, Marida Dentamaro, parla di «un impegno per il Sud solo annunciato» e denuncia la centralizzazione della gestione dei fondi Ue «su cui l’ultima parola spetterà al governo, cosa che preoccupa le Regioni del Centro-Sud governate dal centrosinistra». 

Ma come è stato, secondo il ministro pugliese, l’accoglienza del Piano? «Mi sembra che sostanzialmente il giudizio dei presidenti delle Regioni sia fortemente positivo, anche se differenziato, e nell’incontro con le parti sociali solo il segretario della Cgil si è riservata di sospendere il giudizio». E le posizioni di Puglia e Basilicata? «Mi sembra che il loro – conclude - sia un dissenso preventivo». 

in riferimento al video c'era una volta il quartiere

Mi voglio rivolgere all'amministrazione comunale di c.mare ma in primis ai consiglieri che da questo quartiere si sono presi i voti non più tardi di 7- 8 mesi fa, ora da semplice cittadino e pagatore di tasse mi chiedo dove sono andati ha finire i Pane, Ungaro V, Esposito A, l'architetto Melisse, e chi può dimenticare il sig. Napoli, che fino alla sua elezione stava sempre nel suo quartiere ed ora? Ma!!! e il sig. Geometra.... Peppe Mercatelli? E inverosimile che anche dopo la messa in rete del video che documenta in modo emblematico cosa stava chiedendo il quartiere con quella messa in rete, allora visto e considerato che fate i mercanti di chicchere vi voglio dire che le cose da allora sono pure peggiorate. In tanto le cose su quelle riprese sono sempre le stesse, in via Fossa Luna dalla messa in opera del muretto perimetrale della strada invece di migliorare ha finito di peggiorare ora non esiste nemmeno il drenaggio per quando piove, i residenti di qua quando piove devono uscire con le barchette. In via Schito all' altezza di traversa Pozzillo II, vorrei sapere qual'è il miglioramento dopo che l'ingegnere comunale che abita a pochi passi da quello schifo, si perché ora quel pezzo di strada si può anche chiamare via schifo. E assurdo che anche dopo un'intervento comunale in quel punto basta che faccia quattro schizzi d'acqua si ci debba allagare, ma la cosa strana che ora con codesto intervento le acque piovane si raccordano tutte in quel punto, in pratica il transito diventa off limite. Allora in primo al sig. Sindaco Luigi Bobbio  e poi ai magnifici cinque ma vogliamo fare qualcosa? ho dobbiamo chiamare il presidente della Repubblica? Allora voglio augurarmi che ci sia una risposta in merito.

la rotazione di cassa....

Voglio rispondere con quello che dice il decreto ai tanti lavoratori stabiesi in materia di rotazione....spero che sia semplificativo...comunque rigiro quanto scritto ai rappresentanti della RSU Fincantieri che ci diano loro una spiegazione in merito, ma soprattutto che le casse in uso dagli imprenditori sono più di una quindi mi auguro che la RSU verifichi la materia di rotazione dei lavoratori in cassa.

I lavoratori collocati in CIG e i criteri di scelta (rinvio)

La normativa nulla dice circa i criteri di scelta per la collocazione dei lavoratori in CIG; la scelta dei dipendenti da sospendere, pertanto, se non è previsto altrimenti dall’eventuale accordo sindacale, compete all’imprenditore (Corte Cost. 23/06/1988, in Foro It., 1988, I, 2077; Pret. Milano 15/10/1982, in Lav. Prev. Oggi, 1982, 2359).
Data la lacuna normativa e l’esigenza di tutela dei lavoratori dalla totale discrezionalità del datore di lavoro, la giurisprudenza ha elaborato dei limiti al potere di quest’ultimo, per il cui approfondimento si rinvia alla voce criteri di scelta.

Solo nel caso di CIGS, l’art. 1, 7° e 8° comma, Legge 223/1991 prevede espressamente che i lavoratori debbono essere sospesi a rotazione, le cui modalità di applicazione devono essere contenute nella informazione sindacale.
La previsione ha lo scopo di ripartire il disagio delle sospensioni fra i lavoratori e di evitare che la sospensione a zero ore possa divenire un pretesto per il successivo licenziamento o una forma di penalizzazione mirata.
Nel caso in cui la rotazione sia ritenuta impraticabile, devono essere comunicati i motivi. Inoltre, la rotazione è obbligatoria se pattuita nell’accordo sindacale o disposta dal Decreto Ministeriale sostitutivo o dallo stesso programma aziendale. In ogni caso, la rotazione deve avvenire tra lavoratori svolgenti mansioni fungibili.

giovedì 25 novembre 2010

IL PUNTO

Stasera si è svolta una riunione del comitato operaio stabiese il cui argomento principale si basava sulle discussioni e sui comportamenti di alcuni singoli,che in questo periodo hanno avuto. A questa riunione del comitato hanno partecipato in forma amichevole e uniti nella lotta i rappresentanti UGL e CISAL. Al di là del fatto che noi tutti ci accomuniamo nell'unico obbiettivo del lavoro, tengo a precisare alcuni passaggi ma soprattutto le malizie che vengono usate da alcuni partecipanti del comitato. Secondo me perdere di vista l'obbietivo che ci unisce nella lotta ed enfatizzano fino alla esasperazione i comportamenti delle vite politiche che qualsiasi membro del comitato possa avere o le amicizie sindacali, ci portano solo fuori rotta e secondo me si fa il gioco di qualche politico furbetto. Tempo fa già parlavo che il comitato fu costituito nella sua genuinità e come diceva Giuseppe Giovèdi apolitico e a sindacale, cari compagni, cari lavoratori non perdiamo mai di vista il fatto che il 19 Dicembre 2009,  700 operai Fincantieri e 1200 dell'indotto entravano nel processo di cassa integrazione e che  da 24 mesi,sbarcando sui vari TG e trasmissioni televisive, prendendo solo possesso del niente. Cassa integrazione e la realtà di oggi, purtroppo, dove nessuno è famoso, ma tutti sono senza lavoro. Trinceriamoci nella speranza, (in piazza Giovanni xx esimo),  scacciamo questa crisi profonda alloggiata dalle sbarre che Governo Regione e Fincantieri ci hanno messo davanti. Solo la cruda verità di una politica che non da risposte e di una società a controllo statale (Fincantieri) che prosegue i propri scopi aziendali passando sulle vite di magliaie di famiglie, e, non ultimi un gruppo di operai coraggiosi che lotta per i propri diritti. Allora incominciamo di nuovo ha capire cosa c'è da fare.

mercoledì 24 novembre 2010

Lavori socialmente utili: cosa sono e come accedervi


In questo periodo caratterizzato da una forte recessione economica e da crisi nei settori lavorativi, è indispensabile conoscere ogni possibile opportunità di impiego.
Non tutti sanno infatti, che i lavoratori disoccupati e privi di trattamento previdenziale possono accedere ai cosiddetti lavori socialmente utili.
Tale tipologia di rapporto di lavoro si divide in:
    • lavori di pubblica utilità (mirati alla creazione di occupazione in nuovi bacini d'impiego);
    • lavori socialmente utili (mirati alla qualificazione professionale in settori innovativi e alla realizzazione di progetti con carattere straordinario);
    • attività socialmente utili (attività realizzate da percettori di trattamenti previdenziali).

Questi lavori possono essere promossi da Pubblica Amministrazione, Enti Pubblici economici, società a prevalente partecipazione pubblica, cooperative sociali etc.. e possono accedervi le seguenti categorie di soggetti:
  • lavoratori in cerca di prima occupazione;
  • disoccupati iscritti da più di due anni nelle liste di collocamento;
  • iscritti nelle liste di mobilità che non percepiscono l'indennità;
  • iscritti nelle liste di mobilità percettori dell'indennità o di altro trattamento speciale di disoccupazione;
  • lavoratori in cassa integrazione guadagni straordinaria;
  • gruppi di lavoratori in esubero individuati da specifici accordi;
  • lavoratori individuati dalle Commissioni Regionali per l'impiego;
  • detenuti ammessi al lavoro esterno
Lo svolgimento di un lavoro socialmente utile non comporta in alcun caso l'instaurazione di un rapporto di lavoro e non determina pertanto la cancellazione dalle liste di mobilità.
L’assegno mensile è erogato direttamente dall'Inps su richiesta dell'ente utilizzatore.
I lavoratori devono essere impegnati per un orario settimanale di 20 ore e per non più di 8 ore giornaliere. Nel caso di un impegno superiore è dovuto un assegno integrativo a carico del soggetto utilizzatore.
Il sussidio per L.S.U. spetta per un periodo massimo di 12 mesi per ciascun progetto.
Ai lavoratori impiegati spettano, per i periodi di erogazione del sussidio, anche gli assegni per il nucleo familiare purché ne abbiano i requisiti. I requisiti previsti sono gli stessi dei lavoratori dipendenti.
Tutti gli interessati possono rivolgersi presso i centri per l’impiego del proprio comune di residenza per conoscere eventuali progetti attivi nella propria zona.

PAES paesaggi/passaggi,in riferimento al via libera al palazzo santa lucia......


In riferimento al pezzo pubblicato il 19 Novembre, noi di Stabia vive vogliamo essere ancora più precisi e rispondere al nostro sindaco Bobbio quando ci dice che i fondi ci sono ora ci muoviamo. Ma l'industrializzazione e mirata solo per AVIS? Visto e considerato che parte di questi fondi sono rivolti anche verso Torre Annunziata " Metalfer" ?

Di sotto vi elenco cosa dice il decreto.

Sperimentazione di un modello di sviluppo locale in unʼarea di vecchia e nuova
industrializzazione

Obiettivo dellʼintervento è la valorizzazione di aree a forte tradizione
industriale dotate di specifiche vocazioni produttive attraverso il rafforzamento
della qualità e competitività delle imprese locali, e il sostegno alla creazione di
nuove imprese di filiera.

Come funziona: Lʼintervento intende sperimentare nellʼarea Torrese Stabiese
un modello di sviluppo integrato rivolto al sostegno delle imprese esistenti e
alla creazione di nuove attività produttive a vocazione locale. Le azioni
previste riguardano: incentivi alla reindustrializzazione, incentivi alle
assunzioni mirati, infrastrutture, piani formativi ad hoc, strutture di servizio per
sostenere la competitività delle imprese, misure di creazione di impresa.

Risorse: € 23.000.000,00
Destinatari: Imprese esistenti e di nuova costituzione
Numero destinatari: 250

La sintesi di cassa integrazione

Considerando le tante domande che si fanno in merito, noi di Stabia vive rispondiamo alle tante persone che chiedono quali sono le casse e le loro differenze, augurandoci di essere soddisfacenti.


La Cassa Integrazione Guadagni (CIG) consente al datore di lavoro, nelle ipotesi previste dalla legge, di rifiutare la prestazione dei lavoratori, al contempo venendo liberato dall’obbligo retributivo (e ciò in deroga alla regola generale, secondo cui il rifiuto della prestazione, senza legittimo motivo, comporta comunque il diritto del lavoratore al pagamento della retribuzione): in questi casi, il lavoratore, sospeso dal lavoro ha solo diritto a un’integrazione salariale corrisposta dall’INPS.


Il nostro sistema prevede due forme di integrazione salariale:
ordinaria
straordinaria.
  • 1)La Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) può essere richiesta dal datore di lavoro a fronte di situazioni aziendali determinate da eventi transitori non imputabili all’imprenditore o ai lavoratori, come ad es. crisi temporanee di mercato, blocchi di materie prime, divieti di esportazione, terremoti, incendi, furti di materiale, ecc. 
Scheda sintetica:


Per la concessione della CIGO la legge prevede una procedura di informazione sindacale e dispone, ove la sospensione ecceda le 16 ore alla settimana, la possibilità di richiedere un esame congiunto che verta sulle cause, la durata, l’entità e il numero dei lavoratori interessati. La durata massima della CIGO è di 13 settimane (prorogabili sino a un massimo di 52 settimane). 
L’integrazione salariale è concessa dalla sede provinciale dell’Inps, dopo la valutazione positiva di una commissione provinciale.
  • 2)La Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) può essere richiesta dai datori di lavoro che occupino più di 15 dipendenti (o li abbiano occupati nei 6 mesi precedenti), nei casi di crisi aziendale o di ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale.1 
La durata dell’intervento è di 12 mesi nel caso di crisi aziendale e di 24 mesi negli altri casi, periodo quest’ultimo prorogabile sino a 2 volte per 12 mesi nei casi di maggiore complessità.
Condizione per la concessione dell’intervento in questione è la presentazione di un programma di risanamento e il rispetto della procedura di consultazione sindacale, che prevede l’obbligo di preventiva informazione dei sindacati e, su richiesta, l’esame congiunto. Quest’ultimo vede partecipi anche i funzionari della Direzione Provinciale (o Regionale) del Lavoro e deve avere ad oggetto il programma di risanamento, la durata, il numero dei lavoratori interessati, le misure che si intendono attuare, i criteri di scelta dei lavoratori, le modalità di rotazione ed, eventualmente, le ragioni tecnico-produttive che giustifichino l’esclusione dell’operatività della rotazione. 
La CIGS viene concessa con Decreto del Ministro del Lavoro. 2


Esistono ulteriori forme di intervento a sostegno del reddito, riassunte nella categoria degli ammortizzatori sociali.
Tra queste rientra la cd. cassa integrazione in deroga.


1Quando si parla di conversione aziendale si presuppone cambiare categoria, ma questo alla fine del periodo di cassa o di eventuale proroga, no prima della fine del periodo di cassa.Questo e da precisare, ma mi rivolgo a quei imprenditori che sono un po furbetti che le riconversioni già le hanno fatte. Allora cari lavoratori non firmate mai niente che puzza,guardate bene cosa firmate ma soprattutto rivolgetevi al sindacato, ma quello vero!


2Praticamente quella che ha fatto il a.Gruppo Gefa

Colmi