FOTO DI STABIA

mercoledì 17 novembre 2010

Il presidentissimo, LUIGI CESARO

 Luigi Cesaro, si chiama ammore mica clientelismo?-Per la costruzione di una sola scuola nella sua Sant’Antimo arrivano dalla Provincia da lui amministrata ben 15 milioni di Euro, più di quanti sono stati destinati a Napoli per la ristrutturazione di  70 edifici.


-Lui ci tiene a mettere subito i puntini sulle “i”. “Non è clientelismo“, e ci mancherebbe al più è solo amore (ammore, come dicono da queste parti) per la propria città. San’Antimo, piccolo comune dell’agro aversano a pochi chilometri, rispettivamente, da Napoli e Caserta. Del resto lui ed i suoi cittadini probabilmente godranno – forse – solo tra molto tempo i frutti dei suoi sacrifici amministrativi. Eh sì, perché lo stesso “presidentissimo” della provincia partenopea con candore ammette: “La scuola sarà pronta quando sarò in pensione”. A riprova di come vengono spesi bene i soldi dalla sua Amministrazione.


- Il Presidente parlamentare, infatti copre il doppio incarico, nello stesso tempo, cumulando i due redditi, sia alla sede della Provincia a Piazza Matteotti, sia a Montecitorio, è assurto agli onori della cronaca non sempre per episodi, diciamo così encomiabili. Su Youtube i suoi video in un italiano approssimato hanno letteralmente spopolato. Inoltre, lui stesso ne va fiero, Cesaro è anche il fornitore ufficiale di mozzarelle di bufala dello stesso premier Silvio Berlusconi. Oltre alle note di colore, ci sono anche quelle più opache che lo vorrebbero invece vicino ad ambienti poco limpidi. Per esempio, per l’ex presidente di centrosinistra  della Provincia di Napoli, Amato Lamberti, Cesaro è “un politico in odore marcescente di collegamenti con la camorra”. Il parlamentare, secondo il collaboratore di giustizia Gaetano Vassallo, sarebbe stato una sorta di “fiduciario del clan Bidognetti”, i casalesi insomma, che hanno dominato per anni l’area dell’casertano. Oggi, in una intervista a Pietro Treccagnoli su il Mattino di Napoli, dice che di quei 15 milioni assegnati per la costruzione di un centro polifunzionale scolastico nella sua cittadina, non ne sa niente. Sarà, ma in tanti sospettano che si tratti, nel migliore dei casi, di un atto smaccatamente nepotista se non cesarista, del resto nome omen.

- A chi gli fa intravedere un paragone con l’ex Governatore della Regione Campania Antonio Bassolino, anche lui a suo tempo accusato di aver favorito gli affari nella sua natia Afragola, Cesaro risponde risolutamente: “No, non è vero”. Lui non ne sapeva niente di questi 15 milioni. Già, eppure il dubbio solletica molti, perché la domanda sorge spontanea. Chissà se Luigi Cesaro da Sant’Antimo conosce quello stesso Luigi Cesaro che, agli atti, risulta aver firmato la delibera per la concessione del finanziamento? Non si tratterà mica di un caso di omonimia? Secondo alcuni questa mega-scuola, piazzata lì a Sant’Antimo è pure inutile. Insomma, finirebbe per essere se non una cattedrale nel deserto, almeno un sperduto santuario tra gli orti e gli svariati fondi agricoli della zona. Forse la scuola sarebbe dovuta spettare alla vicina Frattamaggiore oppure ad Aversa, città con bacini urbani molto più grandi. Cesaro, lo stesso Cesaro che dice di non saperne niente di questo finanziamento, a questo punto s’inalbera e risponde: “Sant’Antimo ha 1.700 studenti, un incidenza del 5,6% rispetto al dato della provincia del 4,7%“. Già, meno male che del caso non e sapeva nulla. E ancora, “A Sant’Antimo tutte o quasi le scuole sono in affitto”. Come del resto in quasi tutto il resto della Provincia, aggiungiamo noi.

– Eppure Cesaro tiene a sottolineare che la scuola come la cultura sono un punto fermo della sua amministrazione. Certo, più che fermo, diciamo immobile. Però Cesaro, da vero Cesare, conosce bene  - anche se magari lo pronuncia male, come tanti altri del resto – quel detto latino “Panem et circenses”. Infatti, poco più di un mese fa a Castellammare di Stabia, il suo Ente finaziò un concertone di Gigi D’Alessio. Le cronache riportano che quel giorno nella città stabiese, c’erano tanti ospiti illustri, oltre allo stesso Luigi Cesaro, all’assessore al turismo della stessa provincia, Piergiorgio Sagristani, il sindaco di Castellammare, Luigi Bobbio, l’assessore alla cultura sempre di Castellammare, Antonio Coppola. Costo dell’happening? Top Secret, ma in giro c’è chi parla di 50.000 euro. Ma siamo certi che anche quella circostanza ,Cesaro non sapeva!

martedì 16 novembre 2010

C'ERA UNA VOLTA IL QUARTIERE

bracieri

Navigando in rete salta all'attenzione  questa domanda da parte dell'arenile stabiese,cito testo. Appello agli stabiesi: Il primo cittadino nei giorni scorsi ha ordinato dei bracieri alla Fincantieri stabiese in cui dovevano accendersi i fuochi dell'immacolata sull'arenile stabiese, qualcuno di voi ne sa di piu'? Ci sono vari commenti tra i quali spiccano i seguenti:


Se i Bracieri li fa'la Fincantieri,mi fa'piacere.Se prima di poggiare i bracieri e far si che i cittadini accendino su di un'Arenile Pulito, l'amministrazione ci fa'dare una ripulita....mi fa'ancora + piacere.(Ma visto che il progetto è loro,mi sa'che na passa tina la faranno fare).(we magari tolgono pure i rifiuti che abbiamo accumulato..quelli del:30 Otto.6 e 16 Novembre)


ma voi pensate veramente che i rioni vadano a fare i falo' all'arenile?


Mettendo da parte i codesti commenti, se non sbaglio i bracieri da costruire dovrebbero essere 18 in un progetto iniziale, i quali sotto una visione del nostro primo cittadino dovevano esser sparsi per i quartieri dell città. Ma ora vista la considerazione fatta dagli amici dell'arenile, mi sorge il dubbio che i bracieri da costruire saranno di meno e che li abbia già commisionati a qualche imprenditore stabiese.
Ora oltre al fatto che parecchi rioni di C.mare sono molto legati alle tradizioni è quindi saranno molto probabili fuochi per tutta la città, ma il sig. sindaco dopo la minigonna, se ne  viene fuori anche con i bracieri diventa ridicolo. Ben venga la prevenzione, ma il cambiamento sociale e tradizionale che ci vuole imprimere potrebbe passare anche in secondo piano. Non facciamo che le TV di mezzo mondo vengano nella nostra città anche per i falò. Ma facciamo in modo che ciò avvenga per un rilancio della nostra città, allora vogliamo esprimere un'opinione verso il nostro primo cittadino, perché non si inizia veramente a monitorare il nostro territorio? Perché non si inizia veramente a valorizzare le nostre risorse naturali,paesaggistiche,termali e cantieristiche? No facciamo come i governi centrali che fanno tutta una pastocchia e se ne fregano delle esigenze reali che il paese a bisogno, la nostra città si è stancata di piangersi addosso la nostra città vuole vivere.

dal mondo e finanza

Sfondato il tetto di un miliardo di ore di cassa integrazione. Ad ottobre, infatti, le ore di cassa integrazione autorizzate dall’Inps da inizio anno sono state 1.026.479.655, mettendo a segno un incremento, del +44,2% rispetto al 2009, quando le ore erano 712.008.425. Ore dietro le quali ci sono ancora stabilmente circa 600mila lavoratori coinvolti nei processi di cig, i quali hanno subito un taglio netto del reddito per oltre 3,9 miliardi di euro, circa 6.750 euro per ogni singolo lavoratore. Sono i numeri che emergono dalle nuove elaborazioni delle rilevazioni Inps da parte dell’Osservatorio Cig del dipartimento Settori produttivi della Cgil Nazionale nel rapporto di ottobre.

Il ricorso alle ore di cassa integrazione
Dall’analisi della Cgil il ricorso alle ore di cassa integrazione a ottobre segna un calo del -2,3% rispetto al mese precedente, per un totale di ore pari a 100.806.175. Calo addebitabile ad un flessione della Cassa integrazione ordinaria (cigo) e straordinaria (cigs) ma ad ”incidere ancora pesantemente”, cosi’ come segnala il rapporto, e’ la ”costante e inarrestabile” crescita della cassa integrazione in deroga (Cigd) che a ottobre torna ad aumentare con un monte ore ad ottobre pari a 34.374.368 segna un +6,36% su ottobre e nei primi dieci dell’anno, sullo stesso periodo dello scorso, un +295,9%. Da gennaio ad ottobre sono state autorizzate 320.241.258 ore di Cigd.

L’urgenza di politiche di rilancio
Questi dati, osserva il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere, ”insieme a quelli sulla produzione industriale, dimostrano che la situazione resta molto grave e preoccupa seriamente la costante crescita della cassa in deroga. Diventa ogni giorno piu’ urgente definire politiche industriali che possano determinare crescita e lavoro insieme ad interventi strutturali sulla cassa integrazione”. Per quanto riguarda la Cigd Scudiere sottolinea come ”si registra una tendenza all’aumento per ora inarrestabile: ormai finiscono in Cigd non solo i lavoratori delle aziende che non rientrano nella normativa vigente ma anche quelli che hanno concluso i periodi concessi dalle varie normative”. Ma ci sono anche casi di aziende, rileva, ”come la Fiat di Pomigliano, che avrebbero a disposizione ancora periodi di Cigs coperti da risorse economiche Inps in attivo strutturale, dove invece viene attivata la cassa in deroga con risorse economiche che non ci sono e che aggravano il conto del bilancio pubblico”.

Nuovi settori che hanno bisogno della cig
Nel dettaglio, il rapporto segnala il calo significativo della cassa integrazione ordinaria, a ottobre -8,4% sul mese precedente per un monte ore pari a 23.852.446 mentre da inizio anno sullo stesso periodo del 2009 la flessione e’ del 36,9% pari a 299.550.331 ore. La cigo ha rallentato la discesa e per ora si va stabilizzando sugli ultimi valori fatti registrare ma, secondo la Cgil, ”non si intravede una ripresa produttiva tale da muovere positivamente l’occupazione nei settori produttivi”. Nella maggioranza dei settori c’e’ infatti una riduzione delle ore di cigo ma in quello alimentare, nell’edilizia, nell’energia e nei servizi si registra la tendenza ad un nuovo aumento.

La cassa integrazione straordinaria
Per quanto riguarda la cigs si registra un calo a ottobre sul mese di settembre del -5,1% con 42.579.361 ore di cigs mentre da inizio anno l’aumento e’ consistente: +159,61% sul 2009 per un volume di 406.688.066 ore. I settori con incrementi maggiori sono: il metallurgico +518,4%, il legno +300,3%, il meccanico +279,2%, l’edilizia +175,5%, carta e poligrafiche +154,7% e il commercio +85,1%. Continua il trend di aziende che progressivamente passano dalla cigo alla cigs e si acuisce il pericolo sulle prospettive occupazionali: ”Si stanno determinando – segnala la Cgil – nuove condizioni produttive nelle aziende che tendono a stabilizzarsi su una minore occupazione, soprattutto nella continua assenza di una ripresa dei consumi”.

Per la cassa in deroga, i settori con il maggiore ricorso continuano ad essere i quelli che non rientrano nella normativa attuale della cigs. Tra i settori con piu’ occupazione c’e’ l’edilizia che resta quello con l’aumento piu’ consistente, da inizio anno, pari a +1.150,4% sul 2009. Segue il settore chimico +471,9%, il legno +675,7%, il commercio +369,5%, carta e poligrafiche +325,1% e la piccola industria meccanica +264,38% che ha il volume piu’ alto con 98.076.416 ore. Le regioni maggiormente esposte con la cigd restano la Lombardia con 78.147.195 ore da inizio anno (+202% sul 2009) e l’Emilia Romagna con 45.772.191 ore (+1109,9%). ”Si conferma l’aumento consistente, soprattutto nei settori direttamente produttivi, frutto di un allargamento ulteriore delle difficolta’ del settore manifatturiero e del fatto che molti lavoratori, prima coperti dalla cassa ordinaria e straordinaria, stanno progressivamente ricorrendo alla cassa in deroga”.

Sempre più crisi aziendali
I ricorsi ai decreti cigs, nel corso dell’anno e fino al 31 ottobre, sono stati 5.511 con un aumento del 116,5% sullo stesso periodo dello scorso. I decreti riguardano 7.596 unita’ aziendali e si segnala un aumento delle crisi aziendali +141,4% che rappresentano il 71,8% del totale dei decreti. Tra i decreti di crisi aziendale ci sono indistintamente le aziende che hanno terminato le 52 settimane di cigo, con quelle in crisi aziendale non temporanea. La Cgil a riguardo sostiene che ”le crisi non sono tutte uguali, e una distinzione aiuterebbe a capire ed intervenire meglio nelle dinamiche delle crisi aziendali in atto, ma questa continua a sembrare un’informazione eccessiva da mettere a disposizione”.

I fallimenti
Tra le altre causali significative per numero dei decreti restano le domande di ricorso al fallimento +105,8%, al ricorso al concordato preventivo +95,3%, in amministrazione straordinaria +116%. Aumentano i contratti di solidarieta’ +75,7%, che rappresentano il 13,5% del totale dei decreti, mentre le domande di ristrutturazione aziendale sono solo 134 (2,4%) e 13 quelle per conversione aziendale (0,2%%). Dati che dimostrano come sia ‘‘costante – spiega il rapporto – la tendenza negativa all’aumento degli interventi di tipo passivo verso le imprese mentre gli interventi che prevedono percorsi di reinvestimento e rinnovamento strutturale dell’impresa non raggiungono una percentuale rilevante”.

Occupazione e lavoratori in Cig
Occupazione e lavoratori in Cig – Nel periodo gennaio ottobre 2010, considerando un livello medio di ricorso alla Cig, ovvero il 50% del tempo lavorabile globale (18 settimane lavorative), si confermano in questo periodo oltre 1.160.000 lavoratori in Cigo, in Cigs e in Cigd. Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore per tutto il 2010 (44 settimane lavorative) si determina un’assenza completa di attivita’ produttiva per 583.227 lavoratori, di cui 181.955 in Cigd. Il rapporto Cgil denuncia ”una situazione economica e sociale sempre piu’ insostenibile per milioni di lavoratori’‘ calcolando come nel corso del 2010 i lavoratori parzialmente tutelati dalla Cig abbiano perso gia’ oltre 3.936.154.000 euro, mentre per ogni singolo lavoratore che e’ stato a zero ore in tutto questo periodo la perdita certa, anche al netto del consumo effettivo delle ore di Cig autorizzate, e’ stata di oltre 6.749 euro.

La crisi del panuozzo

Rimandata al prossimo consiglio comunale, la decisione sulla discussione della crisi del panuozzo.


L’economia di molte famiglie è appesa ad un filo, se non si ottengono le necessarie rimozioni agli ostacoli che impediscono la riapertura degli esercizi commerciali.


La riunione dei capigruppo, voluta dal sindaco Patriarca ha deciso di discutere in un prossimo consiglio comunale la modifica di tale impedimento.


L’ente deve tener conto delle mutate condizioni antropiche dell’area rossa e delle attuali condizioni di rischio idrogeologico. Per tanto l’Amministrazione ritiene che, in tal modo si possano restringere le condizioni ostative che ora impediscono, per ragioni di sicurezza, la ripresa di molte attività commerciali. Inoltre, con la prossima approvazione del Puc, gli esercizi commerciali saranno invitati a produrre la documentazione urbanistica in loro possesso al fine di dimostrare che non sussistono irregolarità tali da inficiare l’uso dei locali in questione.

Rifiuti, quante bugie parole vane e poco rispetto dei cittadini

Ancora una volta si gioca sulla pelle dei cittadini. Il governo dice "in dieci
giorni Napoli e' pulita"
L'opposizione dice " il governo ha miseramente fallito"
Il Sindaco di Napoli dice "prendetevi la nostra monnezza come noi prendiamo i
vostri malati.

Ma veramente questi pensano che i cittadini sono dei polli venuti da chissa'
dove ?

Come puo' il governo dire che Napoli sara' pulita in dieci giorni ?

come puo' l'opposizione parlare di fallimento; ma chi ha gestito la monnezza
negli ultimi quindici anni ?

come puo' il sindaco di Napoli fare un paragone tra la monnezza ed i malati:
perche' non pensa a "fare" la differenziata ?

Io sono di un piccolo comune della provincia di Napoli ove si fa la
differenziata da anni; ho dovuto subire tutti i danni della discarica di Tufino
ove veniva convogliata la monnezza di Napoli (Dio solo sa che veniva sversato);

e' possibile dover ancora sopportare la mancata raccolta differenziata dei cari
cittadini napoletani ?
e' possibile dover sentire le forze politiche che, anziche' fare uno sforzo
comune per risolvere i problemi del paese, non fanno altro che litigare tra di
loro e fare propaganda politica ?.

Gli stessi che, a torto o a ragione, invocano un giorno si e l'altro pure la
Costituzione, cerchino, se ne sono capaci, di imitare i PADRI COSTITUENTI
nell'interesse del Paese.

Sei immigrati

vista la situazione venutasi a creare a Brescia con la protesta dei sei lavoratori immigrati arrampicati sulla gru;
vista la preoccupazione che tale situazione suscita per l’incolumità di tali persone e di tutti coloro che si trovano per vari motivi, soprattutto lavorativi, a dover affrontare tale emergenza;considerato che molti immigrati ( e a quanto risulta da concordanti notizie di stampa, anche gli stessi sei) hanno presentato domanda di regolarizzazione nel 2009, ma che tali immigrati sono rimasti vittime di truffe da parte di sedicenti datori di lavoro che hanno approfittato del loro stato di necessità presentando documenti di cui poi è risultata la falsità;
visto che la disposizione sulla base della quale a molti immigrati è stata negata la regolarizzazione del 2009 è di ambigua formulazione;
considerato che essa è stata interpretata in modo contraddittorio dalle stesse autorità amministrative e dalla giurisprudenza;
considerato che l’interpretazione alla fine adottata dalle autorità amministrative bresciane sembra fondata su una circolare ministeriale, atto amministrativo in sé incapace di pregiudicare i diritti soggettivi;
tenuto conto che alla luce del principio costituzionale di uguaglianza emergono dubbi di illegittimità costituzionale sulla legge di regolarizzazione (D.L. 78/2009) laddove si limita a colf e badanti escludendo gli altri lavoratori e discrimina irragionevolmente tra lavoratori rimasti sul territorio italiano dopo la scadenza del permesso di soggiorno (ammessi alla regolarizzazione) e lavoratori che vi sono rimasti non ottemperando all’ordine di espulsione del questore (non ammessi);chiedono a tutte le autorità competenti in materia di perseguire tutte le vie per trovare una soluzione umanitaria a questa gravissima situazione e, facendo propria una proposta già suggerita in questi giorni, le sollecitano a concedere un permesso di soggiorno temporaneo per motivi di protezione sociale agli immigrati in quanto risultino vittime di truffe a loro danni da parte di sedicenti datori di lavoro.
Cari amici ecco cosa vogliono sei immigrati onesti lavoratori,le applicazioni dei diritti dei lavoratori.Un pensiero,forse anche un pò provocatorio ma 700 operai fincantieri stabiesi dove.......... continuate voi,qualunque cosa facciate noi siamo con voi,ma fatelo.

lunedì 15 novembre 2010

FAILMS


da sx Salvatore Vozza e Scarica Luigi


E finalmente è uscita la fatidica data di confronto con l'assessore competente Vetrella per discutere del bacino di costruzione per la Fincantieri..............adesso una premessa è d'obbligo visto la tortuosa storia negli ultimi 3 anni..............vengo al dunque:
Nel 2008 e precisamente tra ottobre e novembre la Fincantieri dopo l'ennesimo tentativo di privatizzare l'azienda, non andato a buon fine, dei 800 mln di euro che servivano per la ristrutturazione strutturale dei vari cantieri sparsi per l'Italia, la Fincantieri ne investiva 400 mln di euro provento dagli utili 2008/2009,da spalmare nei vari cantieri,e nella fattispecie di Castellammare di Stabia,venivano stanziati 52 mln di euro per lavori di ammodernamento e l'inizio dei lavori per il bacino di costruzione.
Da quel momento la strada che doveva essere tutta in salita,all'inprovviso,e causa riflesso crisi Americana,a giugno 2009 si è avuta una brusca frenata,con la cancellazione di 2 navi Grimaldi,40 e 41, di cui non se ne è parlato piu',e l'inizio della cassa integrazione a giugno 2009.
Tante sono state le manifestazioni ai vari livelli istituzionali,che sono sfociate in un accordo con l'allora ministro Scaiola dello sviluppo economico al tavolo del 18 dicembre del 2009 ove lo stato si inpegnava a sbloccare fondi pubblici per favorire l'acquisizione di navi pubbliche,e allo stesso tempo si inpegnava nella valutazione del bacino di costruzione per stabia.
Nell' accordo del 18/12/2009 si dava appuntamento al 3 febbraio 2010,ove fincantieri e le OO.SS. confederali nazionali si dovevano incontrare per valutare l'ecqua distribuzione dei carichi di lavoro sbloccati tramite l'intervento degli aiuti statali,e da quella riunione per stabia furono destinati solo 4000 tonnellate di ferro,metodo che lascia pensare che l'azienda ha tutto l'interesse a continuare con gli ammortizzatori in deroga.
E come volevasi dimostrare nel mese di maggio 2010 la fincantieri ha firmato il 2 anno di cassa integrazione avente nome di "eventi inprovvisi e inprevisti",che in fondo è gia' straordinaria.
Da maggio ad ottobre tante sono state le manifestazioni proclamate dal comitato operai e una parte sana del sindacato,ma non ha prodotto i risultati voluti,e adesso in attesa del confronto del 16 alla regione, e come stanno le volonta' a livello nazionale non sara' il bacino di costruzione a salvare il cantiere di stabia e l'indotto di castellammare,ma un piano industriale serio e tanto lavoro e dignita'.

Ai politici chiediamo meno demagogia e piu' fatti.

Scarica Luigi

domenica 14 novembre 2010


Per tutti quelli che aspettano un figlio, un dottore, la risposta di un'esame a scuola o la Domenica per incontrarsi con Gesù. Per quelli che sognano la propria squadra in Champion, o quelli come me in B. Per tutti quelli che aspettano il 90°, per i giovani che aspettano l'amore di una vita. Per quelli che aspettano una commessa di lavoro. Per le casalinghe che vogliono essere riconosciute per il loro lavoro.

Basta con quei singoli elementi che vogliono far parte di un qualcosa è poi si distinguono con quella bramosia dal comune collettivo. Basta con le strumentalizzazione dei potenti di turno. Noi siamo uniti in una unica certezza il diritto del LAVORARE.

Ricordatevi noi siamo quelle migliaia che protestano per le strade, noi siamo quelle migliaia che non vengono tutelati, ma soprattutto siamo quelle decina di persone che aspettano il loro 50%, perché l'azienda di turno ci dice di essere in difficoltà.

la nostra lotta e molta lunga è molto più difficile. NOI non vogliamo cibarci solo di incontri, noi vogliamo anche che gl'incontri non siano fatti solo di parole e documenti. Noi vogliamo anche, ma soprattutto, fatti e di quella svolta sociale e culturale.

Basta con questi sotto rifugi di parole.Basta con le strumentalizzazioni dei potenti.Il cantiere e anche di diritto dell'indotto stabiese, di tutta quella gente che ci butta il sangue.

per quelli che aspettano che i fondi europei vengono spesi bene per il sud


Raffaele Fitto


 01/11/2010 Capri - Il ministro Raffaele Fitto arriva sul palco del "Quisisana" e deve subito modificare la scaletta del suo intervento , dopo le bordate che sono state indirizzate a Berlusconi e al suo esecutivo da parte degli industriali. "Qui il cerino acceso non può finire nell mani del governo. Ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità. Il governo si assume le sue, gli altri devono fare altrettanto". La difesa del governo da parte di Fitto è a tutto tondo: "Le polemiche di questi giorni non possono cancellare i buoni risultati di questi due anni, sono polemiche artificiali che spesso prefigurano scenari politici inesistenti" - Diventa un ciclon Fitto soprattutto sui temi della spesa dei fondi strutturli europei nel Sud. "Qui c'è un problema di organizzazione delle Regioni del Mezzogiorno. Vogliamo dirla tutta? Dalla ricognizione del governo, a fronte della risorse Fas disponibili l'utilizzo reale è del 39-40 per cento. I fondi strutturali della tranche 2007-2013: abbiamo risorse per 43 miliardi di euro, a questo momento il loro utilizzo è del 7%. Allora vogliamo mettere in discussione le modalità con cui queste risorse vengono assegnate ai territori? Dobbiamo evitare un frammentazione in mille rivoli che rendono di nessun inpatto questa spesa" Fitto continuando sul federalismo - "Sul federalismo sono d'accordo con D'Amato - su questo sono d'accordo con lui non su altro - . Questa riforma è una grande opportunità per il Mezzogiorno. I principi di responsabilizzazione della classe dirigente e del miglioramento della spesa sono questioni fondamentali per il rinnovamento della classe dirigente. Il federalismo ha elementi di unità nazionale. Sono quelli scritti nella legge, che spesso neppure si legge: c'è la perequazione integrale cioè la possibilità di garantire in modo integrale la copertura delle spese, al 100 per cento, per le funzioni fondamentali"voli che rendono di nessun impatto questa spesa".

Caro ministro, perchè allora non si mettono in discussione le assegnazioni di queste risorse? Cerchiamo un pò di sferzare le ragioni di queste terre del sud, come la nostra Castellammare martoriata da decenni dalle politiche mal curanti da quei signori Onorevoli che da queste parti compaiono solo nelle fasi delle elezioni. La nostra città a bisogno dei fatti, di una politica locale conseguenziale e non solo del dire, ci sono è adesso vedremo. La politica qui, come quasi in tutta Italia, si base solo di polemiche e gossip, la nostra città vive in una profonda crisi occupazionale ma quei signori di palazzo Farnese si stanno rendendo conto della pesantezza che si respira nell'aria?

Colmi