FOTO DI STABIA

martedì 1 novembre 2011

Quando lavoratori e studenti si incontrano... MAGNAMMECE O' PADRONE!

MARTEDÌ 8 NOVEBRE - ORE 17
AULA MATTEO RIPA- PALAZZO GIUSSO
UNIVERSITA' ORIENTALE (largo san giovanni maggiore pignatelli)


gli studenti incontrano e discutono con i lavoratori di: 
Alenia, ANM, Ansaldo Breda, Città della Scienza, ex-Ergom (Magneti Marelli), Eutelia, Fiat Pomigliano, Ixfin, Irisbus, Lear, Museo Madre, Napoletana Gas, Coord. Precari Scuola, SEPSA, Telecom
a seguire

 
CENA SOCIALE  per la cassa di resistenza dell'IRISBUS e musica popolare

Lo possiamo dire: siamo in guerra! In questi giorni l'Italia ha ricevuto un vero e proprio ultimatum dall'Unione Europea, e il Governo ha risposto promettendo un massacro sociale, politiche di austerity, con innalzamento dell'età pensionabile, attacco ai diritti, diminuzione dei salari… L'unica via rimasta sembra essere l'emigrazione!
È giunto il momento di reagire! Dobbiamo avviare una forte mobilitazione che spinga chi ci comanda a ritirare le misure che ha previsto. Ma per farlo dobbiamo iniziare a incontrarci ed a mettere in comunicazione le lotte: in questi anni gli studenti sono scesi in piazza in migliaia, anche in maniera decisa, ma non hanno ottenuto il blocco della riforma Gelmini, anche perché non sono riusciti a coinvolgere tutta la società ed a far capire l'importanza della loro battaglia per un'istruzione pubblica e di massa. D’altro canto, le vertenze dei lavoratori sono rimaste chiuse nel perimetro delle diverse aziende. Se però i percorsi di lotta si intrecciassero, forse potremmo riuscire, a partire da Napoli, a invertire la rotta della frammentazione e delle sconfitte…

È una guerra che non abbiamo voluto noi, ma che ora dobbiamo combattere! Per questo diciamo:

- No alla retorica dello “scontro generazionale”: a chi vuole farci credere che i problemi dei giovani siano causati dai “privilegi” dei più grandi. Dobbiamo lottare insieme per difendere diritti acquisiti con le lotte e renderli patrimonio comune!
- No alle privatizzazioni! Da un lato si svende il patrimonio pubblico e dall’altro si sfrutta il calderone “crisi” per aprire aziende e servizi pubblici ai capitali privati.
- No ai licenziamenti! È assurdo che oggi chi ha un lavoro si ammazza di fatica e chi non ce l'ha si uccide per la disperazione! Lavoriamo meno, lavoriamo tutti!
- No al Piano Marchionne, modello perverso delle relazioni industriali, modello si sfruttamento schiavistico che tutti i padroni vogliono adottare.
- Sì all’aumento dei salari, alla fine dei contratti “atipici”, al trasporto pubblico, a servizi sociali funzionanti, al diritto all’istruzione, a piani per gli alloggi popolari...

Non siamo noi a dover fare ancora sacrifici! Iniziamo un percorso di lotta comune, per evitare la distruzione del paese e del nostro futuro, per iniziare a far pagare chi non ha mai pagato, per far rispettare i diritti dei lavoratori e attaccare invece i privilegi dei ricchi e dei padroni!




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lunedì 31 ottobre 2011

LA RIVOLUZIONE PACIFICA E' POSSIBILE


ORA DI BASTA!!!!

PANE SAPERE LIBERTA' !!!



LA RIVOLUZIONE PACIFICA E' POSSIBILE 1

Storie di ordinaria rivoluzione: nessuna notizia dall'Islanda?

Ecco brevemente la cronologia dei fatti:


2008
- A Settembre viene nazionalizzata la più importante banca
dell'Islanda, la Glitnir Bank. La moneta crolla e la Borsa
sospende tutte le attività: il paese viene dichiarato in
bancarotta.


2009
- A Gennaio le proteste dei cittadini di fronte al
Parlamento provocano le dimissioni del Primo Ministro Geir
Haarde e di tutto il Governo - la Alleanza Social-Democratica (
Samfylkingin) - costringendo il Paese alle elezioni anticipate.La situazione economica resta precaria. Il Parlamento propone
una legge che prevede il risanamento del debito nei confronti
di Gran Bretagna e Olanda, attraverso il pagamento di 3,5
MILIARDI di Euro che avrebbe gravato su ogni famiglia
islandese, mensilmente, per la durata di 15 anni e con un tasso
di interesse del 5,5%.


2010
- I cittadini ritornano a occupare le piazze e chiedono a
gran voce di sottoporre a Referendum il provvedimento
sopracitato.


2011
- A Febbraio il Presidente Olafur Grimsson pone il veto
alla ratifica della legge e annuncia il Referendum consultivo
popolare. Le votazioni si tengono a Marzo ed i NO al pagamento
del debito stravincono con il 93% dei voti. Nel frattempo, il
Governo ha disposto le inchieste per determinare giuridicamente
le responsabilità civili e penali della crisi. Vengono emessi i
primi mandati di arresto per diversi banchieri e mem! bri
dell'esecutivo. L'Interpol si incarica di ricercare e catturare
i condannati: tutti i banchieri implicati abbandonano
l'Islanda. In questo contesto di crisi, viene eletta
un'Assemblea per redigere una Nuova Costituzione che possa
incorporare le lezioni apprese durante la crisi e che
sostituisca l'attuale Costituzione (basata sul modello di
quella Danese). Per lo scopo, ci si rivolge direttamente al
Popolo Sovrano: vengono eletti legalmente 25 cittadini, liberi
da affiliazione politica, tra i 522 che si sono presentati alle
votazioni. Gli unici due vincoli per la candidatura, a parte
quello di essere liberi dalla tessera di qualsiasi partito,
erano quelli di essere maggiorenni e di disporre delle firme di
almeno 30 sostenitori. La nuova Assemblea Costituzionale inizia
il suo lavoro in Febbraio e presenta un progetto chiamato Magna
Carta nel quale confluiscono la maggiorparte delle "linee
guida" ! prodotte in modo consensuale nel corso delle diverse
assemblee popolari che hanno avuto luogo in tutto il Paese. La
Magna Carta dovrà essere sottoposta all'approvazione del
Parlamento immediatamente dopo le prossime elezioni legislative
che si terranno.

LA RIVOLUZIONE PACIFICA E' POSSIBILE.



I cittadini islandesi sono riusciti a dare una lezione di
Democrazia Diretta e di Sovranità Popolar! e e Monetaria a tutta
l'Europa, opponendosi pacificamente al Sistema ed esaltando il
potere della cittadinanza di fronte agli occhi indifferenti del
mondo.


Siamo davvero sicuri che non ci sia "censura" o manipolazione
nei mass-media?


Il minimo che possiamo fare è prendere coscienza di questa
romantica storia di piazza e farla diventare leggenda,
divulgandola tra i nostri contatti. Per farlo possiamo usare i
mezzi che più ci aggradano: i "nostalgici" potranno usare il
telefono, gli "appassionati" potranno parlarne davanti a una
birra al Bar dello Sport o subito dopo un caffè al Corso. I più
"tecnologicamente avanzati" potranno fare un copia/incolla e
spammare questo racconto via e-mail oppure, con un semplice
click sui pulsanti di condivisione dei Social Network in fondo
all'articolo, lanciare una salvifica catena di Sant'Antonio su
Facebook, Twitt! er, Digg o GoogleBuzz. I "guru del web" si
sentiranno il dovere di riportare, a modo loro, questa
fantastica lezione di civiltà, montando un video su YouTube,
postando un articolo ad effetto sui loro blog personali o
iniziando un nuovo thread nei loro forum preferiti.

L'importante è che, finalmente, abbiamo la possibilità di
bypassare la manipolazione mediatica dell'informazione ed
abbattere così il castello di carte di questa politica
bipartitica, sempre più servile agli interessi economici delle
banche d'affari e delle corporazioni multinazionali e sempre
più lontana dal nostro Bene Comune.

venerdì 28 ottobre 2011

Riunione in prefettura: tante incertezze.







Lino Catuogno: perche?




Rolando Cardone: I fondi per le casse in deroga per completare l'anno, mentre ci sono scompaiono e tutto si 


rimanda sempre a nuove date, ultima il 7 novembre.I carichi per il cantiere sono solo confermati nella forma 


attuale fino ad arrivare ad un'anno,anzi, Fincantieri afferma che Castellammare nel contesto nazionale è il terzo 


ad avere il carico maggiore. Il protocollo si firmerà entro la prima settimana di novembre questo lo dice il 


M.I.S.E, dove all'interno c'è tutto quello prodotto in quest'ultimo anno con le lotte dei lavoratori. Comunque ci 


sono anche preoccupazioni per i dipendenti diretti, a Gennaio se no forse a Marzo si va verso la scadenza della 


deroga, si presume Cigs e Mobilità?






Salvatore DI Martino: cassa integrazione ? mobilità ? no grazie , sono un lavoratore , e l obbiettivo primario è il 


lavoro , nella città dove sono nato e non vivo , per poter veder crescere i miei figli senza avere un giorno il 


rimpianto di aver speso una vita lontano da loro per un parola pronunciata piu volte negli ultimi tempi : 


SOPRAVVIVENZA!!! ma la lotta deve continuare tenendo presente che le battaglie si vincono con i soldati , 


che a loro volta formano eserciti ecc... ! BARCOLLIAMO MA NON MOLLIAMO !

giovedì 27 ottobre 2011

Irisbus: i lavoratori resistono e si organizzano. E il sindacato? 5 domande a CGIL-CISL-UIL-UGL


La lotta tra FIAT e operai all'IRISBUS sta conoscendo, proprio in queste ore, momenti di forte tensione. L'azienda ha infatti deciso di utilizzare anche la armi più sporche che ha a disposizione nel tentativo di spezzare la resistenza operaia. Dapprima la provocazione della notte tra il 14 ed il 15 ottobre quando, dopo un accordo raggiunto con i sindacati proprio la sera del 14, tentò di far uscire dalla fabbrica una ventina di autobus ancora da completare; e, nei giorni successivi, provvedimenti repressivi contro una decina di operai, colpevoli di aver intralciato il piano di chiusura della FIAT, impedendo l'uscita degli autobus.
In questo scenario che ruolo sta avendo il sindacato? Funziona come organizzazione al servizio delle lavoratrici e dei lavoratori o risponde ad altre finalità? Dalle cinque domande, scritte dai lavoratori in lotta di loro pugno ed indirizzate ad alcune delle principali centrali sindacali del nostro paese, emerge un quadro tutt'altro che esaltante. Un sindacato che in molti casi è accusato di essere assente (tanto a livello locale quanto a quello nazionale), se non peggio. Senza una proposta e senza un disegno strategico capace di contrastare i progetti della controparte. E che lascia aperto più di un interrogativo.
Per fortuna le operaie e gli operai dell'Irisbus non hanno atteso il sindacato per condurre la lotta. Probabilmente è stato proprio grazie a questo comportamento, alla fedeltà al principio del “non delegare”, se sono riusciti finora a portare avanti una battaglia che dura già da più di 110 giorni.

5 domande a CGIL-CISL-UIL-UGL

Dopo più di cento giorni trascorsi dinanzi ai cancelli dell’Irisbus di Valle Ufita si impongono alcune inquietanti domande alle confederazioni sindacali irpine e nazionali.
Anche alla luce di ciò che in queste ore sta accadendo: lettere di prelicenziamento ai lavoratori, dichiarazione di Marchionne ecc.
1) Perché dinanzi ai cancelli dello stabilimento non c’è mai la presenza di un sindacalista esterno?
Nonostante loro stessi hanno continuato a raccomandare pubblicamente ai lavoratori persino Domenica 23/10/2011 di continuare il presidio ai cancelli. Si risponde che l’Irpinia è attraversata da mille vertenze. Non c’è dubbio. Non ci sfiora l’idea che bisogna far mancare ad altri lavoratori la necessaria assistenza, ma è indubitabile che la vertenza Irisbus si impone per la qualità degli interlocutori e per la quantità di lavoratori coinvolti. Ed allora perché?
2) Perché la Fiat tenta di far uscire i pulmans dallo stabilimento il giorno dopo l’incontro con le OO. SS. all’Unione degli Industriali?
Un incontro avviatosi in un clima di festose relazioni e conclusosi con l’obiettivo comune di abbassare i toni. Il giorno dopo si consumava la provocazione della Fiat. Perché? C’era, forse, un tacito accordo? Uno scambio?
3) Perché, dopo 100 giorni, i segretari generali nazionali delle grandi confederazioni non si sono visti dinanzi ai cancelli dell’Irisbus?
In più di tre mesi il tempo per incontrare i lavoratori si sarebbe potuto e dovuto trovare soprattutto alla luce delle nove lettere di “prelicenziamento”.
E allora perché? Considerano questa vertenza e il mezzogiorno una trincea non più difendibile?
4) Perché le OO. SS. non chiariscono una volta per tutte come, dove intendono condurre e indirizzare questa vertenza?
Non c’è stata, da parte delle OO. SS., lo straccio di una proposta, l’apertura di un tavolo in grado di incanalare il conflitto e portarlo a risultati accettabili.
Da mesi ascoltiamo e leggiamo solo dichiarazioni che scaricano il peso della vertenza sull’assenza della cosiddetta “politica”.
Non c’è dubbio che i partiti, istituzioni nazionali e regionali stanno dimostrando tutta la loro pochezza, ma le OO. SS. – uniche destinatarie della rappresentanza operaia – hanno il dovere di avanzare una proposta. Se non ora, quando?
5) Quali sono gli obiettivi che le OO. SS. intendono raggiungere?
Non sono per nulla chiari e in questa assenza di prospettiva la Fiat sta mettendo in campo tutta la propria potenza nel tentativo di fermare, dividere, smembrare la tenuta dei lavoratori.
Perché insomma e per concludere non c’è una risposta altrettanto efficace da parte delle OO.SS.
Flumeri 26 ottobre2011
I lavoratori della Irisbus

domenica 16 ottobre 2011

Valentina da Miss Stabia alle passerelle dell'alta moda





Da:Corritopolino@libero.






Il lavoro è dignità non è carità

Sicuramente quello che succede nei vari consigli comunali di Castellammare in quest'ultimo periodo non si può dire che è proprio consono al luogo che esso dovrebbe rappresentare, ma dal tronde dove è luogo più appropriato quello del consiglio dove poter dire al Sindaco ciò che i lavoratori hanno bisogno. Certo che fraintendere o meglio ancora insultare le posizioni dei uni o degli altri è proprio inaccettabile, affrontare cosi, è disprezzare cosi, cosa possa rappresentare il sindacato in mezzo ai lavoratori e la frustrazione di colui che si è reso inefficiente alla richiesta dei lavoratori e per trovare scappatoie al suo fallimento insulta politicamente e culturalmente le persone che al contrario di lui sono veri uomini, ma sopratutto veri lavoratori.


Io credo anzi sono fermamente convinto che il sign. Luca Ruocco rappresentante sindacale dei lavoratori dell'ex A.V.I.S, perché è stato eletto dai lavoratori, come prima cosa è stato fin troppo onesto a cercare in tutti i modi possibili di avere un dialogo con questa Amministrazione o con chi li capeggia, e non andato fra i giornali locali ad invaiare le posizioni del Sindaco nei confronti di quei lavoratori, anzi tutta al più a cercato in tutti i modi di far capire a chi e inesperto, Assessore al Lavoro dr.ssa Angiò di materia, cosa siano le procedure e quale può essere più appropriato percorso che i lavoratori di quell'aria possono affrontare. Ma nel dire che sia un menzognero o peggio ancora far credere che dietro all'onesta persona del sig.n Ruocco ci sia una qualche strumentalizzazione di forza politica avversa siamo proprio alla frutta.

Siamo al ridicolo di un fallimento politico di un'uomo che ha fatto di una Castellammare invasa si dai problemi del lavoro una vera è propria vertenza senza via di uscita. Se poi la via di uscita la si deve accettare solo perché lui e il podestà allora sarà peggio nel fomentare il vero percorso.
Castellammare a bisogno di risposte certe, concrete è immediate. La politica anche quella più subdola deve fare molto attenzione a ciò che crede di fare del mondo del lavoro stabiese, alle sue collocazioni e alle tanto attese risposte che le centinaia e migliaia di lavoratori aspettano da diverso tempo.

venerdì 14 ottobre 2011

Fincantieri, la protesta non si ferma. Tajani: «intervenga la Bei»



Fincantieri, la protesta non si ferma. Tajani: «intervenga la Bei». Nella foto il corteo degli operai della Fincantieri che dopo una riunione si sono diretti verso le Riparazioni Navali, dove c`erano ad attenderli i loro colleghi metalmeccanici, e poi alla sede di Confindustria (Ansa)Fincantieri, la protesta non si ferma. Tajani: «intervenga la Bei». Nella foto il corteo degli operai della Fincantieri che dopo una riunione si sono diretti verso le Riparazioni Navali, dove c`erano ad attenderli i loro colleghi metalmeccanici, e poi alla sede di Confindustria (Ansa)
Nuova protesta alla Fincantieri di Sestri Ponente all'insegna degli slogan «Lavoro, lavoro» e «vergogna». Questa mattina si è svolto a Genova un sit-in sotto la sede della Confindustria. In corteo anche una delegazione di studenti, che è stata applaudita dagli operai. Una delegazione di manifestanti sarà ricevuta dai vertici dell'Associazione.
«Sabato e domenica il cantiere di Sestri Ponente rimarrà chiuso con i lucchetti - ha detto Giulio Troccoli, della Rsu del cantiere di Sestri Ponente - perché non vogliamo equivoci che qualcuno vada per sbaglio a lavorare. Per il resto, lavorareremo regolarmente, ma senza fare un'ora di straordinario. Questo vale anche per le ditte dell'appalto. Nessuno sta scherzando, stiamo facendo cose serie. Non dobbiamo metterci gli uni contro gli altri. Se la prossima settimana ci saranno degli incontri, si parlerà di lavoro, che è il nostro obiettivo. La notizia dei soldi per il ribaltamento a mare è positiva ma non basta, non risolve i problemi. Serve lavoro».
Ieri gli operai avevano incontrato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che li aveva rassicurati circa il suo impegno ad occuparsi della vicenda.
Proteste anche ad AnconaProtestano anche i lavoratori della Fincantieri di Ancona. Dopo aver occupato questa mattina lo stabilimento, si sono mossi in corteo (secondo fonti sindacali sono 200-300) verso il Varco da Chio, in porto, dove ora stazionano bloccando il flusso dei mezzi pesanti sbarcati dai traghetti. Prima che il corteo si muovesse, con alla testa uno striscione su cui c'era scritto 'Noi eccedenti, voi indecenti. Vergogna!', c'è stato un incontro dei manifestanti con il sindaco di Ancona Fiorello Gramillano, l'assessore regionale al lavoro Marco Luchetti e quello provinciale Carlo Pesaresi.
Tajani sollecita l'intervento della Bei 
Bruxelles, intanto, si mobilita per attivare strumenti con cui affrontare la crisi della cantieristica e contribuire così anche alla soluzione della vertenza Fincantieri. Il vicepresidente della Commissione Ue responsabile per l'industria Antonio Tajani, dopo l'incontro di ieri a Genova con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha avuto colloqui con i vertici della Banca europea degli investimenti (Bei) - il presidente Philippe Maystadt e il vicepresidente Dario Scannapieco - richiamando la loro attenzione sulla necessità di facilitare il ricorso ai finanziamenti del braccio creditizio dell'Ue. Lunedì inoltre, secondo quanto ha reso noto lo stesso Tajani, la situazione della cantieristica e le possibili iniziative europee saranno al centro di una riunione tecnica che si svolgerà presso la direzione industria della Commissione Ue, mentre la presidenza di turno polacca dell'Ue dovrebbe inserire l'argomento all'ordine del giorno della prossima riunione del Consiglio dei ministri per la competitività dell'Unione. 
La Bei ha avviato una riflessione sulla sua politica nei confronti del settore trasporti e in questa ottica si punta ora a fare tutto il possibile per agevolare le condizioni di accesso al credito, presupposto necessario - si osserva a Bruxelles - per ottenere nuovi ordini. Tra le ipotesi allo studio, la modifica dei criteri di selezione per l'ottenimento del credito, la possibilità di fornire capitale d'esercizio per le costruzioni navali alle imprese a media capitalizzazione e quella di erogare i prestiti all'avvio del progetto di costruzione navale e non solo al momento del suo completamento. Da parte dei servizi del commissario Ue alla concorrenza Joaquin Almunia si sta poi valutando la possibilità di concedere entro l'anno una proroga del regime speciale per gli aiuti alla cantieristica.

giovedì 13 ottobre 2011

Fincantieri, i manifestanti occupano la stazione di Genova Principe. Tremonti sblocca 50 milioni. Domani incontro con Napolitano


Il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, ha telefonato al presidente della Provincia di Genova, Alessandro Repetto, per confermare la firma di Tremonti sul decreto che sblocca i 50 milioni di euro per il ribaltamento a mare dello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente. Lo rivela lo stesso presidente Repetto, prendendo atto «con soddisfazione dell'esito finalmente favorevole» della vicenda e «dell'impegno del ministro del quale riconosco il merito».
Lo stesso Repetto aveva detto questa mattina che avrebbe chiesto all'opposizione in Parlamento di «sfiduciare il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti» proprio per la vicenda Fincantieri. « Il ministro è un bravo professionista - aveva dichiarato Repetto - ma quando si hanno responsabilità di governo su temi che hanno forti ricadute sociali, come Fincantieri, la bravura professionale non basta, occorrono anche qualità politiche. Per questo, chiederò all'opposizione in Parlamento di presentare una mozione di sfiducia nei confronti di Tremonti».
Questa mattina i manifestanti di Fincantieri avevano occupato i binari della stazione di Genova Principe. Sulla linea "La Spezia-Ventimoglia" si erano verificati ritardi e soppressione di treni. I lavoratori erano scesi in piazza per protestare contro le mancanze di prospettive di lavoro per lo stabilimento di Sestri. Assieme agli operari, sui binari della stazione di Principe c'erano anche i rappresentanti del Comune di Genova.
Domani incontro con NapolitanoDomani una delegazione unitaria di rappresentanti sindacali incontrerà il presidente Napolitano. Lo ha riferito Burlando, che in mattinata ha avuto un colloquio telefonico con il presidente. Napolitano avrebbe voluto incontrare gli operai in fabbrica, ma i tempi molto stretti della visita non lo consentono. Il presidente incontrerà la delegazione sindacale unitaria in Prefettura.
Dal Sole 24 ore

domenica 9 ottobre 2011

La Juve Stabia non si ferma


Più forte di tutto e di tutti. Ignari del rischio penalizzazione (-9 punti), paventato dal procuratore Palazzi la scorsa settimana, gli undici gladiatori di Braglia hanno battuto l’Ascoli al termine di una prova maiuscola.
Juve Stabia in vantaggio al 15′ grazie allo stacco vincente di Sau che fredda il calabrese Guarna. Il raddoppio gialloblù viene al 34′ grazie al diagonale velenose del nigeriano Mbakogu. L’Ascoli accorcia le distanza con l’eterno Soncin, ma è la Juve Stabia a divorarsi il colpo del definitivo ko dagli undici metri con il palo colpito dal folle Erpen.
La squadra di Braglia firma la quarta meraviglia e sale a 12 punti in classifica. Il sogno continua
SINTESI
3′ Cade nell’area di rigore dell’Ascoli Sau, ma Peccarisi non l’ha nemmeno sfiorato! Simulazione hollywoodiana.
15′ Juve Stabia in vantaggio. Cross dalla destra di Erpen e stacco imperioso di Sau che di testa non lascia scampo a Guarna.
24′ Pressione Ascoli. Soncin prova col sinistro, Molinari si oppone e devia la palla in corner!
34′ Raddoppia la Juve Stabia. Grande assolo personale del nigeriano Mbakogu e diagonale velenoso sul quale non può nulla Guarna.
51′ Accorcia le distanze l’Ascoli. Cross dell’ex viola Papa Waigo per Soncin, che aggancia la palla in area e supera in scioltezza Seculin. Si riapre il match
52′ Clamoroso palo della Juve Stabia. Gialloblù vicinissimi al triplette grazie al diagonale di Sau che si infrange sul palo a Guarna battuto.
55′ Gialloblù vicini al tris. Cross di Sau al centro, Mbakogu colpisce in spaccata ma spedisce la sfera alta sopra la traversa.
70′ Travolgente Juve Stabia. Cross da destra di Baldanzeddu e stacco imperioso di Raimondi che trova i riflessi di un fenomenale Guarna.
94′ Rigore per la Juve Stabia. Faisca stende Raimondi in area e l’arbitro decreta il penalty. Il tiro di Erpen si infrange sul palo.

sabato 8 ottobre 2011

Volano Argentina e Uruguay. Il Napoli sorride per Cavani. Video





Mentre in Europa le nazionali sono impegnate nelle ultime gare di qualificazione all’ormai imminente Europeo di Polonia e Ucraina in Sudamerica è partito ieri il lungo e affascinante girone di qualificazione ai mondiali di Brasile 2014. Partono subito forte Uruguay e Argentina trascinati dalle rispettive coppie gol. La Celeste supera con estrema facilità la Bolivia grazie alle reti di Luis Suarez, l’insolita doppietta di Diego Lugano e il gol di Cavani che oltre ad aggiornare lo score del Matador fa felice tutta Napoli per il suo recupero lampo.
Riscatto dell’Argentina di Sabella dopo il ko nella Coppa del Sudamerica contro il Brasile. L’Albiceleste con gli “Europei” in campo è di tutt’altra consistenza e ad accorgersene è l’ostico Cile di Borghi che torna a casa con ben quattro reti sul groppone siglati da un ritrovato Higuain autore di una tripletta e dal ritorno in gol di Messi dopo ben 16 partite. Per il Cile la rete porta la firma di Fernandez.

Colmi