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lunedì 10 gennaio 2011

La guida dei lavoratori 2. I contratti di solidarietà

La legge 863/84 (art. 1 e 2), e le sue successive modifiche (art. 5 della legge 236/93, art. 6 della legge 608/96, art.7-ter della legge 33/09 e art. 1 della legge 102/09) disciplinano il contratto di solidarietà, strumento che utilizza la riduzione dell'orario di lavoro per evitare i licenziamenti e ripartire su un vasto gruppo di lavoratori le conseguenze dell'eccedenza di manodopera. I sacrifici derivanti dalla riduzione di orario vengono attenuati dall'intervento dello Stato, che sostiene il contratto di solidarietà con benefici e agevolazioni per lavoratori e imprese ( contratto di solidarietà "difensivo"). La legge 863/84 disciplina anche il contratto di solidarietà "espansivo", in cui la riduzione di orario è finalizzata a incrementare l'occupazione. In entrambi i casi, la condizione per beneficiare delle agevolazioni pubbliche  è la stipula di un contratto collettivo volto a evitare riduzioni di personale o a incrementare l'occupazione tramite la riduzione dell'orario lavorativo, senza necessità, come accade con la cassa integrazione, di specifiche causali.


I contratti di solidarietà difensivi
Per le imprese rientranti nella disciplina della cigs la legge 863/84 (art.1 e 2) e le successive modifiche prevedono interventi di una certa entità. I lavoratori coinvolti dalla riduzione di orario ricevono un'integrazione salariale pari al 60% ( elevata all'80% per il biennio 2009-10 dalla legge 102/09 art.1, comma 6, norma che verrà prorogata per il 2011) del trattamento retributivo perso per riduzioni di orario ( giornaliero, settimanale o mensile) derivanti da contratti collettivi aziendali. Tale integrazione ha una durata massima di 2 anni prorogabile di altri 2, che diventano tre nel Mezzogiorno. Ai lavoratori è riconosciuta la contribuzione figurativa sia sull'integrazione salariale che sulla parte di retribuzione persa per le restanti ore non lavorate.
Per le imprese la legge prevede sgravi contributivi del 25% (per tutti i lavoratori interessati dal contratto di solidarietà) se la riduzione di orario è superiore al 20%; del 35% se la riduzione di orario è superiore al 30% dell'orario contrattuale (è previsto uno sgravio aggiuntivo del 5% per i contratti di solidarietà stipulati nelle aree individuate per l'Italia ai sensi degli Obiettivi 1 e 2 del regolamento Ce n. 2081/1993). Tuttavia da qualche anno non è stato rinnovato il finanziamento di tali sgravi che dunque non sono, al momento, operativi. Il dm 10 luglio 2009, n.46448, sostituendo integralmente i precedenti decreti ministeriali, allarga i criteri di accesso delle aziende al contratto di solidarietà. In base a tali nuovi criteri è ammesso il contratto di solidarietà anche in caso di procedura concorsuale purché vi sia esercizio di impresa, mentre fino ad oggi non era ammesso in nessun caso; la percentuale massima di riduzione di orario viene in alzata dal 50% al 60% ( e secondo la circolare del ministero del Lavoro dell'8 febbraio 2010 può essere intesa come media e non come tetto massimo della riduzione di orario di ogni singolo lavoratore); vengono rese ammissibili prestazioni di lavoro straordinario per i lavoratori posti in solidarietà se l'impresa può provare sopravvenute e straordinarie esigenze collegate all'attività produttiva; può essere autorizzato il pagamento diretto; non può essere stipulato un nuovo contratto di solidarietà per la stessa unità aziendale, una volta raggiunta la durata massima, prima di 12 mesi. Infine viene introdotta la possibilità di derogare alla durata massima di 36 mesi nell'ambito del quinquennio purché il contratto di solidarietà sia alternativo alla procedura di mobilità, senza altri vincoli, mentre fino ad oggi tale deroga era consentita solo se nel contratto di solidarietà era esplicitamente contenuto l'impegno a mantenere in azienda almeno il 50% delle eccedenze dichiarate nel contratto stesso.


Per le imprese che non possono accedere all'intervento di cigs che stipulano un contratto di solidarietà la legge 236/93, art. 5, prevede che venga corrisposto un contributo pari alla metà del monte retributivo da esse non dovuto a seguito della riduzione di orario. Tale contributo viene erogato in rate trimestrali e deve essere ripartito in parti uguali tra l'impresa e i lavoratori interessati. Al lavoratore spetta dunque un'importo pari al 25% della retribuzione persa. La quota del contributo destinata ai lavoratori non ha natura di retribuzione né ai fini degli istituti contrattuali né ai fini di legge, compresi gli obblighi contributivi e previdenziali. La durata massima di corresponsione è di 24 mesi. La circolare del ministero del Lavoro n. 20/04 ammette la possibilità per le imprese di usufruire più volte dello strumento, nel limite massimo di 36 mesi nel quinquennio, purché nel caso in cui si sia verificato un primo utilizzo continuativo pari a 24 mesi  vi sia soluzione di continuità con l'eventuale utilizzo di ulteriori 12 mesi. Questa disciplina, essendo originariamente prevista per l'imprese che volevano "evitare o ridurre le eccedenze di personale nel corso della procedura di cui all'art.24 della legge 23 luglio 1991,n.23", è stata finora applicata alle imprese con più di 15 dipendenti escluse dal campo di applicazione della cassa integrazione straordinaria,che, in caso di licenziamento collettivo, sono tenute ad aprire la procedura di cui al citato art.24 (par. 5). La legge 33/09, con l'art.7-ter, comma 9, lettera d, ne estende la portata anche alle imprese escluse dalla procedura dei licenziamenti collettivi di cui all'art 24 (imprese fino a 15 dipendenti), per evitare licenziamenti plurimi individuali per giustificato motivo oggettivo. Quindi il contratto di solidarietà di cui alla legge 236/93 è utilizzabile da tutte le imprese escluse dalla disciplina della cassa integrazione straordinaria, indipendentemente dal numero di dipendenti.

Rosati: Marchionne finora ha innovato la forma, non la sostanza dei rapporti azienda-sindacato

Onorio Rosati
Sergio Marchionne è realmente “l’uomo dell’anno” e la strategia portata avanti dal gruppo Fiat attraverso il suo amministratore delegato è realmente “rivoluzionaria”?


Il segretario della Camera del lavoro di Milano che sulla vicenda Fiat subito precisa: “mi pare faccia notizia anzitutto perché riguarda l’ultima grande impresa manifatturiera rimasta in Italia, poi perché il confronto tra azienda e sindacati rimanda ad altre stagioni, come quelle “storiche” degli anni ’50 o degli anni ’80”.


Dunque Marchionne è realmente l’uomo che sta facendo voltare pagina al gruppo di Torino?


“L’amministratore delegato della Fiat vuole arrivare ad un nuovo modello di organizzazione e di relazioni coi lavoratori. La modalità con cui ha scelto di gestire il confronto è realmente irrituale, ma alla novità della forma non si accompagna alcuna novità nei contenuti”, che paiono a più di un osservatore molto vecchi. “Marchionne esclude chi non accetta la sua proposta, non offre margini di trattativa, non cerca in alcun modo soluzioni condivise come avviene invece in altri paesi europei come la Germania, “dove Siemens o Volkswagen hanno firmato contratti che prevedono una compartecipazione dei lavoratori alle scelte dell’impresa”.
Insomma, quella di Marchionne più che una rivoluzione è una restaurazione? “Dal suo punto di vista Marchionne cerca di aumentare la competitività della Fiat, ma lo fa escludendo il sindacato che ha la maggioranza relativa degli iscritti”, col rischio di dover fronteggiare un’infinità di ricorsi alla magistratura. “Occorrerà naturalmente attendere l’esito del referendum sugli accordi di Pomigliano e Mirafiori e nel caso di una vittoria dei sì prendere atto di quanto avvenuto e aprire una seria discussione in seno alla CGIL e alla Fiom”. Eppure dipingere la Fiom come un blocco monolitico incapace di dialogare con le controparti è una semplificazione fuorviante: “Vedo in Lombardia, dove ogni giorno la Fiom siede a tavoli di trattativa con aziende grandi e piccole e sigla regolarmente contratti aziendali, integrativi, fornisce il suo aiuto per gestire situazioni di crisi, con molta ragionevolezza”.

Referendum Fiat, cresce la tensione Stella a 5 punte contro Marchionne

"Marchionne fottiti". Questa la scritta comparsa nel centro di Torino contro l'a.d. della Fiat, accompagnata da una stella a 5 punte, firma tipica delle Br. La tensione è massima. A Roma lungo incontro tra le segreterie di Fiom e Cgil: si cerca una linea comune in caso di vittoria dei "sì" al referendum sul nuovo contratto il 13 e 14 gennaio. Landini: "Nessuna spaccatura". Camusso: il 28 in piazza

Massacrata di pugni e strangolata Il corpo nudo abbandonato in strada

Giallo ad Arluno. Una donna dell'età apparente di 30-40 anni è stata strangolata e poi abbandonata semi nuda in una strada ad Arluno, nel Milanese. Quando è intervenuto il 118 era ancora viva, ma è morta pochi minuti dopo

Il corpo è stato trovato vicino a dei giardinetti, in una via della cittadina ad ovest di Milano senza documenti addosso

domenica 9 gennaio 2011

La Nocerina stende la Cavese Poker Sorrento, pareggia la Juve Stabia

 Risultati e classifiche della 19/a giornata, 2/a di ritorno, del campionato di calcio di 1/a Divisione di Lega Pro. 

Girone ABassano-Ravenna 2-0, Como-Verona 1-1, Cremonese-Alessandria lunedì, Lumezzane-Salernitana rinviata per nebbia, Monza-Spal 2-1, Paganese-Pavia 1-1, Sorrento-Pergocrema 4-0, Spezia-Reggiana 2-0, Sud Tirol-Gubbio 0-2.

ClassificaGubbio 40 punti; Sorrento 37; Spal 32; Alessandria 31; Reggiana 27; Spezia 26; Lumezzane e Sud Tirol 24; Salernitana, Bassano e Ravenna 23; Verona 22; Cremonese e Como 21; Pavia 20; Pergocrema 19; Monza 18; Paganese 12. Salernitana penalizzata di 2 punti. Lumezzane e Spal penalizzate di 1 punto. 
Alessandria, Cremonese, Lumezzane e Salernitana una gara in meno. 

Prossimo turno (16 gennaio)Alessandria-Lumezzane, Bassano-Paganese, Pergocrema-Como, Ravenna-Gubbio, Reggiana-Sorrento, Salernitana-Sud Tirol, Spal-Cremonese, Spezia-Pavia, Verona-Monza.

Girone BAndria-Gela 4-1, Benevento-V. Lanciano 1-1, Cavese-Nocerina 0-2, Cosenza-Ternana 1-1, Foligno-Juve Stabia 1-1, Lucchese-Foggia 4-2, Pisa-Barletta 2-2, Siracusa-Viareggio 2-1, Taranto-Atletico Roma 0-1.

ClassificaNocerina 44 punti; Atletico Roma 37; Benevento 35; Juve Stabia e Virtus Lanciano 28; Siracusa 27; Cosenza, Foggia e Taranto 26; Ternana 23; Viareggio e Gela 22; Lucchese 21; Barletta e Pisa 19; Andria 17; Cavese e Foligno 16. Cavese penalizzata di 6 punti. Ternana, Foggia e Foligno penalizzate di 1 punto.

Prossimo turno (16 gennaio)
Andria-Siracusa Atletico Roma-Pisa Cosenza-Cavese Foggia-Virtus Lanciano Gela-Taranto Juve Stabia-Barletta Nocerina-Benevento Ternana-Lucchese Viareggio-Foligno.

Foligno - Juve Stabia: i convocati delle vespe

La squadra ha svolto la rifinitura in Umbria, con mister Braglia 20 i calciatori disponibili

Allenamento di rifinitura svolto questo mattina dalla Juve Stabia  nel ritiro di Foligno. Le vespe hanno svolto una leggera seduta al campo della cittadina di Spello, alla seduta hanno partecipato i 20 calciatori convocati da mister Braglia per la  gara Foligno – Juve Stabia, in programma domani 09 gennaio alle ore 14,30 allo Stadio Blasone di Foligno. Assenti per infortunio Maury, Dianda e De Maria, oltre allo squalificato Molinari 
 
Portieri: Colombi, Fumagalli;  
Difensori: Dicuonzo, Fabbro, Pezzella, Scognamilgio, Siragusa 
Centrocampisti: Cazzola, Danucci, Davì, Marano, Mezavilla, Pitarresi;
Attaccanti: Albadoro, Corona, Mbakogu, Pavoletti, Raimondi, Tarantino, Valtulina

Arenile Stabiese Pulito da voce al cittadino

Marchionne vero riformista d'Italia? Ichino e Rosati: "Macché"

Mentre il governo traccheggia (e alla fine appoggia), il Pd sbanda e la Cgil si spacca, l'a.d. di Fiat sta obbligando il Paese a rivedere i vecchi strumenti del mercato del lavoro, come il contratto nazionale, la rappresentanza in fabbrica e il ruolo del sindacato. Rivoluzionario o restauratore?
Mentre gli intellettuali, da Fo a Camilleri, lo definiscono fascista. Entrambi pensano che le riforme non possono essere unilaterali, ma sulla Fiom...
Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Margherita Hack firmano su MicroMega il manifesto contro l'a.d. Fiat: "Gli accordi? Come lo squadrismo contro le sedi sindacali con cui il fascismo distrusse i diritti dei lavoratori". Fra i firmatari anche Dario Fo, Gino Strada e Domenico Gallo. Sei d'accordo? O Marchionne ha ragione? Di' la tua

Juve, Toni subito in campo a Napoli


Il neo acquisto parte titolare. Ma Del Neri chiede altri rinforzi: «Preferisco avere due in tribuna piuttosto che zero in panchina»


Le vie del mercato sono infinite, e la Juve alle prese con l'emergenza attaccanti le sta battendo tutte, ma questa sera c'è il primo bivio per i bianconeri. A Napoli, in un San Paolo incandescente e tutto esaurito, in soli 90 minuti i destini della squadra di Del Neri possono essere quantomeno ridisegnati. In quello che doveva essere lo scontro diretto per eleggere l'anti-Milan, prima che l'Epifania portasse il carbone della sconfitta ad entrambe le squadre, la Juve si gioca non soltanto il rilancio in classifica, ma anche e soprattutto il futuro prossimo nel mercato di riparazione. 

Un risultato pieno col Napoli di Mazzarri aiuterebbe a raffreddare una piazza preoccupata dalla batosta casalinga col Parma e dall'infortunio a Quagliarella. In più un «riscatto immediato» della squadra (richiesta di Del Neri) sarebbe un ottimo assist per una dirigenza che deve ingaggiare una seconda punta entro fine gennaio, senza però poter contare su denari freschi. Solo dalla cessione di Amauri (proposto con insistenza al Liverpool che offre il terzino destro Johnson più uno sconto su Aquilani) e/o di Sissoko (lunedì il suo manager sarà a Torino per approfondire le offerte di Wolsfburg e Schalke) si materializzerebbe quel tesoretto che Marotta impiegherebbe volentieri per arrivare ad un attaccante giovane e di qualità. Il sogno porta a Sanchez, ma senza la certezza delle uscite e l'ingresso dei milioni di euro, la Juve studia le soluzioni «low cost». Come Mutu, messo fuori squadra dalla Fiorentina, Bojinov che non ha spazio nel Parma e a Floro Flores (Udinese) che viene inseguito anche dal Genoa.

L'arrivo di Toni - già pronto ed arruolato per fare coppia titolare con Del Piero, cinque anni dopo le notti Mondiali - non ha placato la fame bianconera sul mercato. Marotta ha lasciato aperta la porta ad ogni tipo di opportunità, mentre Del Neri ieri a Vinovo è stato più esplicito. «Una squadra dell'importanza della Juve - ha ragionato il tecnico - non può permettersi assolutamente di rimanere con dei buchi nei settori. Preferisco avere due giocatori in tribuna piuttosto che zero in panchina: a Verona ero senza centrocampisti, col Parma non c'erano attaccanti». Più che uno sfogo, un vero e proprio avviso ai naviganti. Del Neri chiede rinforzi per poter affrontare con la giusta serenità i rischi evidenti della seconda parte di stagione. «Dobbiamo creare un gruppo che possa portarci a maggio con una certa sicurezza su quello che dobbiamo ottenere. Ci vuole una rosa ampia per non pagare dazio con gli infortuni. Chi lo capisce sta e viaggia, chi non lo capisce cerca altre strade». Dalla società, Del Neri si aspetta un'altra punta in tempi rapidi. E forse non solo una punta. «I dirigenti parlano poco ed agiscono bene e quindi se c'è l'opportunità, procederanno anche adesso avendo le idee giuste».

Ieri da Firenze e Parma sono arrivate le conferme sui sondaggi bianconeri rispettivamente per Mutu e Bojinov. «La Juve mi ha chiesto Mutu - ha spiegato Giovanni Becali, agente del romeno, a Gsp Tv -, ma la società che resta più vicina ad Adrian è il Cesena». Il club viola ha messo fuori squadra il fantasista e vorrebbe lasciarlo in tribuna fino al termine della stagione: un muro contro muro dopo che la situazione è degenerata tra liti e avvocati. Marotta sta alla finestra e aspetta i prossimi sviluppi per intervenire. «Farò una battaglia per essere reintegrato - ha commentato Mutu, che ieri ha festeggiato 32 anni, al sito prosport.ro - e la mia prima opzione resta la Fiorentina, che però mi aveva detto di andare via gratuitamente. Se non sarà possibile cercheremo altre soluzioni». Meno in salita è la strada che porta a Bojinov: l'entourage del bulgaro conferma il contatto coi bianconeri e l'attaccante tornerebbe volentieri a Torino. Anche per ritrovare l'amico Nedved che non l'ha mai abbandonato.

Strage in Arizona, grave una deputata democratica


Strage a un raduno politico di una deputata democratica dell'Arizona. E' successo a Tucson, davanti a un supermercato. La donna, Gabrielle Giffords di 40 anni, è stata colpita alla testa ed è in gravi condizioni. Sei i morti, tra cui un giudice federale e una bambina di 9 anni; una decina i feriti.
Lo sparatore, il 22enne Jared Lee Loughner, alla fine e' stato bloccato e consegnato alla polizia, ma potrebbe avere agito con un complice. Il giovane aveva diffuso su YouTube una serie di messaggi deliranti e un video in cui bruciava la bandiera americana.
Sul luogo della strage e' stata ritrovata una pistola di calibro 9 millimetri. Giffords, favorevole alla libera scelta in tema di aborto e non contraria al libero possesso di armi, secondo la polizia era il vero obiettivo della strage. Il presidente Barack Obama: insensato e terribile atto di violenza.

Colmi