FOTO DI STABIA

martedì 11 gennaio 2011

Castellammare manifesti per il “funerale” della Juventus


Castellammare di Stabia festeggia ironicamente la vittoria del Napoli contro la Juventus. Due manifesti funebri sono stati affissi stamattina in via Rajola. Il primo comunica la dipartita della “Vecchia Signora” Juventus, “travolta da un camion targato Napoli”, e a darne il “triste annuncio” è Cavani, Cavani, Cavani. Il secondo, invece, annuncia che “serenamente ha ceduto sotto i colpi di uno strepitoso Cavani” l’odiata Juventus, il cui “rito funebre si è celebrato ieri alle 22:45″.

Il PDL stabiese smentisce spaccature nel partito.

In primis il PDL stabiese fa sapere che il 29 gennaio 2011 a salita San Giacomo s’innaugura la nuova sede. Successivamente in una missiva del coordinatore Geremia Paragallo spiega le ragioni dello stupore di questa presunta spaccatura del Popolo della Libertà. Tuttavia s’evidenzia una tiratina d’orecchie a chi tenta improbabili fughe in avanti, o ai “bacchettari” del momento.
Per quanto attiene alla polemica innescata dal Capogruppo Consiliare del  P.D.L. Stabiese Mario D’Apuzzo e dal Consigliere Comunale  Gaetano Cimmino entrambi eletti nella lista del P.D.L.Stabiese, il Coordinatore del P.D.L. cittadino Cav. Geremia Paragallo ha evidenziato che l’articolo comparso nei giorni scorsi sugli organi di stampa intitolato” P.D.L. SPACCATO”, il caso Castellammare nelle mani di Cesaro e Pentangelo, ha destato grande stupore nel partito.
«L’operato mio personale e quello di tutto il gruppo di coordinamento da me nominato, non può essere coinvolto in diatribe personali e messo in discussione da pseudo dichiarazioni riportate dalla stampa che, se confermate ufficialmente, preoccuperebbe fortemente quanti hanno aderito e creduto nel P.D.L. Stabiese.
Non capisco  -continua Genremia Paragallo- chi ha interesse a creare polemiche all’interno del P.D.L. Stabiese, nel reiterato tentativo di delegittimare chi sin dalla prima ora ha operato per l’affermazione dei sani principi del nostro partito.
Mi ritengo inoltre, insieme a tutto il Coordinamento Cittadino, estraneo alle polemiche che non possono inficiare l’impegno continuo finalizzato alla tutela delle esigenze del territorio nonché a sostegno del Sindaco On. Bobbio e di tutta la sua Amministrazione, chiamata a svolgere un compito non certo agevole.
Non accetto, pertanto, strumentalizzazioni del mio operato, e del gruppo di lavoro che coordino e respingo al mittente accuse di false dipendenze da chicchessia».
Affermazioni che pongono l’accento a chi effettivamente detiene le retini del partito a Castellammare di Stabia senza supplenze o precari equilibri subalterni.

Rovigo, medico costringe l'amante a fare sesso con più persone e transessuali

Quando l'amore si trasforma in violenza. Una relazione amorosa che durava da oltre 15 anni sarebbe diventata una storia brutale nella quale l'uomo avrebbe obbligato la donna ad avere rapporti con più persone contemporaneamente e con transessuali. Lui un medico bassopolesano sposato e con figli, lei una donna straniera arrivata in Polesine molti anni fa. Le indagini che si trovano in mano dei carabinieri al momento sono ancora in pieno svolgimento e c’è riserbo sull’identità del medico che per ora è stato denunciato per violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni con cutter.


La donna afferma che all'inizio del loro rapporto non sapeva di essere la compagna di un uomo con famiglia, ma il forte legame che li ha tenuti assieme l'ha portata a proseguire la relazione, anche se clandestina, nel momento nel quale è venuta a conoscenza della reale situazione. Poteva sembrare un "normalissima" storia d'amore anche se non ufficiale, dove l'amore veniva vissuto di nascosto, ed invece da qualche tempo questo legame si era trasformato, racconta la vittima, in un vero e proprio incubo dove lei si trovava costretta a vivere rapporti sessuali a tre e con persone transessuali.


Un incubo che pochi giorni fa è diventato una realtà dolorosa con la casa di lei diventata una pericolosa prigione. Il medico, secondo la denuncia, era andato a trovare la donna per uno dei loro incontri, quando le cose gli sono sfuggite di mano e i due hanno iniziato a litigare. Un litigio violento, dove lui sarebbe persino arrivato a chiuderla a chiave all'interno della casa impedendole di andarsene. Il litigio sarebbe diventato così violento da portare il medico a usare un cutter per ferire alle braccia l'amante, che si sarebbe difesa spruzzandogli addosso dello spray antiaggressione che teneva in casa.


In quel momento lui sarebbe andato in bagno e lei avrebbe preso il telefono per avvisare i carabinieri. Impaurito l'uomo, sentita la telefonata, sarebbe fuggito dalla finestra del bagno. Immediato l'intervento degli uomini dell'Arma che sono riusciti a entrare nell'abitazione grazie a un'amica che aveva le chiavi di casa della vittima. Inevitabile la denuncia nei confronti dell'uomo. Nei giorni successivi all'episodio i militari hanno perquisito l'abitazione del medico alla ricerca di materiale pornografico.




Pallone d' Oro a Lionel Messi. Jose' Mourinho è l'allenatore più bravo

E alla fine arriva anche il colpo di scena. Dopo i mugugni per le esclusioni "eccellenti" (vedi Sneijder) arriva la sorpresa finale: il Pallone d' Oro va a Lionel Messi.

La bravura tecnica della Pulce certo non si discute, ma quest'anno l'aggiudicazione ha le sembianze dell'atto salomonico che vuole troncare la confusione che regnava sovrana. Leo Messi, infatti, vince il Pallone d'Oro Fifa 2010 a sorpresa. Fino a poche ore fa risultavano in vantaggio i compagni di squadra del Barcellona Xavi ed Iniesta.

Può essere una fatalità, ma l'ambito riconoscimento, che quest'anno sembrava non avere proprio le idee chiare, coincide con l'arrivo della Fifa nella giuria. Da quest'anno, infatti, il premio di France Football si e' fuso col Fifa World Player.



Non essendoci più una "giuria tecnica" ma una commissione composta da più di 400 allenatori e capitani delle nazionali di tutto il mondo diventa quasi automatico che spesso saranno sovvertiti i pronostici. Forse i criteri impliciti a cui siamo abituati (il giocatore più bravo, che ha segnato di più, che ha vinto di più) si sono convertiti ad altri aspetti (il giocatore più tecnico, più bravo e divertente, più corretto).

"Il premio ha sorpreso anche me", ha confessato candidamente Lei Messi, già vincitore del Pallone d' Oro lo scorso anno.

Assieme a Messi sale sul podio anche Jose' Mourinho. Con il migliore giocatore d' Europa , è stato lui ad essere decretato l'allenatore più bravo.

Mourinho vince il premio di miglior allenatore del 2010 assegnato dalla Fifa e il premio gli viene consegnato nel corso della cerimonia del Pallone d'Oro. 
Con un gesto carico di significati, prima di salire sul palco l'allenatore e' andato ad abbracciare i suoi ex giocatori dell'Inter presenti in sala, Lucio, Maicon, Zanetti e Sneijder.
Lo Special One ha superato nelle votazioni della giuria gli altri allenatori in competizione, Del Bosque e Guardiola.

"Ho fatto parte della famiglia dell'Inter, e continuo ancora a farne parte. Per questo motivo mi piacerebbe festeggiare questo premio domenica a San Siro con i giocatori nerazzurri, sotto la curva" ha dichiarato Mourinho. 

"Mi sono emozionato per le parole di Sneijder - ha continuato il tecnico portoghese - e poi Maicon, Zanetti, e tutti gli altri. Questo premio è per quel che ho fatto con l'Inter, non per quel che sto facendo col Real. Io sono interista, voglio che l'Inter vinca tutte le partite, ma proprio tutte a parte quelle contro la mia squadra".
Uno slancio di vero affetto mixato a gratitudine che, ancora una volta, trascinerà le folle nerazzurre morbosamente innamorate del Mou.

lunedì 10 gennaio 2011

Nuovo membro nel coordinamento regionale giovani PID

Il Segretario Regionale dei Popolari di Italia Domani, Michele Pisacane, ha provveduto oggi a nominare un nuovo membro del Coordinamento Giovanile Provinciale. Si tratta di Giuseppe Consolazio a cui è stata conferita la delega nei comuni di Agerola, Pimonte, Gragnano, Lettere, Casola di Napoli , Vico Eequense, S.Antonio Abate, S.Maria la Carità, Pompei, Torre Annunziata, Torre del Greco, Massa Lubrense, Sorrento , Piano di Sorrento, Meta e S.Agnello.
"Sono entusiasta della nomina affidatami dall'On. Michele Pisacane - ha detto Giuseppe Consolazio - che ringrazio calorosamente. Il Pid è un partito che mira alla crescita personale e politica dei giovani, considerate le capacità che questi giovani possono esprimere. I comuni di cui dovrò occuparmi sono numerosi e di certo non sono realtà semplici in cui fare politica, sopratutto in un'epoca in cui i giovani sono sempre più cinici verso il mondo politico. Il mio compito diviene ancor più complesso, ma sono sicuro - ha concluso - che grazie alla collaborazione del "Coordinamento Giovanile di Castellammare" e del suo Coordinatore Michele Migliardi, riusciremo ad ottenere grandi risultati".

Polizia, cambio al vertice: arriva il commissario Andrea Curtale


Luigi Petrillo lascia la direzione del commissariato di polizia di Castellammare di Stabia per passare a quello di Portici-Ercolano. Da domani, al suo posto a corso De Gasperi arriva Andrea Curtale, fresco di promozione a primo dirigente dopo l'arresto del capo dei casalesi Antonio Iovine detto “o' ninno”. Curtale giunge a Castellammare dopo essere stato vicecapo della Squadra mobile e dirigente della sezione criminalità organizzata che si occupa della cattura dei latitanti in ambito regionale. Originario di Anzio, 43 anni, sposato e padre di un bambino, Curtale andrà alla guida di un commissariato che si trova a gestire un territorio delicato come quello dell’hinterland stabiese. Già impegnato a Reggio Calabria, al reparto mobile di Firenze e alla dirigenza della squadra mobile di Latina, Curtale era da anni vice del capo della Mobile Vittorio Pisani e dirigente della sezione Criminalità organizzata. Non c'è solo Iovine come latitante arrestato nel corso della sua già lunga carriera, nonostante la giovane età, ma anche altri boss della camorra come il capo clan di Nola Salvatore Russo. Il suo ufficio ha partecipato anche agli arresti di potenti boss della camorra avellinese come Biagio e Salvatore Cava, storica cosca attiva a Quindici e nel Vallo di Lauro.

La guida dei lavoratori 2. I contratti di solidarietà

La legge 863/84 (art. 1 e 2), e le sue successive modifiche (art. 5 della legge 236/93, art. 6 della legge 608/96, art.7-ter della legge 33/09 e art. 1 della legge 102/09) disciplinano il contratto di solidarietà, strumento che utilizza la riduzione dell'orario di lavoro per evitare i licenziamenti e ripartire su un vasto gruppo di lavoratori le conseguenze dell'eccedenza di manodopera. I sacrifici derivanti dalla riduzione di orario vengono attenuati dall'intervento dello Stato, che sostiene il contratto di solidarietà con benefici e agevolazioni per lavoratori e imprese ( contratto di solidarietà "difensivo"). La legge 863/84 disciplina anche il contratto di solidarietà "espansivo", in cui la riduzione di orario è finalizzata a incrementare l'occupazione. In entrambi i casi, la condizione per beneficiare delle agevolazioni pubbliche  è la stipula di un contratto collettivo volto a evitare riduzioni di personale o a incrementare l'occupazione tramite la riduzione dell'orario lavorativo, senza necessità, come accade con la cassa integrazione, di specifiche causali.


I contratti di solidarietà difensivi
Per le imprese rientranti nella disciplina della cigs la legge 863/84 (art.1 e 2) e le successive modifiche prevedono interventi di una certa entità. I lavoratori coinvolti dalla riduzione di orario ricevono un'integrazione salariale pari al 60% ( elevata all'80% per il biennio 2009-10 dalla legge 102/09 art.1, comma 6, norma che verrà prorogata per il 2011) del trattamento retributivo perso per riduzioni di orario ( giornaliero, settimanale o mensile) derivanti da contratti collettivi aziendali. Tale integrazione ha una durata massima di 2 anni prorogabile di altri 2, che diventano tre nel Mezzogiorno. Ai lavoratori è riconosciuta la contribuzione figurativa sia sull'integrazione salariale che sulla parte di retribuzione persa per le restanti ore non lavorate.
Per le imprese la legge prevede sgravi contributivi del 25% (per tutti i lavoratori interessati dal contratto di solidarietà) se la riduzione di orario è superiore al 20%; del 35% se la riduzione di orario è superiore al 30% dell'orario contrattuale (è previsto uno sgravio aggiuntivo del 5% per i contratti di solidarietà stipulati nelle aree individuate per l'Italia ai sensi degli Obiettivi 1 e 2 del regolamento Ce n. 2081/1993). Tuttavia da qualche anno non è stato rinnovato il finanziamento di tali sgravi che dunque non sono, al momento, operativi. Il dm 10 luglio 2009, n.46448, sostituendo integralmente i precedenti decreti ministeriali, allarga i criteri di accesso delle aziende al contratto di solidarietà. In base a tali nuovi criteri è ammesso il contratto di solidarietà anche in caso di procedura concorsuale purché vi sia esercizio di impresa, mentre fino ad oggi non era ammesso in nessun caso; la percentuale massima di riduzione di orario viene in alzata dal 50% al 60% ( e secondo la circolare del ministero del Lavoro dell'8 febbraio 2010 può essere intesa come media e non come tetto massimo della riduzione di orario di ogni singolo lavoratore); vengono rese ammissibili prestazioni di lavoro straordinario per i lavoratori posti in solidarietà se l'impresa può provare sopravvenute e straordinarie esigenze collegate all'attività produttiva; può essere autorizzato il pagamento diretto; non può essere stipulato un nuovo contratto di solidarietà per la stessa unità aziendale, una volta raggiunta la durata massima, prima di 12 mesi. Infine viene introdotta la possibilità di derogare alla durata massima di 36 mesi nell'ambito del quinquennio purché il contratto di solidarietà sia alternativo alla procedura di mobilità, senza altri vincoli, mentre fino ad oggi tale deroga era consentita solo se nel contratto di solidarietà era esplicitamente contenuto l'impegno a mantenere in azienda almeno il 50% delle eccedenze dichiarate nel contratto stesso.


Per le imprese che non possono accedere all'intervento di cigs che stipulano un contratto di solidarietà la legge 236/93, art. 5, prevede che venga corrisposto un contributo pari alla metà del monte retributivo da esse non dovuto a seguito della riduzione di orario. Tale contributo viene erogato in rate trimestrali e deve essere ripartito in parti uguali tra l'impresa e i lavoratori interessati. Al lavoratore spetta dunque un'importo pari al 25% della retribuzione persa. La quota del contributo destinata ai lavoratori non ha natura di retribuzione né ai fini degli istituti contrattuali né ai fini di legge, compresi gli obblighi contributivi e previdenziali. La durata massima di corresponsione è di 24 mesi. La circolare del ministero del Lavoro n. 20/04 ammette la possibilità per le imprese di usufruire più volte dello strumento, nel limite massimo di 36 mesi nel quinquennio, purché nel caso in cui si sia verificato un primo utilizzo continuativo pari a 24 mesi  vi sia soluzione di continuità con l'eventuale utilizzo di ulteriori 12 mesi. Questa disciplina, essendo originariamente prevista per l'imprese che volevano "evitare o ridurre le eccedenze di personale nel corso della procedura di cui all'art.24 della legge 23 luglio 1991,n.23", è stata finora applicata alle imprese con più di 15 dipendenti escluse dal campo di applicazione della cassa integrazione straordinaria,che, in caso di licenziamento collettivo, sono tenute ad aprire la procedura di cui al citato art.24 (par. 5). La legge 33/09, con l'art.7-ter, comma 9, lettera d, ne estende la portata anche alle imprese escluse dalla procedura dei licenziamenti collettivi di cui all'art 24 (imprese fino a 15 dipendenti), per evitare licenziamenti plurimi individuali per giustificato motivo oggettivo. Quindi il contratto di solidarietà di cui alla legge 236/93 è utilizzabile da tutte le imprese escluse dalla disciplina della cassa integrazione straordinaria, indipendentemente dal numero di dipendenti.

Rosati: Marchionne finora ha innovato la forma, non la sostanza dei rapporti azienda-sindacato

Onorio Rosati
Sergio Marchionne è realmente “l’uomo dell’anno” e la strategia portata avanti dal gruppo Fiat attraverso il suo amministratore delegato è realmente “rivoluzionaria”?


Il segretario della Camera del lavoro di Milano che sulla vicenda Fiat subito precisa: “mi pare faccia notizia anzitutto perché riguarda l’ultima grande impresa manifatturiera rimasta in Italia, poi perché il confronto tra azienda e sindacati rimanda ad altre stagioni, come quelle “storiche” degli anni ’50 o degli anni ’80”.


Dunque Marchionne è realmente l’uomo che sta facendo voltare pagina al gruppo di Torino?


“L’amministratore delegato della Fiat vuole arrivare ad un nuovo modello di organizzazione e di relazioni coi lavoratori. La modalità con cui ha scelto di gestire il confronto è realmente irrituale, ma alla novità della forma non si accompagna alcuna novità nei contenuti”, che paiono a più di un osservatore molto vecchi. “Marchionne esclude chi non accetta la sua proposta, non offre margini di trattativa, non cerca in alcun modo soluzioni condivise come avviene invece in altri paesi europei come la Germania, “dove Siemens o Volkswagen hanno firmato contratti che prevedono una compartecipazione dei lavoratori alle scelte dell’impresa”.
Insomma, quella di Marchionne più che una rivoluzione è una restaurazione? “Dal suo punto di vista Marchionne cerca di aumentare la competitività della Fiat, ma lo fa escludendo il sindacato che ha la maggioranza relativa degli iscritti”, col rischio di dover fronteggiare un’infinità di ricorsi alla magistratura. “Occorrerà naturalmente attendere l’esito del referendum sugli accordi di Pomigliano e Mirafiori e nel caso di una vittoria dei sì prendere atto di quanto avvenuto e aprire una seria discussione in seno alla CGIL e alla Fiom”. Eppure dipingere la Fiom come un blocco monolitico incapace di dialogare con le controparti è una semplificazione fuorviante: “Vedo in Lombardia, dove ogni giorno la Fiom siede a tavoli di trattativa con aziende grandi e piccole e sigla regolarmente contratti aziendali, integrativi, fornisce il suo aiuto per gestire situazioni di crisi, con molta ragionevolezza”.

Referendum Fiat, cresce la tensione Stella a 5 punte contro Marchionne

"Marchionne fottiti". Questa la scritta comparsa nel centro di Torino contro l'a.d. della Fiat, accompagnata da una stella a 5 punte, firma tipica delle Br. La tensione è massima. A Roma lungo incontro tra le segreterie di Fiom e Cgil: si cerca una linea comune in caso di vittoria dei "sì" al referendum sul nuovo contratto il 13 e 14 gennaio. Landini: "Nessuna spaccatura". Camusso: il 28 in piazza

Massacrata di pugni e strangolata Il corpo nudo abbandonato in strada

Giallo ad Arluno. Una donna dell'età apparente di 30-40 anni è stata strangolata e poi abbandonata semi nuda in una strada ad Arluno, nel Milanese. Quando è intervenuto il 118 era ancora viva, ma è morta pochi minuti dopo

Il corpo è stato trovato vicino a dei giardinetti, in una via della cittadina ad ovest di Milano senza documenti addosso

Colmi