FOTO DI STABIA

lunedì 3 ottobre 2011

Tagliata la lamiera del primo dei due pattugliatori

Queste unità sono concepite per operare in mare aperto in condizioni particolarmente sfidanti e saranno impiegate per operazioni di ricerca e salvataggio, antinquinamento, antincendio e funzioni di controllo dell'immigrazione clandestina.
Si è tenuta oggi, presso lo stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia, la cerimonia di taglio della prima lamiera che dà il via alla costruzione della prima delle due unità multiruolo commissionate dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto per la Guardia Costiera Italiana.
Queste unità sono concepite per operare in mare aperto in condizioni particolarmente sfidanti e saranno impiegate per operazioni di ricerca e salvataggio, antinquinamento, antincendio e funzioni di controllo dell'immigrazione clandestina.
Potranno inoltre operare con funzioni di centro e comando di operazioni navali complesse.
Lunghe 94 metri, larghe 16, queste unità potranno raggiungere una velocità massima di circa 17 nodi,

con un'autonomia di oltre 3000 miglia, per un dislocamento a pieno carico di circa 3600 tonnellate.
Saranno in grado di ospitare a bordo un equipaggio di 20 persone, più 30 tecnici trasportati, con una capacità di imbarcare fino a 60 naufraghi.
Saranno inoltre dotate di quattro imbarcazioni veloci (gommoni a chiglia rigida, in gergo tecnico) in grado di raggiungere i 35 nodi di velocità ed essere impiegati in diversi tipi di missione e interventi d'emergenza.
Disporranno infine di un ponte di volo per elicotteri di tipo AB212 o AW139.
Le unità risponderanno ai più avanzati requisiti certificati dal Registro Italiano Navale (RINA) e dal team tecnico del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto.


Di: Vicedomini Vincenzo

giovedì 22 settembre 2011

I CINESI COSTRUIRANNO

Dopo Corea e Giappone - e seppure con un piano di lungo termine - anche la Cina punta a entrare nel business della costruzione delle navi da crociera, nicchia redditizia fino a questo momento nelle mani dell’industria europea e italiana in particolare (con Fincantieri).
Diventa quindi sempre più concreto il rischio che l’Asia estenda il dumping sulla navalmeccanica anche nel frangente, finora intoccabile, delle navi di lusso. Il progetto è reso noto dal portale cinese What’s on Xiamen ed è stato ripreso subito da alcuni siti specializzati, tra l’immobiliare pechinese Shan-Hai-Shu e la società di gestione del terminal di Xiamen - città cinese di fronte a Taiwan e importante polo crocieristico del Paese - per la costruzione «della prima nave da crociera da 100 mila tonnellate totalmente realizzata nel nostro Paese». La dimensione è quella standard di una nave da crociera da circa 2.500-3.000 passeggeri, esattamente come quelle che si vedono arrivare e partire nei nostri porti. I media cinesi fanno nomi e cognomi dei soggetti coinvolti nel piano, a partire dagli americani di Rccl, seconda compagnia crocieristica mondiale che tra l’altro il prossimo anno darà in noleggio per quattro mesi a una controllata della Shan-Hai-Shu una delle sue navi, la “Legend of the Seas” (63 mila tonnellate, 1.804 passeggeri), che avrà proprio in Xiamen il suo porto di arrivo e partenza.
Il ruolo degli americani, secondo i media cinesi, sarebbe quello di una consulenza su design e costruzione della nave. Da Miami confermano di aver «siglato un memorandum con Xiamen Port Holding e Cwc (controllata di Shan-Hai-Shu, ndr) e in Cina stiamo continuando a esplorare diverse opportunità di business con società private ed enti governativi» ma «non è stato raggiunto o siglato nessun accordo riguardo la costruzione di una nave da crociera».
In ogni caso non ci sarebbe solo Rccl: un incarico di supervisione sarebbe affidato a una società europea, la Deltamarin, che ha sede in Finlandia. Ma il progetto sarà firmato dalla China State Shipbuilding Corporation (Cssc), cioè da una delle più importanti industrie cantieristiche cinesi. Materialmente, invece, la nave sarà costruita nei bacini di Xiamen. L’unità è peraltro la punta dell’iceberg di un progetto mastodontico: 5 miliardi di dollari per rifare il waterfront di questa città, e trasformarla nel quarto scalo crociere del Paese, dopo Shanghai, Tianjin e Hong Kong - tutti home-port di Royal Caribbean. Una mole d’investimenti che giustifica l’asse tra gli immobiliaristi cinesi e la compagnia di navigazione americana.
“China Xiamen” (questo il nome della nave) è inoltre l’ultimo, preciso segnale del fatto che i costruttori asiatici stanno preparando il terreno per entrare sul mercato. I coreani di Stx hanno rilevato in Europa, ormai tre anni fa, i cantieri Aker, peraltro giusto prima che la crisi economica affossasse l’intero settore.
I giapponesi della Mitsubishi incassarono uno sfortunatissimo ordine per due navi nel 1999 da P&O: unità che vennero consegnate a Carnival solo nel 2004. Ad agosto di quest’anno la compagnia di Micky Arison ha deciso di puntare di nuovo sul Sol Levante, con due ordini per nuove unità da costruire per Aida, società che tra l’altro rientra sotto l’ombrello di Costa Crociere. Adesso è il turno della Cina: finora qualche trattativa, ma si sa che a Pechino su queste cose vanno molto veloci.

domenica 18 settembre 2011

tagli dei collegamenti per i siti produttivi di Fiat e Alenia Pomigliano

Carlo De SimoneIN MERITO ALLA DECISIONE PRESA DA EAVBUS E SITA DI TAGLIARE LE CORSE OPERAIE PER IL COLLEGAMENTO CON GLI STABILIMENTI DI POMIGLIANO D'ARCO (FIAT E ALENIA),STIAMO PRENDENDO LE FIRME A TESTIMONIANZA DI QUANTE PERSONE SONO STATE DISAGIATE.SEGUIRA'ENTRO MARTEDI A CASTELLAMMARE DI STABIA UNA RIUNIONE CON IL GRUPPO CONSILIARE DEL PD A PREPARAZIONE DELL'INCONTRO CON CASILLO DEL PD, PER DISCUDERE E PIANIFICARE IL PERCORSO DA FARE.E' GRADITA LA FIRMA E' LA PARTECIPAZIONE DI TUTTI. PER INFORMAZIONI TELEFONARE AL N°3281164379.SEGUIRA CONFERMA LUOGO E ORARIO DELLE RIUNIONI.




Di: Carlo De Simone

sabato 17 settembre 2011

Sciopero dei comuni contro la manovra, Bobbio dice no

Sciopero dei comuni contro la manovra, Bobbio dice noIl 15/09  i comuni hanno scioperato in segno di protesta contro i tagli ai fondi destinati agli enti come ha stabilito la manovra del governo, linea che l’Anci, presieduta in Campania dal sindaco di Portici Vincenzo Cuomo, ha deciso di perseguire per evitare ulteriori tasse ai cittadini. Si tratta di una decisione che però non trova d’accordo tutti i sindaci, tra questi il primo cittadino di Castellammare di Stabia Luigi Bobbio che ha dichiarato in una nota: “Non intendo aderire per nessuna delle motivazioni addotte e in nessuna forma al cosiddetto sciopero dei sindaci proclamato dall’Anci. Non ritengo di stracciarmi le vesti per i tagli alle rimesse governative, convinto come sono che anch’essi rappresentano uno strumento utile per poter finalmente mettere in campo modelli virtuosi di gestione degli Enti locali. Non mi piacciono i continui tentativi di ricerca del consenso a qualunque costo, anche attraverso la difesa di stili di amministrazione locale troppo spesso basati sullo sperpero, e quelli di scavalcamento a sinistra, nell’attacco al Governo, anche da parte di alcuni sindaci di centrodestra, tanto più se iniziative del genere sono animate o volute dai purtroppo ancora numerosi adepti del partito della spesa e del partito del consenso raggranellato con essa”.

Fincantieri: Fim, Fiom e Uilm a Romani, riconvocare tavolo nazionale

Fim, Fiom e Uilm stanno preparando una lettera da inviare al ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, sulla vertenza Fincantieri. Secondo quanto apprende Radiocor, le sigle metalmeccaniche hanno intenzione di sollecitare la convocazione urgente del tavolo nazionale di confronto. I sindacati infatti vorrebbero che la discussione sul futuro industriale e occupazionale dei singoli siti non si limitasse al livello di tavoli locali ma si riportasse al piano di confronto nazionale, come era stato concordato nell'incontro del 3 giugno, quando i vertici del gruppo navalmeccanico aveva annunciato il ritiro del piano industriale.

Indignatevi!!

Hanno il coraggio di raccontarci che lo Stato non è più in grado di sostenere i costi di queste misure per i cittadini. Ma com'è possibile che oggi manchi il denaro necessario a salvaguardare e garantire nel tempo tali conquiste, quando dalla Liberazione, periodo che ha visto l'Europa in ginocchio, la produzione di ricchezza è considerevolmente aumentata? Forse perché il potere dei soldi, tanto combattuto dalla Resistenza, non è mai stato cosi grande, arrogante, egoista con i suoi stessi servitori, fin dalle più alte sfere dello Stato. Le banche, ormai privatizzate, dimostrino di preoccuparsi anzitutto dei loro dividendi e dei stipendi vertiginosi dei loro dirigenti, non certo l'interesse generale. Il divario tra i più poveri e i più ricchi non è mai stato cosi significativo; e mai la corsa al denaro, la competizione, erano state a tal punto incoraggiate.


sabato 3 settembre 2011

L'italia e la sua manovra


Dal 94' ad oggi si è perso il blocco sociale democratico che deteneva questo governo di centro destra,la lega non è più un solo corpo ma sono più corpi. Lo stesso Pdl tiene la sua scissione con il Fli. Ma questo governo ai suoi inizi nel cuor suo pensava di diventare attraverso il premier un Governo "diddatore", anche Indro Motanelli lo diceva.
Ma la sinistra può essere alternativa? O non esiste la sinistra, con tutti questi fallimenti interni a partire da Rifondazione Comunista al PD. Ma quale può essere l'alternativa a questo Governo?
Se si basa su consensi del 2001, ora si sta solo pagando uno scotto che alle lunghe e ricaduto sul popolo. Ma alla fine, l'Italia non si può tenere in Europa con i soli numeri pari dei due schiarimenti, ma bisogna tenerla con progettualità alla pari degli altri paesi. Io mi auguro che questo governo o chi forse lo sostituirà non porterà gli italiani verso un fallimento dell'euro attuando una manovra che sia solo un'alibi per annullare i debiti verso le banche, mentre la verità non è lontano dalla recessione di un paese. 




venerdì 2 settembre 2011

La Fiom espulsa


La Fiom espulsa dalla Fiat come non avveniva dai tempi del fascismo.
Gli operai della Chrysler nell'America di Obama costretti a comprare coi propri fondi pensione un posto
di lavoro con paga dimezzata e divieto di sciopero .
I giovani operai cinesi della Foxcon costretti a dichiarare, come condizione di assunzione, che
rinuncieranno a suicidarsi e che le loro famiglie in caso di suicidio non chiederanno danni all'azienda.
Milioni di lavoratori europei sbattuti su una strada dopo decenni di sfruttamento o privati delle protezioni
sociali perchè i loro soldi servono a finanziare quelle stesse banche strozzine che li impiccano a mutui
insostenibili. Mentre le giovani generazioni sono private del diritto al lavoro- o a un lavoro degno- e
persino allo studio.
Intanto milioni di migranti, in fuga dalla fame o dalla morte prodotte dallo sfruttamento occidentale delle
loro terre, trovano proprio in Occidente il bastone del ricatto e della discriminazione più odiosa, sotto la
spinta di un veleno xenofobo e reazionario che in Europa non si vedeva da quasi un secolo.
Queste nuove regole del mondo moderno- tanto esaltate dai campioni della cosiddetta "borghesia
buona"- ci parlano della crisi dell'umanità. Questa è la vera "catastrofe". La catastrofe non sta nei puri
dati economici della crisi, su cui verrò, e tanto meno nell'improbabile "crollo" del capitalismo. La
catastrofe sta nella sopravvivenza quotidiana del capitalismo: di un sistema sociale che ha esaurito ogni
funzione storica progressiva e che trascina nel proprio fallimento la condizione dell'umanità,
condannando il mondo ad una regressione storica.
Per questo la rivoluzione socialista internazionale è l'unico orizzonte realistico di progresso. E noi siamo
orgogliosi di appartenere a quella corrente rivoluzionaria internazionale che non solo non si è mai arresa
e non si arrende alle regole del mondo del capitale, ma le vuole rovesciare. Perchè l'umanità riconquisti
il proprio futuro e innanzitutto il diritto a deciderlo.Perchè se i Marchionne hanno bisogno degli operai, gli
operai non hanno bisogno dei Marchionne.  

di ROLANDO CARDONE

L'assemblea dei lavoratori


L'assemblea inizia con un intervento introduttivo che delinea l'attuale fase politica.
Elemento centrale di partenza è la crisi economica che sancisce o meglio aggrava l'irreversibilità del fallimento del sistema capitalistico.
Una crisi globale , derivante da un non lontano 2007 , che ha visto il salvataggio del sistema bancario , entrando perfino in contaddizione
con gli stessi principi liberisti, da parte degli stati cosiddetti "sovrani". Siamo arrivati al 2011 ma a dispetto delle parole di Berlusconi, nelle quali
si diceva che la crisi era ormai un ricordo lontano , non ci sono stati segnali di ripresa in quanto il debito del sistema finanziario bancario è stato trasferito
ai debiti pubblici degli stati che ora rischiano seriamente di implodere(vedi la Grecia) nelle mani delle banche strozzine che detengono la stragande maggioranza dei debiti sovrani. Per questo motivo non c'è da sorprendersi se questa ultima manovra che il governo sta portando a termine , abbia come vero obbiettivo il pagamento dei debiti nei confronti degli istituti di credito internazionali. D'altronde queste scure che si abbatteranno sulle classi meno abbienti vedranno una macelleria sociale di un sistema , il cosidetto welfare state, già in profonda crisi in tutti i suoi settori(sanità, trasporti, scuola,pubbl. amminist, sistema assistenziale ect).
La risposta delle cosidette forze poltiche di opposizione istituzionale vede il lampante compromesso che si cerca a tutti i costi di ottemperare , pur di salvare gli interessi degli stessi settori confindustriali ed addirittura con le stesse forze politiche reazionarie della destra.
Ancora piu gravi sono le balbettanti risposte di Fds e di Sel che invece di distanziarsi completamente dalle politiche del Pd , cercano in tutti i modi di barattare, chi con piu credibilità e chi meno, un posto istituzionale nel futuro governo del centro sinistra post Berlusconi . Insomma si svendono per un piatto
di fagioli! Inoltre la crisi non investe solo il mondo politico ma investe ma è presente anche in quello sindacale. Criminoso è stato l'accordo del 28 Giugno che ha visto la Cgil, targata Camusso, vendere su un piatto d'argento tutte le conquiste del movimento operaio, firmando un accordo con la Confidustria e i suoi vassalli Cisl, Uil e Ugl. Ebbene dobbiamo tener presente che affermare con grande forza che in questo attuale momento non si può piu delegare le decisioni e i compromessi alle burocrazie sindacali , anzi si deve combattere per affermare la prospettiva di una rappresentanza sindacale dal basso che veda il grande protagonismo dei lavoratori per la salvaguardia dei propri posti di lavoro ed adoperare tecniche di lotta come le occupazioni ora piu che mai fondamentali.
Per questo motivo si deve mirare all'autorganizzazione ed alla formazione di una piattaforma programmatica che sappia rivendicare una grande assemblea
di tutte le forze che subiscono i costi della manovra , al di là delle proprie sigle sindacali di appartenenza.

Per quanto riguarda lo Sciopero Generale del 6 Settembre indetto sia dalla Cgil che dai sindacati di base su due piattaforme programmatiche completamente differenti, infatti quella sottoscritta dalla burocrazia Cgil non mette in discussione gli accordi del 28 Giugno e cerca in tutti i modi
di chiudere tutte le valvole di sfogo che possono aprirsi quando la manovra prenderà corpo. Altro punto centrale che la burocrazia Cgil si appresta a
fare è quella dell'acconsentimento dell'investitura che si vuole consegnare al prossimo governo tecnico di centro sinistra che avrà la benedizione di una larga parte della Confindustria e dei banchieri. Dall'altro campo , ossia da quello del sindacato di base, se si può considerare un passo avanti la volontà di manifestare lo stesso giorno (anche se in piazze diverse) dimostrando un'unità anche fra le stesse componenti (Usb,Slai Cobas, Cobas Confederazione, Orsa, Snater ect) , dobbiamo tener presente che la straordinaria violenza del padronato non permette la frammentazione dello stesso movimento di lotta dei lavoratori, per questo motivo combattiamo tutti i settarismi della varie burocrazie che tendono ad isolarsi dai lavoratori della Cgil ed a questi ultimi dobbiamo far capire che solo l'unità , la radicalità nelle lotte contro padroni e burocrazie può portare risultati concreti. Alla violenza del padronato si deve rispondere con un violenza contraria ed opposta dei lavoratori sotto le insegne degli insegnamenti rivoluzioni capaci di saper strappare veri risultati.

domenica 28 agosto 2011

MALEDETTO L A D R O ! ! !

L’avvocato Felice Crosta si è battuto per un paio d’anni, ma alla fine è riuscito nel suo intento. L’ex presidente dell’agenzia dei Rifiuti potrà godersi una pensione d’oro, ben 1.369 euro al giorno. Attenzione:non al mese, al giorno. E’ questo il contenuto della sentenza pronunciata dalla Corte dei Conti. Insomma, in tempi di tagli alle spese, suona alquanto strano e soprattutto contraddittoria questa notizia. Tuttavia, Crosta insiste dicendo che quei soldi gli spettano e che non voleva rinunciarvi. Infatti, ciò era stato previsto da una legge della Regione siciliana, la quale era stata oggetto di approvazione ai tempi del governatore Cuffaro. Facendo due conti, Crosta riceverà una pensione mensile che si aggira a cifre record, ben 41.600 euro lordi. Facendo un paragone, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano percepisce un’indennità annuale di circa 220 mila euro, oppure facciamo l’esempio di Carlo Azeglio Ciampi, il quale prima di entrar a far parte del Quirinale, si fece garantire una pensione mensile di 34 mila euro. E’ possibile aggiungere che in base ai dati forniti da l’Espresso nel 2008, agli ex presidenti della Consulta, Romano Vaccarella e Gustavo Zagrebelsky, erano state attribuiti assegni di quiescenza pari a 25.097 e 21.332 euro ogni mese. In pratica, in base a questi dati Felice Crosta si appresterebbe a ricevere la medaglia d’oro del dipendente pubblico più pagato all’interno del territorio italiano. Inoltre, ha conquistato un altro record, ebbene sì, ha sfondato il tetto ai trattamenti previdenziali «obbligatori» che era stato previsto nell’ottobre del 2003 da parte del consiglio dei ministri: 516 euro al giorno. Durante il corso degli ultimi dieci anni, Crosta ha cercato di gestire il problema dell’emergenza rifiuti in Sicilia. Anche se pare non sia riuscito a risolverla del tutto: gli Ato, cioè gli organismi incaricati di garantire il servizio di raccolta e smaltimento, hanno messo da parte un debito che si aggira ad un miliardo di euro, in più la gara per i termovalorizzatori è stata oggetto di annullamento con un provvedimento emesso da parte dell’Unione europea e i cassonetti strabordanti vengono paragonati a quelli presenti in Campania. Anche se gli insuccessi non sono di certo mancati per Crosta, nel marzo del 2006 l’ex governatore Salvatore Cuffaro ha deciso di concedergli dei compensi alle stelle, cifre che hanno sfiorato i 460 mila euro. La notizia dell’assegno mensile record non ha certo ricevuto ampi consensi, specialmente da Raffaele Lombardo, a capo della Regione Sicilia. In più, oltre alla beffa anche il danno, difatti oltre all’assegno mensile, l’ente si vedrà costretto a riconoscere a Crosta circa un milione di arretrati e la somma circa la rideterminazione del Tfr. Inizialmente, l’amministrazione aveva riconosciuto solamente 219 mila euro all’ex presidente, così Crosta si era rivolto alla Corte dei Conti al fine di ottenere il riconoscimento del suo diritto. In alcune dichiarazioni rilasciate da Crosta, l’ex dirigente ha affermato che quel denaro non è di certo un regalo, ma la giusta retribuzione per un lavoro che ha avuto la durata di ben 45 anni. L’unica chance rimasta alla Regione siciliana attualmente con i conti in rosso (ben due miliardi di deficit) è quella di proporre appello contro la sentenza pronunciata dalla Corte dei conti. La pensione di Crosta risulta essere l’ennesimo peso aggiunto alla spesa previdenziale, infatti sono oltre 560 i milioni da pagare per garantire le pensioni ad un’armata di ex dipendenti (14.917). Queste spese a cui la Regione siciliana deve far fronte, pesano tutte su di essa, dato che non ha ancora attivato un fondo quiescenza, anche se lo ha istituito per legge. In più, la Regione sta continuando a fornire pensioni a tutti quelli che riescono a dare prova di avere un parente infermo di cui prendersi cura. Questa rappresenta un’estensione della legge n. 104, che ha premiato ben 700 impiegati andati a riposo con 25 anni di anzianità (per le donne sono sufficienti 20). Situazione di cui ha profittato anche l’ex segretario generale Pier Carmelo Russo, il quale a dicembre, in seguito al pensionamento, ha ottenuto la carica di assessore regionale da parte del govenatore Lombardo.

Colmi