FOTO DI STABIA

venerdì 31 dicembre 2010

Raid del Pdl a casa Vendola, Nichi cade dalle scale


"Non ho trascorso una bella nottata perché giovani del Pdl hanno pensato bene di venire a molestare il Presidente della Regione a casa sua immaginando che un'abitazione privata possa essere una specie di protesi della lotta politica": a denunciare l'accaduto è stato lo stesso Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola all'inizio della sua conferenza stampa di fine anno.
"E' stata una nottata antipatica ed alcuni giovani sono stati identificati dalle forze dell'ordine - ha aggiunto Vendola - ognuno ha il diritto al sonno e nello spavento notturno sono anche caduto perle scale e per questo mi vedete cosi' claudicante. Ho scelto di vivere nel centro storico del mio Paese di fronte al mercato, e non in una villa residenziale separata dal popolo - ha concluso - e penso che continuero' cosi'. Spero che i giovani del Pdl abbiano motivo di imparare le regole della lotta politica".
RADIO PADANIA - "Ho sentito al telegiornale la notizia che Nichi Vendola è stato svegliato nel cuore della notte da alcuni manifestanti del PdL e che è cascato dalle scale. Purtroppo non ha avuto danni permanenti». Con queste parole, pronunciate ridacchiando, la notizia dell'aggressione al leader di Sinistra ecologia e libertà Nichi Vendola è stata data dall'emittente della Lega Nord Radio Padania. A parlare era Marco Pinti, giovanissimo (ha 25 anni) consigliere provinciale della Lega a Varese.
LA REPLICA - "Io auguro piena salute e lunga vita a tutti i miei avversari politici, perché‚ penso di doverli battere sul piano politico. Immaginare la disgrazia fisica dei propri avversari è un segno della piccineria morale e intellettuale impressionante". Così Nichi Vendola, intervistato da Repubblica tv, stigmatizza il modo con cui Radio Padania ha dato la notizia dell'aggressione subita nella sua casa in Puglia.
SOLIDARIETA' A VENDOLA - "Esprimiamo la nostra solidarieta' a Nichi Vendola per l'incidente di cui e' stato vittima questa notte. I carabinieri e gli inquirenti chiariscano i particolari del comportamento di quanti hanno manifestato sotto casa del presidente della regione Puglia. C'e' un clima politico teso nel paese, ogni episodio di intolleranza, piccola o grande che sia, va respinto con fermezza". Lo affermaEmanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd. "Esprimo vicinanza e solidarieta' a Nichi e provo sdegno per quel che e' accaduto. Si indaghi per capire". Lo afferma, in una nota, Enrico Letta, vicesegretario del Partito Democratico.
"Esprimo a nome di tutta l'Italia dei Valori sentita solidarieta' per l'odioso episodio di cui e' stato vittima Nichi Vendola. Ci auguriamo che le forze dell'ordine e gli inquirenti facciano luce quanto prima sul grave episodio. Stupisce ed addolora che nessuno nella maggioranza abbia sentito l'urgenza di condannare tale gesto e di prendervi le distanze". Lo dichiara in una nota Massimo Donadi, capogruppo di IDV alla Camera. Solidarietà anche dal presidente della Provincia di Bari e dell'Upi di Puglia, Francesco Schittulli (Pdl): "Ogni espressione di violenza, anche se verbale, non trova giustificazione alcuna all'interno e fuori delle logiche civili della politica e, quanto accaduto, è un atto del tutto deprecabile e ingiustificato". (
Polemico il senatore del Pdl, Maurizio Gasparri, presidente del gruppo al Senato, che in una nota in cui sottolinea "l'indadeguatezza della sinistra italiana" parla anche di "teatrale vittimismo di Vendola". "Il problema della democrazia e' la palese inadeguatezza della sinistra italiana. Il Pd vive una crisi irreversibile. Decine di parlamentari con la valigia in mano sul piede di partenza. I cattolici mortificati e costretti a subire i diktat laicisti. Bersani tritato dalla demagogia e dal teatrale vittimismo di Vendola. Sull'universita' il Pd preferisce i baroni al futuro. Alla Fiat subisce l'ottusita' di Fiom-Cgil contro posti di lavoro e piu' salario proposti da Marchionne. Il Pd non e' un partito e' un reperto del passato. Non offre alternative. Solo il nulla e l'odio. Che spettacolo deprimente. Rottamarlo, come propongono al suo interno, sarebbe saggio. Fingera' di esistere, dimostrando che non c'e' alternativa al centrodestra".

LEGA PRO - SCANDALO IN LEGA PRO PER LE SCOMMESSE: L'OMBRA DELLA CAMORRA

“Durante la stagione calcistica 2008/2009, il nostro circuito, non ha accettato scommesse sul campionato di serie C”. È il 22 novembre quando Bruno Lener, 47enne calabrese di Vibo Valentia, viene sentito (come persona informata sui fatti) dal pm napoletano Pierpaolo Filippelli. Lener è il direttore commerciale della “Intralot”, gruppo che si occupa di scommesse sportive, ha sede in Grecia ed è presente in 50 nazioni, tra cui l’Italia, dove è sbarcato nel 2007. La procura di Napoli – i pm Filippelli, Claudio Siragusa e il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo con l’ausilio del Nucleo investigativo dei Carabinieri di Torre Annunziata – stanno concentrando l’indagine su Intralot per comprenderne i legami con la camorra. In ballo non c’è soltanto il giro di scommesse sulle partite di calcio: c’è la manipolazione dei campionati. Vogliono capire quanto i clan abbiano influito, e stiano ancora influendo, sui risultati dei tornei. C’è una traccia fin troppo evidente: il banco scommesse che salta per tutto – o gran parte – il campionato di Lega Pro (la ex serie C), come spiega Lener, che aggiunge: è una scelta adottata anche dai nostri concorrenti. Ma non è l’unica traccia. Accade – per esempio – che un calciatore italiano, mezz’ora prima che l’arbitro ne fischi l’inizio, conosca il risultato d’una partita della massima divisione tedesca, la Bundesliga: una delle 200 partite sospette che l’Uefa considera “la punta dell’iceberg” del “più grande scandalo del calcio europeo”. E soprattutto : c’è un precedente. L’inchiesta – che è in pieno sviluppo e alza il tiro di giorno in giorno – prende spunto da un incontro “truccato” il 5 aprile 2009. Campionato di Lega Pro: Juve Stabia-Sorrento 1 - 0. Per questa partita – e per altri fatti di camorra – a ottobre sono state arrestate 22 persone. E il direttore commerciale di Intralot spiega: “Quando sono venuto a conoscenza della combine tra la Juve Stabia e Sorrento ne ho parlato con Maurizio Lopez”. 
La società greca al centro dell’inchiesta
LOPEZ – oggi indagato per associazione per delinquere – è un profondo conoscitore della “borsa” delle scommesse: “È il responsabile della direzione quote e rischio della Intralot”, spiega Lener. “In sostanza – prosegue – è lui e il suo staff che si occupano di creare le quote e di farle ‘evolvere’ durante la settimana e, successivamente, di accettare o meno le ‘grosse’ scommesse”. Ed ecco cosa risponde Lopez a Lener sulla partita truccatatraJuveStabiaeSorrento:“Lopezmihadetto – racconta il direttore commerciale di Intralot – che non solo non avevamo raccolto scommesse su quella partita, ma non avevamo accettato giocate per tutto quel campionato o, comunque, per un rilevante periodo. Lopez mi disse che era stato lui stesso, dall’analisi che aveva fatto delle puntate,edaunaseriediinformazioniinsuopossesso, a ritenere che gli eventi calcistici erano falsati e a segnalare, informalmente, questa circostanza ai Monopoli di Stato. Precisò che l’indirizzo scelto da Intralot era stato seguito anche dai nostri concorrenti”. Se quanto dice Lener è vero, i Monopoli di Stato, sapevano che i campionati potevano essere stati falsati: sarebbe stato proprio Lopez, sebbene “informalmente”, ad avvertirli. Non solo: oltre Intralot, per gli stessi motivi, anche altri gruppi avrebbero evitato giocate per partitesospette.MaèsuIntralotchelaprocuradi Napoli, per il momento, ha puntato l’attenzione. Il gruppo Intralot ha sede in Grecia, è quotata in Borsa ad Atene, dichiara d’essere attivo in 50 Paesi ed è sbarcato in Italia nel 2007, dove gestisce circa600puntivendita(15diproprietà,ilrestoin franchising). Intralot Italia, nel 2009, può vantare ricavi per 220 milioni di euro, ma è ancora in perditaper2,2milioni,sebbeneincrescita,vistoche nel 2008 ne perdeva 9,2. La quota di mercato italiano di Intralot è per il momento relativamente modesta: il 5,4 per cento. A marzo è cresciuta fino al 5,6. Non possiamo quindi parlare di un gigante, se raffrontiamo i 220 milioni di ricavi con l’intero volume d’affari delle scommesse sportiveche,inItalia,nel2009,hatoccatoi4miliardidi euro. Un mercato in crescita – nel 2003 ammontava a 1,2 miliardi – ma che ha subìto una battuta d’arresto proprio nel 2009. Nel 2008 era cresciuto del 50,8 per cento sul 2007, l’anno scorso è aumentato solo dell’1 per cento rispetto al 2008. Un mercato dominato da tre operatori storici – Snai, Lottomatica e Sisal – dove è molto difficile conquistare spazi. E infatti Intralot si sta interessando anche alle videolotterie, un’evoluzione delleslotmachine,epuntaall’aperturaditre“mini casinò”. Ma l’attenzione degli inquirenti è concentrata sulle scommesse e sulle frodi sportive. C’è un sospetto: questa vicenda può essersi spinta oltre i confini della Campania. La camorra potrebbe aver conquistato altre regioni e altri campionati. E quello tra Juve Stabia e Sorrento, potrebbe essere il canovaccio di altri episodi, quindi torniamo al 5 aprile 2009 e all’incontro “truccato”. “Una piscina senz’acqua, una coca-cola senzaghiaccio,unprofessionistaserio,sì,maforsesfortunatooqualcunodiceimpreparato .Nella ripresa è fatale una sua respinta goffa e corta su punizione di Grieco. Mineo insacca un gol che nemmeno nei suoi sogni era riuscito a realizzare”. Il cronista sportivo Roberto Fiorentino chiude la sua pagella con un 4 e mezzo: voto da bocciatura, per il portiere Vitangelo Spadavecchia, ex nazionale under 20, autore d’una respinta talmente goffa da risultare un assist delizioso per l’attaccante della Juve Stabia.
Una farsa non una partita
OLTRE al quattro e mezzo, però, con la sua papera, Spadavecchia avrebbe incassato anche un bel po’ di soldi: da uomini legati al clan d’Alessandro di Castellamare di Stabia. Soldi che avrebbe fatto fruttare, quello stesso giorno, scommettendo circa 20mila euro sulla sconfitta della sua squadra. E proprio quella scommessa rassicurò gli uomini del clan, che su Spadavecchia avevano investitopertruccarelapartitaeche,nelfrattempo ,attraversounprestanome,gestivanoanchele giocate del centro Intralot di Castellamare di Stabia. Ed ecco che le due storie – la partita truccata e il giro di scommesse – s’intrecciano davanti agli occhi degli investigatori. In questa fase, gli uomini chiave, sono quattro.
“Le indagini – scrivono gli inquirenti – hanno dimostrato che Cristian Biancone ha organizzato, con Francesco Avallone e con la collaborazione di Michele Scannapieco, la combine di incontri calcistici in almeno tre occasioni – a una delle quali ha partecipato Spadavecchia”. Tutti indagati per frode sportiva e associazione per delinquere. E quindi: gli incontri truccati, individuati dagli investigatori a ottobre, sono almeno tre. Di uno solo, per il momento, v’è certezza: quello tra Juve Stabia e Sorrento. Ma chi sono i quattro uomini citati dalla procura? Cristian Biancone – arrestato a ottobre e rilasciato pochi giorni fa – è un calciatore romano, nato a Colleferro 33 anni fa, con un passato da attaccante professionista nei campionati di serie B e C. Vitangelo Spadavecchia–indagatomanonarrestato–oggièportiere dell’Andria calcio in prima divisione. E fin qui siamo nell’ambito delle scarpette chiodate. Michele Scannapieco è il primo anello di congiunzione con la Intralot: è il gestore del centro scommesse di Sorrento. “Il punto Intralot di Sorrento – dice Lener al pm Filippelli – era gestito da entrambi i fratelli Scannapieco, con i quali ho avuto modo d’interloquire”. Lener, quindi, conosce bene uno dei quattro indagati per la frode sportiva. “Non so chi sia Francesco Avallone – aggiunge – non è certo un nostro dipendente, né con lui abbiamo mai avuto nessuna relazione commerciale”. Il punto è che Avallone aveva una stretta relazione commerciale con il gestore Intralot di Sorrento e Castellammare di Stabia: alla gestione ufficiale delle scommesse con il marchio Intralot, infatti, s’affiancava una gestione clandestina. “Ad Avallone e Michele Scannapieco – scrivono i pm – è affidato il compito di veri e propri registri di raccolta delle scommesse clandestine sugli incontri sportivi, di cui tengono la contabilità”. Ma chi controlla, nei fatti, i centri Intralot di Sorrento eCastellammarediStabia?UnuomodelclanD’Alessandro: Paolo Carolei. “Esponente di spicco della criminalità organizzata campana già a partire dagli anni Ottanta – scrivono i pm – al quale sono conferiti diretti poteri gestionali, in relazione al riciclaggio e al re-investimento dei proventi illeciti acquisiti dal clan D’Alessandro. Costituisce la mente finanziaria della cosca. Ha acquisito, anche tramite prestanomi, il controllo e la gestione diretta di due punti scommesse del circuito Intralot”.
Il primo cerchio si chiude
E COSÌ il primo cerchio si chiude: la camorra – sostienel’accusa–hainteresseacontrollareidue punti Intralot perché sono un ottimo canale di riciclaggio e re-investimento dei capitali illeciti. EdèproprioildirettoregeneralediIntralotaspie-gare che i centri scommesse sono delle miniere. Gli investigatori l’avevano scoperto già con le intercettazioni: “Il Corner di Cascone è uno dei nostri punti vip - dice al telefono Concetta Falcone - l’anno scorso ha fatto quattro milioni e mezzo di euro”. Concetta Falcone – indagata per associazioneadelinquere–èunelementochiaveinquesta vicenda: “Riveste la qualifica di ‘responsabile commerciale di area’ per le province di Napoli e Salerno – spiega Lener ai pm – e il suo compito è quello di individuare i nuovi gestori. Compito della Falcone è tutelare l’interesse dell’azienda, evitando che tramite la rete Intralot siano organizzate e gestite scommesse clandestine”. Obiettivoperfettamentefallito.Quantoalfatturato,Lener precisa: “Il punto scommesse di via Pioppaino, dalla sua apertura nel 2007, aveva fatturato moltisoldi.Possodirechesitrattad’unacifrapari a quasi 10 milioni di euro”. E negli atti dell’inchiesta i pm non mostrano dubbi: per l’agenzia scommesse Intralot di Via Pioppaino a Castellammare di Stabia, gli inquirenti parlano di un volume d’affari “direttamente riconducibile alla titolarità effettiva di Paolo Carolei”. Lener però – messo alle strette dall’evidenza delle intercettazioni e degli atti d’indagine – aggiunge un’ulteriore considerazione: “Leggendo l’ordinanza ho ricavato il convincimento che, effettivamente, ci fosse un giro di scommesse clandestine in questa vicenda (...). Addirittura mediante la falsificazione, sulle ricevutedigioco,dellogoIntralotediquellidelle altresocietàconcessionarie.Sitratta,insostanza, della nuova frontiera delle scommesse clandestine per via telematica”. Che ci fosse un “giro di scommesse clandestine”, in realtà, Lener doveva averlo compreso già da tempo e ben prima di leggere l’ordinanza: “La Falcone mi aveva denunciato, verbalmente, la possibilità concreta che il punto Intralot gestito dai fratelli Scannapieco utilizzassedeisoftwarepercontraffareititolidigioco e, dunque, per organizzare e gestire scommesse clandestine. Contestammo verbalmente questa cosa agli Scannapieco, Alberto e Michele, dicendo loro che, in presenza d’una prova concreta, li avremmo denunciati”. Eppure di prove concrete, stando agli atti dell’indagine, Concetta Falcone già doveva averne accumulate parecchie: secondo l’accusa, all’interno dell’associazione per delinquere, aveva un ruolo preciso: “Smistare, almeno in parte, sul circuito legale delle scommesse le eventuali perdite subìte dall’organizzazione in caso di grosse vincite, da parte degli scommettitori, che avevano effettuato puntate vincenti avvalendosi del sistema clandestino”. In altre parole esisteva una sorta di sistema parallelo: da un latolescommesseufficiali,dall’altrolescommesse clandestine. In caso di vincita, incassava il sistema clandestino, in caso di perdita, pagava Intralot. E l’anello di congiunzione era Avallone, il quarto uomo che Lener dice di non conoscere. Lo stesso che si occupa di truccare la partita tra Juve Stabia e Sorrento. E – sempre secondo l’accusa–almenoaltredue.ÈintercettandoAvallone che i pm s’imbattono nell’attaccante Biancone.
Un attaccante molto informato
SCOPRONO che – inspiegabilmente – avrebbe conosciuto in anticipo persino il risultati della Bundensliga: “Senti – dice Biancone ad Avallone – hanno fatto un numero in Bundesliga, mica da ridere (...). Hanno fatto un capolavoro proprio! (...) Io l’ho saputo mezzora prima!”. “E che partita?”, chiede Aavallone. “Bochum e Energie Cottbus... lo sapevano già che finiva uno la partita, però, fino a venti minuti prima della partita, non c’è stato un euro puntato sopra! (...). I primi venti minuti che iniziasse la partita, hanno scaricato 1 milionee280milaeuro(...).Comeandavainvantaggio la squadra di casa, in live, scaricavano ancora trenta, quarantamila, sull’uno!”. Come facesse Biancone a sapere il risultato in anticipo resta ancora un mistero. Ciò che è più chiaro – a giudicare dalle intercettazioni – è invece il suo ruolo di intermediario nel truccare le partite. Gli investigatori parlano di “tre combine”. La prima emerge a dicembre del 2008 quando “Biancone contatta Avallone perché ha da riferigli ‘buone notizie’”, scrivono i pm. “Scannapieco (il gestore di Intralot, ndr) contatta Avallone per sapere cosa trattassero le belle notizie – scrive l’accusa – e l’A-vallone riferisce che Biancone ha prospettato la possibilità di indirizzare il risultato finale di un incontro sportivo, con la complicità di quattro calciatori, pagando la somma anticipata di 25 mi-la euro a un intermediario di Bari”. Continuando a intercettare scoprono il trucco su Juve Stabia-Sorrento: “La situazione è come facciamo semprelevolte”,diceAvalloneaBiancone,“iogli ho detto più o meno cosa si deve fare... e vedi tu cosa puoi fare! Metà e metà ... vedi tu come puoi fare ... parla con loro”. L’affare va in porto, come dimostrano da un lato le intercettazioni, dall’altro la “papera” di Spadavecchia, portiere del Sorrento calcio che, prima della partita, decide di puntare sulla sconfitta della sua stessa squadra: “Ha prenotato 20 mila euro sull’uno”, si dicono Avallone e Scannapieco, “ha detto che quello, Spadavecchia, ha prenotato 20mila. Perciò, se Spadavecchia ha giocato già con i 20 mila, mica si può tirare indietro? Se lo ha fatto il portiere, che cosa dobbiamo fare più?”

CAPODANNO: SEQUESTRO PESCE CONGELATO SCADUTO DAL 2007

 La Guardia costiera di Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, nel napoletano, ha rinvenuto circa 26 tonnellate di pesce con gelato scaduto all'interno di un centro di lavorazione e distribuzione di prodotti alimentari all'ingrosso di Nola in via Boscofangone. L'ingente quantitativo di prodotto ittico non commerciabile era quasi sicuramente pronto per essere immesso illegalmente sul mercato per Capodanno. Il pesce, con data di scadenza anche del 2007, e' stato immediatamente sottoposto a sequestro, mentre i gestori dello stabilimento sono stati denunciati per le ipotesi di reato di frode in commercio e detenzione di prodotti alimentari in cattivo stato di conservazione 

LETTERA DI SOLIDARIETA’ AL SINDACO BOBBIO

 
La “Casa della Pace e della Nonviolenza”-Asharam Santa Caterina esprime la più totale solidarietà all’On.Sindaco Luigi Bobbio per la grave intimidazione subìta dopo il ritrovamento di alcuni proiettili in prossimità della propria abitazione.
Riteniamo doveroso ribadire, ancora una volta, l’importanza di un’azione tesa al garantire una lotta incondizionata al crimine di ogni specie.
Opporsi ad una mentalità di violenza e di illegalità sfocia in atti come questi assolutamente da condannare e che mai potranno fermare la volontà di chi, invece, ricopre un ruolo istituzionale cosi importante come quello di un sindaco di una città.
Abbiamo appreso con vivo sdegno di quest’intimidazione che ci riempie, per l’ennesima volta, di tristezza.
Fondamentale in questi casi è il sostenere con piena fermezza che episodi del genere non produrranno mai gli effetti desiderati da questi delinquenti che in modo vigliacco e subdolo compiono atti barbari e camorristici.
Ci sentiamo colpiti, ancor più, come associazione che mette in primo piano tra i propri obiettivi quello della lotta alle mafie attraverso un lavoro fatto di cultura nonviolenta che assume maggior importanza nel riutilizzo di un bene confiscato alla criminalità organizzata.
Atti come questi riguardano tutti, nessuno dovrebbe pensare che la cosa non gli riguarda quando qualcuno viene minacciato.
Quindi auspichiamo che tutti comprendano l’importanza dell’unione nella lotta alla criminalità invitando tutti coloro che agiscano in difesa della legalità ad unirsi in direzione di un vivere civile.

                                                    Jacopo Petruccione 

giovedì 30 dicembre 2010

Castellammare, Capitaneria di Porto: un anno di attività


Questa mattina presso Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia si è tenuta una conferenza stampa in cui il Comandante, Capitano di Fregata Giuseppe Menna, ha illustrato gli esiti dell’operazione “Onda d’urto”, attuata nell’ambito dei controlli sulla filiera della pesca, inoltre è stato presentato il bilancio delle attività svolte durante tutto il 2010 dalla Guardia Costiera della cittadina stabiese. Un bilancio più che lusinghiero, che ha visto gli uomini della Capitaneria impegnati su diversi fronti: tutela dell’ambiente, sicurezza in mare e controllo della pesca.
Si segnalano in ambito ambientale due indagini:
  • Giugno 2010 – L’indagine sui campionamenti dell’A.R.P.A.C. per la verifica della balneabilità del mare della penisola Sorrentina. Un’indagine che ha portato ben 14 avvisi di garanzia nei confronti di alcuni tecnici e dirigenti dell’ente, per presunte violazioni alle procedure di analisi delle acque.
  • Luglio 2010 – L’operazione “Triangolo delle Bermuda”, disposta dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, che ha permesso di scoprire e chiudere una discarica abusiva a Poggiomarino (NA), in cui si sversavano rifiuti di ogni genere, dai liquami a rifiuti tossici come l’eternit. L’indagine durata 1 anno ha portato all’arresto di 3 persone. Un duro colpo assestato alle eco-mafie che operano sul nostro territorio.
Per la sicurezza in mare la Guardia Costiera stabile si è distinta durante la campagna di prevenzione e controlli denominata “MARE SICURO”, disposta dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto tra giugno e settembre del 2010. Gli uomini della Guardia Costiera di Castellammare, nel 2010, hanno assistito 92 persone e 24 imbarcazioni in difficoltà, portando a termine ben 32 operazioni di soccorso, senza che ci siano state vittime.
Inoltre la Capitaneria della cittadina stabiese ha contribuito affinché i nostri mari siano solcati solo da navi sicure. Ha ispezionato ben 15 navi mercantili che hanno fatto scalo nei porti di Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, le ispezioni hanno portato al fermo di 3 navi, poiché presentavano carenze tali che ne compromettevano la sicurezza in navigazione.
Infine, ma non ultima, nel 2010 la Guardia Costiera di Castellammare di Stabia ha condotto una stringente azione di vigilanza e controllo sulla filiera della pesca. Un’azione culminata a fine anno con l’operazione “ONDA D’URTO”, disposta dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto. Il risultato dei controlli è stato molto positivo, con un totale di oltre 27 tonnellate di pescato sequestrato, per violazioni che vanno dall’etichettatura e tracciabilità, cattivo stato di conservazione, frode in commercio e vendita di specie sottomisura. In particolare durante le feste natalizie, in cui per tradizione il la vendita ed il consumo di pesce aumentano esponenzialmente, sono stati inferti duri colpi ad imprenditori e commercianti senza scrupoli che mettevano in pericolo la salute degli inconsapevoli consumatori.
  • 21 dicembre 2010 – Nel Comune di Piano di Sorrento viene scoperto un deposito in cui erano nascosti circa 900 kg di pesce congelato avariato, con date di scadenza del pesce che risaliva addirittura al 2002. Il titolare del deposito è stato denunciato
  • 22 dicembre 2010 – Al’alba gli uomini della Guardia Costiera di Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, con la collaborazione di Vigili del Fuoco e Carabinieri, fanno irruzione in un deposito non autorizzato, nel centro di Torre Annunziata, e scoprono ben 500 kg di datteri di mare immersi in una vasca di stabulazione abusiva. I datteri immessi sul mercato nero, in quanto proibiti, per Natale sarebbero stati venduti a circa 120 euro al kg, fruttando circa 60.000 euro. Il titolare del deposito è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.
  • 28 dicembre 2010 – Durante un normale controllo presso un grossista nella zona industriale di Nola (NA), i militari della Capitaneria di Castellammare di Stabia trovano circa 19 tonnellate di pesce congelato e circa 7 tonnellate di cibo surgelato (patatine, pizzette, etc.) sacduto da tempo, le date di scadenza andavano dal 2005 al 2009. Il titolare, anche questa volta è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria. Un sequestro che ha impedito che i prodotti scaduti finissero sulle tavole dei cittadini per il cenone di capodanno.
Il Capitano di Fregata Giuseppe Menna, comandante della Capitaneria di Castellammare, ha commentato: “Questo azioni dimostrano il nostro costante impegno nel tutelare la salute dei cittadini, comunque c’è rammarico nel constatare che ci sono imprenditori che senza alcuno scrupolo mettono a rischio il consumatore, vittima ignara del malaffare”.

Capodanno: frutti mare e pesce fuorilegge,sequestri a Napoli

Operazione 'onda d'urto', anche acqua di fogne in una vasca


 Dieci tonnellate di frutti di mare, 35 tonnellate di prodotti ittici e 111 chili di datteri sono stati sequestrati dagli uomini della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Napoli nell'ambito dell'operazione denominata 'Onda d'urto'. ''Abbiamo sottratto - ha spiegato l'ammiraglio Domenico Picone, comandante della Capitaneria - al consumo prodotti di cui e' vietata la commercializzazione, come nel caso dei datteri, o in cattivo stato di conservazione''.

Tra le operazioni svolte, il sequestro presso uno stabilimento di acquacoltura di vasche contenenti mitili ''in condizioni igienico-sanitarie vergognose e vasche in cui i pesci erano conservati in acqua di fogna'', ha detto Picone.

Auguri di fine anno, Gefa

Stamani come di consueto, come ogni anno si sono incontrati nella sede amministrativa, di via Fond'Orto Castellammare, tutto lo staff tecnico, gli impiegati, il rappresentante Rsa e tutte le maestranze del gruppo Gefa. A questo evento come è solito fare il patriarca del gruppo, il sig.Esposito Giuseppe, ha fatto il suo discorso di fine anno. Dove, come ogni anno con modo famelico, "delucida", a suo dire gli operai.
"Quest'anno il nostro gruppo ha chiuso in perdita, l'anno che verrà partiremo già con una perdita di 160 mila euri, fermo restando che saremo gli unici pronti per il prossimo anno a usufruire degli ammortizzatori"- continuando -"Saremo costretti ad affrontare i primi 6 mesi del 2011 con quasi tutte le maestranze in cassa, ad Ancona dovrà partire un troncone di sei vascelli per una compagnia Francese, ma questo inizio Giugno, Massa Carrara per il traghetto della ferrovia, si prevede inizio Settembre. Insomma il nostro gruppo deve portare avanti sempre il concetto di ristrutturazione, ovvero la mobilità per due aziende, Servind e Navaltecno"
"Ma la verità di questo imprenditore è questa? Ho dietro si cela sempre l'oscuro per quei lavoratori, ma se pur fosse, perché mirare alla mobilità, quando mobilità è solo una forma legale per accompagnare i lavoratori al licenziamento. Certo forse più elegantemente, visto è considerato che lo stesso imprenditore cercava il lavoro per quei stabiesi che al nord non vuole, questo margine maggiore per i lavoratori verso la ripresa della cantieristica sara un fonte di assistenzialismo, ma pur sempre di mobilita stiamo parlando"-cosi, ci dichiarava il rappresentante Rsa del gruppo.

Fiat/ Bersani: il governo non alimenti divisioni tra i sindacati

Sulla Fiat e il caso Mirafiori il Partito democratico ha una linea sola: lo sostiene il segretario democratico Pier Luigi Bersani, intervistato da Sky Tg24. "Ma perché si parla di Pd diviso? Noi abbiamo una posizione molto chiara e la sosteniamo tutti", dice a proposito dell'intesa su Fiat Mirafiori. Poi, affrontando il tema della rappresentanza, ammonisce il Governo a non alimentare divisioni nel mondo sindacale: "L'unità del mondo del lavoro - afferma - è un bene comune, e chi governa non dovrebbe puntare sulla divisione, perché può portare solo dei guai al sistema e quindi credo che anche nelle forze sindacali ci sia questa volontà di non isolarsi reciprocamente e di cercare una strada che ripristini degli elementi di convergenza". "Primo punto - spiega rispondendo a una domanda sull'accordo Fiat Mirafiori - la questione produttiva, l'investimento e la nuova organizzazione del lavoro; su questo i lavoratori si pronunceranno, rispetteremo le loro decisioni ma noi ci auguriamo che l'investimento venga confermato, è molto importante per Torino e per l'Italia. Secondo, quell'accordo contiene una cosa che non va e riguarda la rappresentanza, per noi non è giusto che chi dissente venga tagliato fuori dai diritti sindacali".

Fiat, Cgil Campania suggerisce a Fiom "firma tecnica" Pomigliano

La Cgil Campania e Napoli consiglia alla Fiom di firmare l'accordo sullo stabilimento Fiat di Pomigliano solo per poter mantenere il rapporto con i lavoratori, definendo questa scelta come "firma tecnica".
"Riteniamo utile che la Fiom rifletta sulla possibilità di apporre una firma tecnica all'accordo per tenere vivo il rapporto con i lavoratori iscritti a Pomigliano, per rimarcare la responsabilità dell'organizzazione, per far vivere dall'interno le ragioni critiche e chiamare la Fiat e agli altri sindacati a una risposta", dicono i rappresentanti della Cgil in una nota.
I due sindacalisti Cgil che hanno lanciato la proposta alla Fiom, da un lato rimarcano le critiche all'accordo, in relazione all'esclusione dalla rappresentanza aziendale "del sindacato che non è d'accordo con la Fiat", definendolo "un modo per superare tutti gli accordi interconfederali e mettere in discussione le relazioni sindacali".
D'altro canto notano che sia opportuna la firma tecnica sia per mantenere i rapporti con i lavoratori, sia "per rimarcare la responsabilità dell'organizzazione, per far vivere dall'interno le ragioni critiche e chiamare la Fiat e agli altri sindacati a una risposta".
Contro gli accordi separati raggiunti da Fiat con gli altri sindacati per Pomigliano e Mirafiori la Fiom ha annunciato ieri una giornata di sciopero dei metalmeccanici per il 28 gennaio.

Paolo Schettino

Ciao a tutti,
buona fine e buon principio ;-) Volevo segnalare a chi è della zona che domani 31 alle 22:00 su MetropolisTv andrà in onda una trasmissione di fine anno sul sociale, ci sarò anch'io.
Auguri!

Colmi