martedì 26 aprile 2011
Dieci anni fa moriva Michele Alboreto
sempre:Michele Alboreto perse tragicamente la vita il 25 aprile del 2001. Quel maledetto giorno Michele stava effettuando dei test sul circuito, altrettanto maledetto, tedesco del Lausitzring, nei pressi di Dresda (dove perse entrambe le gambe in un incidente 5 mesi più tardi Alex Zanardi), quando perse il controllo della sua Audi R8 Sport con la quale avrebbe dovuto partecipare alle 24 ore di Le Mansprobabilmente, perchè le cause sono ancora da accertare, per l’esplosione di uno pneumatico, quello sinistro, che fece sbandare la vettura in pieno rettilineo. Aveva 44 anni Michele quando se ne andò, morto sul colpo mentre stava facendo il suo lavoro in un banale test.
Pilota dal grande carisma e dal grande cuore e approdato in Ferrari nel 1984 negli anni in cui sembrava proibita ai piloti italiani, Alboreto nei 5 anni trascorsi con la scuderia di Maranello vinse 3 Gran Premi sfiorando il titolo iridato nel 1985 nella sua seconda stagione in Rosso perso proprio a causa di un calo di affidabilità del motore della Rossa numero 27 che non gli permise di giungere al traguardo
Voluto fortemente da Enzo Ferrari che di lui disse “Michele mi ricorda Ascari“, Alboreto purtroppo non riuscì più nei tre anni seguenti a ripetere la bella stagione dell’85 ed essere competitivo con una Ferrari che stava attraversando il suo periodo di crisi chiudendo la sua avventura con la scuderia di Maranello nel 1988 per far ritorno alla Tyrrell, la scuderia che la quale aveva debuttato in Formula 1 nel 1981 e con la quale vinse gli altri due Gran Premi dei 5 totali nella sua lunga carriera di pilota di Formula 1 fatta di ben 194 GP. Ritiratosi dalla Formula 1 nel 1994 a 38 anni, Alboreto non smise di continuare a coltivare la sua grande passione delle corse e gareggiò in campionati minori con vetture a ruote coperte prima di concentrarsi esclusivamente sulle gare endurance più famose trionfando nel 1997 nella celeberrima24 ore di Le Mans al volante di una Porsche e nella 12 ore di Sebring nel 2001 con un’Audi, ultima vittoria questa prima che il destino decise di portarselo via per sempre in un maledetto pomeriggio del 25 aprile di 10 anni fa.
Terra Madre, raccolti fondi per coltivatori in Messico
La manifestazione di solidarietà ha visto protagonisti, con sei cene di beneficenza, altrettanti ristoranti da Napoli a Sorrento: A Taverna do Re di Napoli, Spqr di Agerola, il Cantiere del Gusto di Poggiomarino, Bistrot Dalì di Volla, Stone di Castellammare di Stabia e Le Tre Arcate di Piano di Sorrento.
Cene che hanno avuto l’adesione di 150 persone, riuscendo a raccogliere la somma di 750 euro da destinare alla comunità del cibo del cereale di Amaranto:
“Un cereale adatto ai celiaci – spiega Oscar Leonessa, amministratore dell’
omonimo pastificio – argomento a cui siamo molto sensibili. Tant’è che dieci anni fa abbiamo avviato il primo laboratorio per prodotti freschi realizzati con ingredienti senza glutine in Campania e festeggiamo quest’anno con una raccolta di beneficenza a sostegno degli agricoltori, che sono alla base della filiera. Per Terra Madre abbiamo creato, con i miei fratelli Luigi e Diego ed il supporto dello chef Antonio Pisaniello, una ricetta della nostra pasta fresca ripiena di provolone del Monaco Dop, il panciotto, che ha dato il nome alla kermesse comunità del cibo in panciotto”.
“Ringraziamo i ristoratori che hanno condiviso il progetto – conclude Leonessa – e, per la disponibilità e il supporto la consigliere nazionale di Slow Food, Carmela Rita Abagnale, i fiduciari che ci hanno seguito in questo viaggio e le persone che hanno partecipato alle serate, facendosi coinvolgere dallo spirito di beneficenza, finalizzato a tutelare le coltivazioni ed il territorio”.
La somma raccolta sarà consegnata ad Alberto Capasso, fiduciario della condotta Slow Food Vesuvio, in occasione della festa della Terra che si svolgerà a maggio nello scenario di villa Signorini ad Ercolano.
Le Rimuovono Un Ascesso, Muore Poche Ore Dopo
Le Rimuovono Un Ascesso, Muore Poche Ore Dopo
Le rimuovono un ascesso, muore poche ore dopo Una ventitrenne all'ottavo mese di gravidanza ricoverata per un'infezione alla coscia destra a Castellammare di Stabia è deceduta in seguito a una crisi respiratoria. Aspettava due gemelli. La...
lunedì 25 aprile 2011
25 Aprile - la Resistenza nel Mezzogiorno
Avvertenza, per chi non ha bastevole tempo, consiglio di
cliccare sui link a centro post, salvarli e visionarli con
comodo. Idem i video
cliccare sui link a centro post, salvarli e visionarli con
comodo. Idem i video
Altro capitolo della Resistenza poco trattato, nel 43 buona
parte del sud era già stato liberato dagli Alleati, eppure
alcuni episodi di "Resistenza" sotto forma di ribellioni,
si ebbero già nel 42, contro atti di violenza squadrista.
In Sicilia, spesso i contadini spararono contro i tedeschi
in ritirata....
Sovente erano atti di ribellione, alimentati dalla speranza
(l'ennesima) di riuscire a cambiare le cose nel Mezzogiorno,
demolire definitivamente la feudale struttura sociale....
si sa come è andata a finire....
parte del sud era già stato liberato dagli Alleati, eppure
alcuni episodi di "Resistenza" sotto forma di ribellioni,
si ebbero già nel 42, contro atti di violenza squadrista.
In Sicilia, spesso i contadini spararono contro i tedeschi
in ritirata....
Sovente erano atti di ribellione, alimentati dalla speranza
(l'ennesima) di riuscire a cambiare le cose nel Mezzogiorno,
demolire definitivamente la feudale struttura sociale....
si sa come è andata a finire....
Il 2 agosto 43, a Mascalucia (CT), l'ennesimo tentativo
di furto di cavalli e di razzia compiuto da due soldati della
Wehrmacht, provocò prima uno scontro con i soldati italiani,
poi un'autentica rivolta popolare armata contro i nazisti,
alla quale presero parte cittadini e militari, con perdite da
entrambe le parti.
Per evitare la rappresaglia nazista, fu necessaria la mediazione
del comando dei carabinieri.
di furto di cavalli e di razzia compiuto da due soldati della
Wehrmacht, provocò prima uno scontro con i soldati italiani,
poi un'autentica rivolta popolare armata contro i nazisti,
alla quale presero parte cittadini e militari, con perdite da
entrambe le parti.
Per evitare la rappresaglia nazista, fu necessaria la mediazione
del comando dei carabinieri.
Nei giorni successivi all'8 settembre, scoppiarono rivolte contro
i tedeschi, che univano cittadini e contadini con militari e
carabinieri.Ci furono combattimenti a Bari, a Ischia, a Napoli,
a Vieste, a Benevento, a Nola, dove per rappresaglia i tedeschi
fucilarono dieci ufficiali italiani. A Barletta tra il 10 e il 12
settembre si scatenò una battaglia cruenta per la difesa
della città: i soldati del Presidio militare, guidati dal colonnello
Grasso, resistettero per due giorni agli attacchi, con l'aiuto
di molti civili.
Nel salernitano, a Cava de' Tirreni, la popolazione collaborò
attivamente con gli Alleati.
i tedeschi, che univano cittadini e contadini con militari e
carabinieri.Ci furono combattimenti a Bari, a Ischia, a Napoli,
a Vieste, a Benevento, a Nola, dove per rappresaglia i tedeschi
fucilarono dieci ufficiali italiani. A Barletta tra il 10 e il 12
settembre si scatenò una battaglia cruenta per la difesa
della città: i soldati del Presidio militare, guidati dal colonnello
Grasso, resistettero per due giorni agli attacchi, con l'aiuto
di molti civili.
Nel salernitano, a Cava de' Tirreni, la popolazione collaborò
attivamente con gli Alleati.
Il 12 agosto, a Castiglione di Sicilia, i tedeschi in ritirata mas-
sacrarono 16 persone e ne ferirono 20.
Nel Casertano, fra il settembre e il dicembre del 43, i tedeschi,
spesso con la connivenza di ufficiali italiani e carabinieri, assas-
sinarono 2023 civili (il 5,5% del totale delle vittime di eccidi
nazi fasciste in Italia), la strage più "famosa" fu quella di
Caiazzo. Comunque anche questi eccidi, contrariamente
a quelli del centro-nord, furono coperti dal silenzio.
sacrarono 16 persone e ne ferirono 20.
Nel Casertano, fra il settembre e il dicembre del 43, i tedeschi,
spesso con la connivenza di ufficiali italiani e carabinieri, assas-
sinarono 2023 civili (il 5,5% del totale delle vittime di eccidi
nazi fasciste in Italia), la strage più "famosa" fu quella di
Caiazzo. Comunque anche questi eccidi, contrariamente
a quelli del centro-nord, furono coperti dal silenzio.
L'opposizione al nemico da parte dei meridionali, fu la reazione
al terrore tedesco e legata agli eccidi e all'atteggiamento
dell'esercito tedesco.
al terrore tedesco e legata agli eccidi e all'atteggiamento
dell'esercito tedesco.
Fu questo il caso anche delle 4 giornate di Napoli, iniziate il
27-28 settembre come reazione ai rastrellamenti operati
dalle SS (con l'internamento di 18.000 uomini) e all'ordine
di sgomberare tutta l'area occidentale cittadina.
La rivolta partenopea, che costò la vita a 562 napoletani,
non era un fatto isolato. Essa fu preceduta e seguita da un
insieme di veri e propri momenti insurrezionali aventi carattere
popolare:
impugnarono le armi contro i tedeschi gli abitanti di Matera
(21 settembre), di Teramo (25-28 settembre), di Ascoli
Satriano (26 settembre), di Nola (26-29 settembre),
di Scafati (28 settembre), di Serracapriola (1° ottobre),
di Acerra (1° ottobre), di Santa Maria Capua Vetere
(5-6 ottobre), di Lanciano (5 ottobre).
A Maschito, in provincia di Potenza, la popolazione si ribellò
contro la guerra e la monarchia costituendo addirittura una
"repubblica".
27-28 settembre come reazione ai rastrellamenti operati
dalle SS (con l'internamento di 18.000 uomini) e all'ordine
di sgomberare tutta l'area occidentale cittadina.
La rivolta partenopea, che costò la vita a 562 napoletani,
non era un fatto isolato. Essa fu preceduta e seguita da un
insieme di veri e propri momenti insurrezionali aventi carattere
popolare:
impugnarono le armi contro i tedeschi gli abitanti di Matera
(21 settembre), di Teramo (25-28 settembre), di Ascoli
Satriano (26 settembre), di Nola (26-29 settembre),
di Scafati (28 settembre), di Serracapriola (1° ottobre),
di Acerra (1° ottobre), di Santa Maria Capua Vetere
(5-6 ottobre), di Lanciano (5 ottobre).
A Maschito, in provincia di Potenza, la popolazione si ribellò
contro la guerra e la monarchia costituendo addirittura una
"repubblica".
A Matera, l'insurrezione si concluse con un massacro di civili
da parte dei nazisti, che fecero saltare in aria la caserma della
milizia, dove erano stati rinchiusi 12 uomini
da parte dei nazisti, che fecero saltare in aria la caserma della
milizia, dove erano stati rinchiusi 12 uomini
Pochi giorni dopo, a Rionero in Vulture, sempre in Lucania, un
contadino si ribella alle razzie dei paracadutisti della Nembo e
dei tedeschi, ferendo un parà.
I nazisti, con la collaborazione dei fascisti, fucilarono16 italiani.
contadino si ribella alle razzie dei paracadutisti della Nembo e
dei tedeschi, ferendo un parà.
I nazisti, con la collaborazione dei fascisti, fucilarono16 italiani.
E già all'indomani dell'8 settembre, in Abruzzo, si registravano
le imprese della "Conca di Sulmona" formazione partigiana, poi
confluita nella Brigata Maiella (la prima brigata organizzata)
le imprese della "Conca di Sulmona" formazione partigiana, poi
confluita nella Brigata Maiella (la prima brigata organizzata)
Le quattro giornate di Napoli, è un bel film di Nanni Loy, autore
purtroppo messo nel dimenticatoio, al pari di questo film e di
un giorno da leoni, altra sua pellicola sulla Resistenza.
25 Aprile - la Resistenza dei civili e dei religiosi
Era Resistenza anche quella di chi combatteva contro la fame, di chi aiutava o collaborava coi partigiani, o nascondeva militari alleati, degli abitanti inermi dei paesi vittime degli eccidi nazisti con la fattiva collaborazione dei fascisti repubblichini (ma è provato in qualche caso l'apporto delle 20000 SS italiane), ma era resistenza anche quella dei civili morti sotto i bombardamenti e, vi sembrerà strano, anche di quelli che pur essendo con o dei repubblichini, a volte evitava di vedere.... salvando così partigiani o ebrei. Era Resistenza anche quella dei tanti sacerdoti che nascondevano, rischiando, ebrei, militari alleati, armi per i partigiani, gli stessi partigiani.... oppure semplicemente li aiutavano (anche solo dando loro qualche conforto). Su tutti, qui voglio citare Don Pietro Pappagallo (cui si inspirò Rossellini per Roma città aperta, morto nelle fosse ardeatine) e Don Berto Ferrari, cappellano della Divisione garibaldina (comunisti) Mingo. Uno personaggi più importanti di (Genova) Sampierdarena! La storia siamo noi, puntata dedicata alla strage di marzabotto: le tante stragi e gli eccidi che hanno insaguinato l'Italia Roma città aperta di R Rossellini Paisà di R Rossellini Strage di Marzabotto Martiri della Benedicta, al confine fra Liguria e Piemonte E' stato un doloroso spartiacque per la lotta partigiana... prima ogni formazione faceva da se, il coordinamento era scarso, centinaia di ragazzi male armati o che non avevano mai preso un fucile in mano, la forte diffidenza fra comunisti e tutti gli altri (e viceversa), solo con la svolta di Salerno (con cui il leader del pci, Togliatti disse che si doveva innanzitutto combattere il nazi fascismo, solo a guerra conclusa si sarebbe risolta la questione della forma istituzionale dell'Italia), maggior coordinamento e più fiducia fra le varie formazioni, le cose cambiarono in meglio! 1 |
domenica 24 aprile 2011
« Dal secondo dopoguerra ad oggi BUONA PASQUA A TUTTI DA ... » tradizioni pasquali napoletane,,,,
La Settimana Santa napoletana è scandita da una serie di eventi religiosi legati ai riti ed alla liturgia della Pasqua, pressappoco come in tutta Italia: si parte dai rametti d’ulivo della Domenica delle Palme, seguono poi lo struscio ed i sepolcri al giovedì, le processioni del venerdì , fino allosciogliersi della Gloria (il suono di campane che annuncia la Resurrezione) alla Domenica di Pasqua.
Nel Golfo di Napoli inoltre, chi è ancora legato alla tradizione, accompagna la settimana santa anche con una serie di riti gastronomici che scandiscono il ritmo delle giornate, fino alla preparazione del menù pasquale ed alla gita della pasquetta.
Riporto di qui di seguito la tradizione nella mia famiglia.
- Mercoledì: preparazione dei taralli di Pasqua (ciambelle dolci fatte con uova, zucchero, farina e scorza di limone)
- Giovedì: preparazione della pastiera.
Il menù della cena prevede spaghetti con le vongole o frutti di mare (o zuppa con i frutti di mare) e per secondo ricotta salata, uova sode, carciofi bolliti intinti nell’olio. - Venerdì: rigorosamente bisognerebbe digiunare, ma noi abbiamo sempre mangiato leggero, tipo verdure, un pò di pasta o un pò di pesce in bianco.
- Sabato: è il giorno della preparazione del Casatiello, la celebre torta salata ripiena di uova, formaggio e salumi (per me è il punto più alto della gastronomia pasquale
). Il casatiello lo mangiamo poi in serata con carne alla pizzaiola o frattaglie in umido. In genere se ne fanno due, il secondo si mangia il lunedì.
- Domenica: il menù pasquale prevede minestra con brodo di gallina, agnello stufato con uova e piselli, carciofi bolliti, fritto misto (ricotta fritta, carciofi fritti) e la famosa fellata (affettato misto di salami, dove non deve mancare la soppressata ed il capocollo)
- Lunedì: giorno dedicato alla gita fuori casa dove si mangia il casatiello (ancora più buono dopo un paio di giorni) oppure se si resta casa si fa un menu simile a quello della domenica con le rimanenze del giorno prima, variando il primo piatto.
Lo scudetto nell’uovo di Pasqua, il Milan passa anche a Brescia
E’ la vittoria della quasi matematica quella che il Milan ottiene al Rigamonti sul Brescia più bello della stagione. I rossoneri con l’attacco inedito formato da Robinho e Cassano soffre tremendamente per lunghi tratti, sopratutto nel secondo tempo ma nel finale in contropiede trova il corridoio giusto con Cassano che serve a Robinho un pallone da spingere in rete.
L’avvio rossonero fa ben presagire con Cassano ispiratissimo e la squadra aggressiva ma dopo aver sprecato tantissimo la partita cala di ritmo e il Brescia trova il modo di impegnare Abbiati con lo sgusciante Eder e le giocate di Diamanti. L’occasione migliore è sulla testa di Cassano al 41′: cross di Boateng da destra, il barese sbuca dietro a Zebina e dal cuore dell’area spedisce di poco oltre la traversa.
Nella ripresa il Brescia esce ancora più agguerrito ma al 53′ c’è un altro erroraccio di Cassano su assist di Seedorf, i padroni di casa alzano il baricentro e minacciano Abbiati. Colpo di testa di Caracciolo, traversa piena di Diamanti su punizione. Proprio quando l’undici di Allegri sembra alle corde, Seedorf avvia il contropiede, Cassano rifinisce e Robinho trafigge Arcari in uscita. E’ l’82′, ma non è finita: ancora Diamanti infiamma il Rigamonti con un destro a giro su cui Abbiati si supera.
Finisce con il Milan che allunga ancora portando ad 8 il distacco sulla seconda, per il Brescia l’ottima prestazione ma la lotta per la salvezza adesso si fa davvero dura.
Nella ripresa il Brescia esce ancora più agguerrito ma al 53′ c’è un altro erroraccio di Cassano su assist di Seedorf, i padroni di casa alzano il baricentro e minacciano Abbiati. Colpo di testa di Caracciolo, traversa piena di Diamanti su punizione. Proprio quando l’undici di Allegri sembra alle corde, Seedorf avvia il contropiede, Cassano rifinisce e Robinho trafigge Arcari in uscita. E’ l’82′, ma non è finita: ancora Diamanti infiamma il Rigamonti con un destro a giro su cui Abbiati si supera.
Finisce con il Milan che allunga ancora portando ad 8 il distacco sulla seconda, per il Brescia l’ottima prestazione ma la lotta per la salvezza adesso si fa davvero dura.
sabato 23 aprile 2011
Camorra e politica, Bobbio: Bossa si preoccupi di omicidio Tommasino
"Non so se l'interrogazione dell'on Bossa sia sulla scrivania del ministro Maroni, certamente è nel suo Gabinetto, come tutte quelle che l'hanno preceduta e quelle che la seguiranno. Credo, tuttavia, che l'on. Bossa, che da un annetto a questa parte ci gratifica della sua attenzione, farebbe bene a rimediare ad anni di passato disinteresse andandosi a leggere subito gli atti dell'indagine sull'omicidio Tommasino e di tutte quelle a questa collegate, perché vi troverà ben altri motivi di preoccupazione e di interesse circa i veri rapporti tra la politica (quella del suo partito e dei suoi alleati) e la camorra a Castellammare di Stabia, negli anni passati, tanto delle sue tardive strumentalizzazioni di vicende francamente ridicole e irrilevanti non fanno impressione a nessuno".Lo ha detto il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio.
"Comunque, l'on. Bossa stia tranquilla: l'on. sindaco Luigi Bobbio vigila, com'è sua abitudine da sempre, e camorristi e affini - di carriera o di complemente che siano - dall'aprile 2010 al Comune di Castellammare non ci passano manco vicino.
Sono, tuttavia, contento che l'on. Bossa ci sia e lotti insieme a noi", ha concluso Bobbio.
1^ Divisione, il Taranto dà tre sberle alla Juve Stabia di "Quagliarella"
Gara importantissima in chiave play off più per il Taranto che per la Juve Stabia quella di oggi al Romeo Menti di Castellammare di Stabia, dove, in qualità di ospite d'onore, nonché tifosissimo della Juve Stabia, era presente in tribuna l'attuale calciatore della Juventus, Fabio Quagliarella.
Bastano pochi minuti di gioco per comprendere che la Juve Stabia è in giornata no. Dopo appena quattro minuti, infatti, i pugliesi si portano in vantaggio sfruttando un calcio di punizione battuto da Rantier dalla destra. Cross al centro con la sfera che viene ribattuta da Colombi e, dopo un batti e ribatti, la stessa rimpalla sui piedi diCorona e termina in rete per il più classico degli autogol.
Le vespe di mister Braglia tentano allora di raddrizzare la partita ed è Albadoro che all'ottavo minuto va vicinissimo al pareggio con un formidabile destro dal limite dell'area. La sfera, però, colpisce il palo interno alla destra di Bremec e carambola fuori dopo aver attraversato tutta la linea di porta.
Sotto di una rete la Juve Stabia spinge ed il Taranto si difende bene e riparte in velocità. Al 36' il raddoppio. Questa volta da calcio d'angolo battuto da Garufo, difesa della Juve Stabia ferma e palla che giunge a Girardi, grazie alla torre di Antonazzo, che non sbaglia e trafigge Colombi.
Al 41' la Juve Stabia ha un'ottima occasione per dimezzare il vantaggio: Corona dribbla due avversari e mette al centro per l'accorrente Mbakogu che colpisce di testa. Bremec respinge sullo stesso Mbakogu che ancora colpisce di testa trovando la splendida parata dell'estremo difensore ionico.
Il primo tempo termina dopo due minuti di recupero e con il Taranto in doppio vantaggio.
Nel secondo tempo mister Braglia fa entrare Tarantino sulla destra al posto di Rizza, spostando Dianda sulla fascia opposta. I gialloblè tentano in tutti i modi di penetrare nella difesa degli uomini di Dionigi ma con poca fortuna. Anzi, al 54' , arriva il colpo del ko. Girardi entra in area palla al piede, la difesa stabiese respinge la sfera sui piedi diSy che lascia partire un rasoterra che batte Colombi per la terza volta.
Vittoria meritata per il Taranto anche se contro una Juve Stabia davvero decimata da infortuni e squalifiche.
Alla fine della gara grande esempio di sportività degli oltre 3500 presenti al Romeo Menti che hanno applaudito i propri beniamini e salutato il pubblico di fede tarantina.
Tabellino
Juve Stabia-Taranto 0-3
J.Stabia ( 3-4-3): Colombi, Maury, Molinari, Scognamiglio, Dianda, Cazzola, Danucci, Rizza(45' Tarantino), Mbakogu, Corona(70' Raimondi), Albadoro(76' Pitarresi). A disp.: Vono, Davì, Marano, Valtulina. All.: P.Braglia.
Taranto (3-4-3): Bremec, Sosa, Coly, Prosperi( 60' Colombini), Antonazzo, Branzani, Pensalfini, Garufo, Sy, Girardi(76' Guazzo), Rantier(55' Sabatino). A disp.: Barasso, Cutrupi, Russo, Dalì. All. : D.Dionigi.
Arbitro: Del Giovane di Albano Laziale
Guardalinee: Colella di Padova- Mondin di Treviso
Marcatori: 4' aut. Corona (J), 36' Girardi (T), 54' Sy (T)
Ammoniti: Rantier (T), Prosperi (T), Corona (JS), Mbakogu (JS)
Recupero 2'pt- 5' st. Angoli 8-2.
Note: spettatori 3500 circa. Presente in tribuna l'attaccante della Juventus Fabio Quagliarella
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