Dal palazzo del Quirinale a reti unificate, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è rivolto soprattutto ai giovani. Con un saluto alle italiane e agli italiani di ogni generazione il presidente ha iniziato un discorso «dedicato ai giovani che vedono il tempo delle scelte e cercano occupazione». A loro ha detto che «i problemi che sentono sono gli stessi che si pongono per futuro dell'Italia». Il presidente ha espresso a più riprese la sua preoccupazione per i malesseri del Paese, stigmatizzando, come già nei mesi scorsi, «il distacco allarmante tra politica, società, forze sociali e giovani generazioni». Nel suo discorso Napolitano ha ribadito l'esigenza di uno «spirito di condivisione delle sfide» definendolo lo strumento affinché si possa fare un«salto di qualità della politica», in modo che questa riprenda dignità e diventi capace di «offrire riferimento e guida».
Il presidente nel suo discorso ha parlato di un «malessere diffuso» e un «distacco allarmante» tra la politica e la società, tra il Palazzo e la gente: è un segnale da non sottovalutare e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha chiesto di nuovo che la politica faccia un «salto di qualità», che ritrovi dignità.
Un grande problema, sostiene il presidente, è «l'indispensabile elevamento della produttività», ha detto senza citare la Fiat, «augurandosi che il difficile confronto in atto evolva in modo costruttivo». E rafforzare la competitività del sistema-paese richiede per Giorgio Napolitano «il superamento di molti ritardi, di evidenti fragilità, comporta lo scioglimento di molti nodi riconducibili a riforme finora mancate». Ci vuole «coraggio politico e sociale» per fare queste cose, per dare risposte al malessere e alle disuguaglianze sociali, all'impoverimento degli operai e dei ceti medi «specie nelle famiglie con più figli e un solo reddito», e soprattutto di fonte alla piaga della disoccupazione che da tre anni cresce «sotto l'urto della crisi globale». Quindi il Presidente rilancia la riforma fiscale.
Alla sua città natale, Napoli, il presidente ha dedicato un passaggio del discorso, quando verso la conclusione, ha esortato gli italiani a fare «tutti la loro parte», «quanti hanno maggiori responsabilità - e ne debbono rispondere - nella politica e nelle istituzioni, nell’economia e nella società, ma in pari tempo ogni comunità, ogni cittadino. Dovunque - ha affermato Napolitano - anche a Napoli: lasciatemi rivolgere queste parole di incitamento a una città per la cui condizione attuale provo sofferenza come molti in Italia. Faccia anche a Napoli la sua parte ogni istituzione, ogni cittadino, nello spirito di un impegno comune, senza cedere al fatalismo e senza tirarsi indietro».
Ancora sui giovani si sono fermate le parole del presidente secondo il quale i dati sulla disoccupazione, soprattutto quella giovanile, devono diventare «l'assillo» del Paese. «Gli ultimi dati - ha detto il capo dello Stato - ci dicono che le persone in cerca di occupazione sono tornate a superare i due milioni, di cui quasi uno nel Mezzogiorno; e che il tasso di disoccupazione nella fascia di età tra i 15 anni e i 24, ecco di nuovo il discorso sui giovani nel suo aspetto più drammatico, ha raggiunto il 24,7% nel paese, il 35,2% nel Mezzogiorno e ancor più tra le giovani donne. Sono dati - ha concluso Napolitano - che debbono diventare l'assillo comune della nazione. Se non apriamo a questi ragazzi nuove possibilità di occupazione e di vita dignitosa, nuove opportunità di affermazione sociale, la partita del futuro è persa non solo per loro, ma per tutti, per l'Italia: ed è in scacco la democrazia».
sabato 1 gennaio 2011
La Confindustria va in crisi e le Coop fanno l'alleanza
La crisi della rappresentanza non è uguale per tutti. Anzi. Picchia duro nell'industria, nei suoi sindacati e nella centenaria Confindustria. Con il caso Fiat-Chrysler la globalizzazione è entrata per la prima volta, e con prepotenza, anche nelle relazioni industriali. Così non è più detto che la strada dei rapporti sociali sia prevalentemente nazionale. Nell'incertezza c'è chi corre ai ripari, rafforzandosi, mettendo un po' di fieno in cascina, superando le vecchie barriere ideologiche, gli antichi legami culturali e gli apparentamenti partitici del secolo passato. I grandi raggruppamenti delle cooperative italiane hanno deciso di cominciare a mettersi insieme. Si chiamerà l'"Alleanza delle cooperative" oppure la "Federazione delle cooperative". Il nome uscirà prima del 26 o 27 gennaio quando a Roma verrà pubblicamente celebrato il patto tra Lega Coop (le cooperative rosse), la Confcooperative (le bianche) e l'Agci (le laiche).
Alleanza molto graduale, ma che in ogni caso chiude con la stagione delle divisioni politiche e anche con quella, più recente, dello scontro tra "coop bianche" e "coop rosse" provocato dal tentativo di Unipol (Lega) di lanciare un'opa sulla "Banca nazionale del lavoro". Si volta pagina e la nascente Alleanza riguarderà il centro e non le aree regionali, non intaccherà i rispettivi organigrammi né i patrimoni di ciascuno. Si comincerà con una sorta di portavoce unico (come hanno già fatto con "Rete Imprese Italia" i commercianti e gli artigiani) in particolare nel rapporto con il governo nazionale e gli organismi comunitari di Bruxelles. La lobby delle cooperative punta a fare massa critica, a far pesare insieme le sue 43 mila imprese (dall'agro-alimentare alla grande distribuzione, dalle banche alle costruzioni fino alle cooperative dei servizi alla persona) con 1,1 milioni di lavoratori e un fatturato superiore a 125 miliardi di euro l'anno.
Alleanza molto graduale, ma che in ogni caso chiude con la stagione delle divisioni politiche e anche con quella, più recente, dello scontro tra "coop bianche" e "coop rosse" provocato dal tentativo di Unipol (Lega) di lanciare un'opa sulla "Banca nazionale del lavoro". Si volta pagina e la nascente Alleanza riguarderà il centro e non le aree regionali, non intaccherà i rispettivi organigrammi né i patrimoni di ciascuno. Si comincerà con una sorta di portavoce unico (come hanno già fatto con "Rete Imprese Italia" i commercianti e gli artigiani) in particolare nel rapporto con il governo nazionale e gli organismi comunitari di Bruxelles. La lobby delle cooperative punta a fare massa critica, a far pesare insieme le sue 43 mila imprese (dall'agro-alimentare alla grande distribuzione, dalle banche alle costruzioni fino alle cooperative dei servizi alla persona) con 1,1 milioni di lavoratori e un fatturato superiore a 125 miliardi di euro l'anno.
Capodanno, botti killer Un morto, decine di feriti
Un uomo, Carmine Cannillo, 39 anni, è morto per essere stato colpito da una pallottola vagante mentre era sul balcone di casa a festeggiare l'arrivo del nuovo anno. Il fatto è avvenuto a Crispano, in provincia di Napoli. Cannillo, secondo quanto riferito dai familiari, all'improvviso si è accasciato al suolo, appena colpito dal proiettile. Inutili i soccorsi. Indaga la mobile.
La vittima, che di professione faceva il manovale, era sposato e padre di due ragazzi. Viveva a Orta di Atella, un piccolo centro del casertano che dista pochi chilometro da Crispano. Cannillo, con la moglie ed i figli, la scorsa notte ha raggiunto Crispiano per attendere l'arrivo del nuovo anno insieme ad un amico. Poco dopo la mezzanotte, Cannillo e l'amico sono scesi nel cortile (e non sono rimasti sul balcone, come invece appreso in precedenza) del condominio di via Limitone dove è avvenuta la tragedia: volevano assistere all'esplosione dei fuochi pirotecnici. All'improvviso però Cannillo si è accasciato a terra. E' stato raggiunto da una pallottola vagante alla scapola sinistra. La situazione è apparsa subito molto grave. Cannillo è stato caricato su una macchina, diretta all'ospedale "San Giovanni di Dio" di Frattamaggiore. Lungo il percorso i soccorritori hanno incrociato una autoambulanza del "118". Il ferito, quindi, è stato caricato sul mezzo di soccorso. Ma per Cannillo non c'é stato nulla da fare. I medici dell'ospedale di Frattamaggiore non hanno potuto fare altre che costatarne il decesso. Sul posto sono giunti gli uomini del commissariato di Acerra, diretti dal vicequestore Sergio Di Mauro, e quelli della squadra mobile della questura di Napoli. Il sostituto procuratore di turno presso la Procura della Repubblica di Napoli ha disposto il trasferimento della salma all'istituto di medicina legale.
La vittima, che di professione faceva il manovale, era sposato e padre di due ragazzi. Viveva a Orta di Atella, un piccolo centro del casertano che dista pochi chilometro da Crispano. Cannillo, con la moglie ed i figli, la scorsa notte ha raggiunto Crispiano per attendere l'arrivo del nuovo anno insieme ad un amico. Poco dopo la mezzanotte, Cannillo e l'amico sono scesi nel cortile (e non sono rimasti sul balcone, come invece appreso in precedenza) del condominio di via Limitone dove è avvenuta la tragedia: volevano assistere all'esplosione dei fuochi pirotecnici. All'improvviso però Cannillo si è accasciato a terra. E' stato raggiunto da una pallottola vagante alla scapola sinistra. La situazione è apparsa subito molto grave. Cannillo è stato caricato su una macchina, diretta all'ospedale "San Giovanni di Dio" di Frattamaggiore. Lungo il percorso i soccorritori hanno incrociato una autoambulanza del "118". Il ferito, quindi, è stato caricato sul mezzo di soccorso. Ma per Cannillo non c'é stato nulla da fare. I medici dell'ospedale di Frattamaggiore non hanno potuto fare altre che costatarne il decesso. Sul posto sono giunti gli uomini del commissariato di Acerra, diretti dal vicequestore Sergio Di Mauro, e quelli della squadra mobile della questura di Napoli. Il sostituto procuratore di turno presso la Procura della Repubblica di Napoli ha disposto il trasferimento della salma all'istituto di medicina legale.
Oltre all'uomo ucciso da un proiettile vagante a Crispano (Napoli) sono complessivamente 70 le persone rimaste ferite, la scorsa notte, in provincia di Napoli dall'esplosione di petardi e di colpi d'arma da fuoco in provincia di Napoli durante i festeggiamenti del Capodanno. Trentacinque persone sono state medicate negli ospedali del capoluogo, altre 35 nei presidi sanitari della provincia di Napoli. Il ferito più grave, anche se non è in pericolo di vita, è un giovane di 28 anni raggiunto da un proiettile in piazza Borsa a Napoli.
24 FERITI PER I BOTTI NEL SALERNITANO - Sono 24 le persone rimaste ferite a causa dei botti di capodanno a Salerno ed in provincia e che hanno dovuto far ricorso alle cure dei sanitari. Il ferito più grave è ricoverato in prognosi riservata all'ospedale di Mercato San Severino. Si tratta di un 38enne che ha riportato ferite lacero contuse ad una mano a causa dello scoppio di un petardo con sospetta lesione delle falange di due dita. Le prognosi per gli altri 23 feriti vanno dai trenta ai tre giorni. Nel capoluogo sono 7 i feriti, tra cui un ragazzino romeno di 12 anni che ha riportato lo sfacelo traumatico della mano sinistra. Il ragazzo che ha raccontato di aver rinvenuto un petardo per strada, esplosogli improvvisamente in mano, è stato sottoposto dai medici dell'ospedale 'San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragonà ad un delicato intervento chirurgico nel corso della notte. Sempre all'ospedale di Salerno un uomo di 30 anni è stato medicato per una frattura di una falange causata dallo scoppio di un petardo. Altre cinque persone hanno dovuto far ricorso ai sanitari del pronto soccorso dell'ospedale di località San Leonardo per aver riportato lievi lesioni giudicate guaribili in pochi giorni.
MILANO: 11 FERITI,GRAVE BAMBINO COLPITO DA PETARDO - Undici feriti, tra cui un bambino che ha riportato una grave lesione, è il bilancio dei botti di fine anno nel capoluogo lombardo. Si tratta per lo più di escoriazioni e piccole ustioni e quindi non si registrano persone in pericolo di vita. Secondo quanto riferito dalle forze dell'ordine l'episodio più grave è avvenuto prima di mezzanotte in via Ricciarelli, nella zona ovest di Milano, quando, alle 23,45, un bambino di 11 anni stava festeggiando per strada con i genitori e diversi altri amici e conoscenti della famiglia sotto il palazzo in cui vivevano. Un uomo, che poi è scappato, ha gettato un petardo che ha colpito il ragazzino al basso ventre, esplodendo e procurandogli delle gravi lesioni alla zona inguinale. Il ragazzino è stato ricoverato all'ospedale Buzzi in codice giallo. Al momento non sono note le sue esatte condizioni di salute.
MILANO: 11 FERITI,GRAVE BAMBINO COLPITO DA PETARDO - Undici feriti, tra cui un bambino che ha riportato una grave lesione, è il bilancio dei botti di fine anno nel capoluogo lombardo. Si tratta per lo più di escoriazioni e piccole ustioni e quindi non si registrano persone in pericolo di vita. Secondo quanto riferito dalle forze dell'ordine l'episodio più grave è avvenuto prima di mezzanotte in via Ricciarelli, nella zona ovest di Milano, quando, alle 23,45, un bambino di 11 anni stava festeggiando per strada con i genitori e diversi altri amici e conoscenti della famiglia sotto il palazzo in cui vivevano. Un uomo, che poi è scappato, ha gettato un petardo che ha colpito il ragazzino al basso ventre, esplodendo e procurandogli delle gravi lesioni alla zona inguinale. Il ragazzino è stato ricoverato all'ospedale Buzzi in codice giallo. Al momento non sono note le sue esatte condizioni di salute.
13 FERITI DA BOTTI NEL BARESE,CINESE PERDE OCCHIO - Sono 13 i feriti, tre dei quali in modo grave, per i botti di fine anno nel Barese. A Modugno un cittadino cinese di 42 anni ha perso un occhio per l'esplosione di un petardo che stava maneggiando nella sua abitazione. Inutili sono risultati i tentativi dei medici del Policlinico di Bari per salvargli l'occhio. Sempre al Policlinico è ricoverato un ragazzo di 17 anni al quale lo scoppio di un petardo ha provocato l'amputazione di tre dita della mano sinistra. Il ragazzo è stato operato ed è ricoverato nel reparto di chirurgia plastica; la prognosi è di 30 giorni. Stessa prognosi anche per un cittadino romeno di 29 anni che a Barletta, per lo scoppio di un petardo, ha perso le falangi di due dita della mano destra. A Bari e provincia, durante al notte, ci sono stati numerosi interventi anche da parte dei vigili del fuoco, soprattutto per l'incendio di cassonetti per la raccolta dell'immondizia.
RIENTRANO A CAPODANNO,UN MORTO E 6 FERITI - Un grave incidente stradale si è verificato la scorsa notte, l'ultimo dell'anno, a Varese. Una persona è morta e sei sono rimaste ferite. Lo schianto si è verificato sulla strada che costeggia il lago di Varese intorno alle quattro del mattino ma al momento non è ancora nota la dinamica di quanto è successo. Sul posto sono intervenuti diversi mezzi e l'automedica del 118 che hanno trasportato sei feriti negli ospedali della zona, nessuno dei quali dovrebbe essere in pericolo di vita. Per una ragazza di 26 anni, invece, i tentativi di rianimazione sono stati inutili ed è deceduta sul posto.
RIENTRANO A CAPODANNO,UN MORTO E 6 FERITI - Un grave incidente stradale si è verificato la scorsa notte, l'ultimo dell'anno, a Varese. Una persona è morta e sei sono rimaste ferite. Lo schianto si è verificato sulla strada che costeggia il lago di Varese intorno alle quattro del mattino ma al momento non è ancora nota la dinamica di quanto è successo. Sul posto sono intervenuti diversi mezzi e l'automedica del 118 che hanno trasportato sei feriti negli ospedali della zona, nessuno dei quali dovrebbe essere in pericolo di vita. Per una ragazza di 26 anni, invece, i tentativi di rianimazione sono stati inutili ed è deceduta sul posto.
SCOPPIA PETARDO, MANO AMPUTATA A UOMO NEL BOLOGNESE - Un uomo di quarant'anni ha riportato l'amputazione di una mano a causa dell'esplosione di un petardo ieri sera a Castiglione dei Pepoli, sull'Appennino bolognese. L'incidente è avvenuto attorno alle 21.15. Il ferito, soccorso dai sanitari del 118, è stato giudicato in 'codice 2', cioé in condizioni di media gravità, ed è stato ricoverato all'ospedale Maggiore di Bologna. La ricostruzione della dinamica è al vaglio dei carabinieri.
venerdì 31 dicembre 2010
Minaccie per Bobbio, chiesto vertice in prefettura, per eventuale scorta.
Per l'on. Luigi Bobbio, sindaco di Castellammare si potrebbe prospettare nelle prime settimane del 2011 una scorta per la sua sicurezza personale. Questo in merito agli eventi verificatosi nei giorni precedenti. Nei primi giorni del 2011 in Prefettura a Napoli, si terrà una riunione con il prefetto e il comitato Ordine e Sicurezza, il quale vertice discuterà la scorta per il sindaco di Castellammare. Nel frattempo sarà seguito come un'ombra da Polizia e Carabinieri per verificare movimenti sospetti. «Ma io – ha affermato appena tre giorni fa il sindaco – non sono abituato a chiedere la scorta per me. Negli ultimi mesi ho chiesto grande attenzione per la città di Castellammare affinché venga garantita sicurezza a tutti cittadini, anche con l’intervento fisso dell’esercito al fianco delle forze dell’ordine». Ma il dubbio malevole del primo cittadino lascia qualche spiraglio di incertezza. «Viviamo in paese civile: qualcuno delle Istituzioni potrebbe anche ritenere opportuno affidarmi ad una scorta, io di certo non lo chiedo». Il ritrovamento dei proiettili calibro 22, pochi giorni fa, le minacce via mail a Giugno da parte di un'operaio in cassa integrazione, “Farai la fine di Tommasino se entro dicembre non porti soldi e lavoro a Castellammare” aveva scritto nella prima mail indirizzata a Bobbio, aggiungendo nella seconda “attento, farai la fine di Borsellino”, ricordando i trascorsi da magistrato dell’attuale sindaco di Castellammare.
Dopo le indagini supportate dal Compartimento di Polizia Postale Campania di Napoli, i poliziotti stabiesi effettuarono un controllo presso l’abitazione del giovane sottoponendo a sequestro il computer. In quell’occasione, il 29enne, dopo aver ammesso le sue colpe, chiese scusa al sindaco per quanto aveva fatto. E potrebbe trattarsi di “cani sciolti”, e non di camorra, anche per l’ultimo episodio. I proiettili e le modalità utilizzati per spaventare Bobbio non ricalcano molto le “usanze” della camorra, anche se gli agenti del commissariato di polizia di Castellammare, diretti dal primo dirigente Luigi Petrillo e dal vicequestore Stefania Grasso, incaricati dalla Procura di Torre Annunziata di effettuare le indagini, tendono a non escludere alcuna ipotesi. Per il momento si visionano i filmati delle telecamere a circuito chiuso presenti nella zona di Varano, a Gragnano, dove vive Bobbio: dai fotogrammi acquisiti e visionati dalla scientifica, sono pochi i dettagli veramente utili a scoprire chi sia il mittente del messaggio minatorio al primo cittadino stabiese. Al momento si cerca un legame tra l’episodio dei bossoli a salve e gli altri due denunciati pochi giorni fa da Bobbio, bersaglio di telefonate notturne “mute” e destinatario di un mazzo di crisantemi ritrovato nelle scale, vicino alla porta del suo appartamento. Ancora, in occasione dei “fucaracchi” dell’Immacolata, nei pressi di Palazzo Farnese, sono comparse le scritte “le armi stanno arrivando” e “le bombe stanno arrivando” su un vecchio manifesto elettorale che ritraeva il primo cittadino allora candidato sindaco per il centrodestra.
Dopo le indagini supportate dal Compartimento di Polizia Postale Campania di Napoli, i poliziotti stabiesi effettuarono un controllo presso l’abitazione del giovane sottoponendo a sequestro il computer. In quell’occasione, il 29enne, dopo aver ammesso le sue colpe, chiese scusa al sindaco per quanto aveva fatto. E potrebbe trattarsi di “cani sciolti”, e non di camorra, anche per l’ultimo episodio. I proiettili e le modalità utilizzati per spaventare Bobbio non ricalcano molto le “usanze” della camorra, anche se gli agenti del commissariato di polizia di Castellammare, diretti dal primo dirigente Luigi Petrillo e dal vicequestore Stefania Grasso, incaricati dalla Procura di Torre Annunziata di effettuare le indagini, tendono a non escludere alcuna ipotesi. Per il momento si visionano i filmati delle telecamere a circuito chiuso presenti nella zona di Varano, a Gragnano, dove vive Bobbio: dai fotogrammi acquisiti e visionati dalla scientifica, sono pochi i dettagli veramente utili a scoprire chi sia il mittente del messaggio minatorio al primo cittadino stabiese. Al momento si cerca un legame tra l’episodio dei bossoli a salve e gli altri due denunciati pochi giorni fa da Bobbio, bersaglio di telefonate notturne “mute” e destinatario di un mazzo di crisantemi ritrovato nelle scale, vicino alla porta del suo appartamento. Ancora, in occasione dei “fucaracchi” dell’Immacolata, nei pressi di Palazzo Farnese, sono comparse le scritte “le armi stanno arrivando” e “le bombe stanno arrivando” su un vecchio manifesto elettorale che ritraeva il primo cittadino allora candidato sindaco per il centrodestra.
L'anno nuovo...
L'anno nuovo sarà come un libro con 365 pagine vuote,
dove in ognuna di quelle noi ci racconteremo,
il capolavoro che ne faremo di Castellammare.
Useremo i colori che la vita ci offrirà
è mentre vi scriveremo,
noi di Stabia vive vi diremo
auguri di buon anno nuovo!!!
dove in ognuna di quelle noi ci racconteremo,
il capolavoro che ne faremo di Castellammare.
Useremo i colori che la vita ci offrirà
è mentre vi scriveremo,
noi di Stabia vive vi diremo
auguri di buon anno nuovo!!!
I problemi di una città visti e raccontati da una bimba di 9 anni
Green
Questa è una favola moderna e si svolge in una delle città più belle al mondo. O per lo meno così era...
Dopo qualche anno di completo relax, la rondine Green ritorna nella sua adorata e colorata città. La via del ritorno è abbastanza lunga e strada facendo si ferma nei posti di ristoro per riposare è chiacchierare un po. Ogni volta che descrive i luoghi a lei cari, le altre rondini di altre città (un po altezzose) la guardino quasi con disgusto. Green sicura è forte di se stessa, non bada al comportamento poco educato delle altre rondini, dopo tutto pensa Green: siamo tutti figli di "Madre natura". Finalmente da lontano adocchia il profilo della sua città, le luci che riflettono sul mare fanno sembrare Napoli uno spettacolo commovente. A Green si stringe il cuore per la gioia e volando leggera sul mare colma arriva nei pressi del porto. Il sole sta alzandosi, ma mentre si avvicina alla città è colpita da un fetore nauseabondo. Green sbianca davanti a quello che vede. Non c'è una strada, un marciapiede pulito, la gente si sposta per poter camminare. Non ci sono più colori. Ovunque quardi, lo spettacolo è sempre lo stesso! La cosa più triste nota Green, è che la gente è quasi indifferente a tutto quanto, come se fosse abituata al brutto. I padroni della città sono i topi "Losco", il capo è diventato ancora più grosso e brufoloso. E' riuscito a dominare la città e quando vede Green ride beffardo e vincente. Da secoli i topi volevano impossessarsi di Napoli, e ora ci sono riusciti. Ecco perché le altre rondini si erano comportate cosi. Alle parole bisbigliate: criminalità, rifiuti tossici e spazzatura, Green non aveva battuto ciglio. Disperata corre da "Madre natura" e piangendo vuole sapere cosa sta succedendo, lei ascolta ma il suo cuore da bambina è troppo semplice per capire tutte quelle cose. "Madre natura" ha deciso di far eruttare il Vesuvio e ricoprire tutto con la lava per punire questa città mal curata. Il mondo a poco a poco sta morendo...Green sconsolata ripensa a tutto quanto, e forse da ragione a "Madre natura" se i napoletani non fanno niente per uscire da quella situazione, perché deve pensarci lei?
Ma vede da lontano tra tanto sporco, un miraggio: un gruppo di bambine che indossano un grembiule bianco con al centro un fiocco tricolore, scherzando tra di loro Green, guardandole camminare leggere come farfalle, ascolta i loro discorsi e progetti per il futuro. Green capisce che queste bambine e tutti i bambini di Napoli non hanno colpe, meritino un futuro migliore come tutti i bambini. Allora Green persuade "Madre natura" è chiede un'altra possibilità..."Questa terra calpestata è abitata da tante persone buone" dice Green e ottiene il permesso di diffondere le speranze nei cuori di tutti i bambini, che per troppo tempo hanno sopportato l 'ingiustizia dei "grandi"
Ludovica Orfano, Villaricca
Ma vede da lontano tra tanto sporco, un miraggio: un gruppo di bambine che indossano un grembiule bianco con al centro un fiocco tricolore, scherzando tra di loro Green, guardandole camminare leggere come farfalle, ascolta i loro discorsi e progetti per il futuro. Green capisce che queste bambine e tutti i bambini di Napoli non hanno colpe, meritino un futuro migliore come tutti i bambini. Allora Green persuade "Madre natura" è chiede un'altra possibilità..."Questa terra calpestata è abitata da tante persone buone" dice Green e ottiene il permesso di diffondere le speranze nei cuori di tutti i bambini, che per troppo tempo hanno sopportato l 'ingiustizia dei "grandi"
Ludovica Orfano, Villaricca
il consigliere Carrillo si dimette dal Pdl
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| Antonio Carrillo |
"Ho più volte chiesto in passato - scrive Carrillo nella sua lettera di dimissioni dal gruppo consiliare del Popolo della Libertà indirizzata al presidente del consiglio comunale, al capogruppo del PDL ed al sindaco Bobbio - , in taluni casi per iscritto, che venissero convocate delle riunioni di gruppo consiliare sugli odg del consiglio comunale ( Il gruppo del Popolo della Libertà in assise rappresenta il partito di maggioranza relativa) e tali richieste sono sempre risultate inevase. Occorre ricordare che da sempre vi è stata una mancanza sistematica di comunicazioni con una componente, seppur minoritaria, del gruppo quale ritengo di rappresentare nell'ambito di un insieme organicamente votato a discutere di tematiche che poco hanno a che fare con la politica, ma molto con il sotto-bosco della gestione di potere, esercizio molto praticato e con successo dai loro referenti provinciali e regionali. Allo scrivente - si legge ancora nella missiva - non è dato, sin dal mese di aprile 2010, conoscere né discutere, le modalità di comportamento del Pdl in assise, rimanendo talvolta spiazzato ed avvolto da profondo imbarazzo e sconcerto a fronte di situazioni improvvise che si sono verificate nel corso di questi mesi in consiglio. Consapevole che questa scelta potrebbe segnare in modo irreversibile i già logori rapporti politici e pertanto fatta salva la rinnovata fiducia nell'operato del Sindaco Luigi Bobbio colgo l'occasione per salutarla cordialmente", conclude la sua lettera, Carrillo.
Pochi giorni fa De Julio si dimetteva dal Pd, qualche giorno prima Ungaro passava dalla lista civica al Pdl, ma tutti sto intrallazzo che lo stesso Carrillo denuncia nella sua missiva, alla fine è solo un gioco di potere o si mira a qualche poltrona.
Castellammare, Fusione Multiservizi-Asm. Bobbio: “Scelta a difesa dei lavoratori e della città”
“Sono orgoglioso di essere il sindaco che ha portato a compimento un percorso di capitale importanza per la città e per i lavoratori della Multiservizi. L’approvazione, da parte del Consiglio comunale, della delibera sulla fusione tra Asm e Multiservizi è un atto politico e amministrativo fortemente voluto non solo da me, ma dall’intera maggioranza, che concretizza un’operazione di eccezionale livello imprenditoriale distante milioni di anni luce dallo stile assistenzialistico delle precedenti Amministrazioni, che avevano ridotto la Multiservizi nelle condizioni attuali, generando un danno gravissimo alla città e ai lavoratori”.
Lo ha detto il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio.
“Fin dal mio insediamento, dissi con grande chiarezza che la mia Amministrazione avrebbe rifiutato lo stile delle precedenti, improntato all’utilizzo clientelare delle strutture societarie partecipate e al loro finanziamento a pioggia con soldi dei cittadini, senza nessun ritorno di tipo imprenditoriale. Ho mantenuto l’impegno nei confronti di tutte le partecipate, con lo scopo precipuo, avendole dotate di management di alto profilo, di creare le condizioni per una sana gestione societaria, caratterizzata dal rispetto rigoroso delle buone regole di mercato e dell’impresa. In particolare, per la Multiservizi rivendico con orgoglio di essere stato, ancora una volta, il sindaco del fare, avendo avuto, insieme con la mia maggioranza, il coraggio, il cuore e la testa di avviare e favorire una iniziativa industriale, come la fusione, fra le più importanti che si potesse immaginare”, ha aggiunto Bobbio.
“L’alternativa era chiara fin dall’inizio: o il fallimento della società, con conseguente perdita di più di 150 posti di lavoro, o la fusione, con la prospettiva di una nuova e sana politica industriale. Ho preferito, insieme con la maggioranza, puntare decisamente alla difesa dell’occupazione e dei posti di lavoro, ristrutturando la società attraverso la fusione, dotandola di nuove e importantissime prospettive industriali ed investendo nella corresponsabilizzazione fiduciaria degli stessi lavoratori. Questi ultimi, in particolare, hanno risposto con orgoglio e senso di appartenenza all’azienda e alla città e di ciò li ringrazio di cuore. Così come li ringrazio dell’ottimo impegno lavorativo che stanno profondendo da alcuni mesi”.
“L’obiettivo finale che sarà presto raggiunto”, ha concluso il sindaco di Castellammare di Stabia, “è quello di rinsaldare la stabilità dei posti di lavoro, di rinforzare la società e di dare finalmente a Castellammare di Stabia un servizio raccolta rifiuti di altissimo livello. Ringrazio, in particolare, la dott.ssa Monica Baldassarre, amministratore unico della Multiservizi, per l’eccezionale lavoro svolto finora e per quello che svolgerà, da oggi in poi, alla guida della nuova società, avendo subito dato prova delle sue enormi capacità e avendo consentito all’attuale Multiservizi di chiudere per la prima volta, in pareggio, in tutta la sua storia, il bilancio”.
Operazione dei carabinieri del Nac: sequestrato un quintale di “biscotti di Castellammare”
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