venerdì 29 luglio 2011
Reggia di Quisisana, via libera ai matrimoni
Arrivano le prime penalizzazioni in Serie B: Ascoli, Juve Stabia e Crotone sconteranno un punto nella stagione 2011/2012...
La decisione della commissione è arrivata dopo i deferimenti della procura Federale per inadempienze di carattere amministrativo in relazione alle inadempienze Irpef.
La Commissione Disciplinare Nazionale ha deciso: dopo essersi riunita nel pomeriggio a Roma sotto la presidenza dell'Avvocato Sergio Artico, ha infatti inflitto 1 punto di penalizzazione ad Ascoli, Crotone e Juve Stabia da scontarsi nell'annata di Serie B 2011/12.
Non è tutto: 8 mesi di inibizione al patron ascolano Roberto Benigni , 4 mesi di inibizione ciascuno a Salvatore Gualtieri e Giancarlo Antonio Martucci del Crotone, e 6 mesi di inibizione a Roberto Amodio della Juve Stabia.
La decisione della commissione è arrivata dopo i deferimenti della procura Federale per inadempienze di carattere amministrativo, in relazione al versamento dei contributi Enpals e delle ritenute Irpef a beneficio dei tesserati.
Non è tutto: 8 mesi di inibizione al patron ascolano Roberto Benigni , 4 mesi di inibizione ciascuno a Salvatore Gualtieri e Giancarlo Antonio Martucci del Crotone, e 6 mesi di inibizione a Roberto Amodio della Juve Stabia.
La decisione della commissione è arrivata dopo i deferimenti della procura Federale per inadempienze di carattere amministrativo, in relazione al versamento dei contributi Enpals e delle ritenute Irpef a beneficio dei tesserati.
Fincantieri: Romani, a settembre protocollo intesa su Castellammare
"Il lavoro comune procede - aggiunge Romani -, puntiamo alla costruzione di un bacino di media dimensioni. Il nostro obiettivo e' di consentire la soddisfazione di tutte le parti sociali", conclude il ministro confermando "la presenza del Governo per far pervenire un primo protocollo d'intesa".
Dalla stampa Nazionale:Al via il rilancio di Fincantieri
La ristrutturazione per ampliare lo stabilimento genovese di Fincantieri può contare su una "dote" complessiva di 120 milioni, che secondo il ministro Paolo Romani (Sviluppo economico) «potrà poi superare i 200 milioni».
L'investimento servirà a realizzare un nuovo piazzale operativo di 117mila metri quadrati, con il riempimento di uno specchio d'acqua di 71mila metri quadrati fra Sestri Ponente e Multedo, inoltre saranno allestite nuove strutture e impianti per «le attività navalmeccaniche, anche a carattere innovativo». Si prevede una nuova organizzazione degli impianti petroliferi a terra e la realizzazione di una nuova boa off-shore al posto dell'attuale che sarà smantellata. Sono queste le novità contenute nell'accordo di programma per «il ribaltamento a mare di Fincantieri a Sestri Ponente» – che prevede l'allargamento verso mare dello stabilimento «salvaguardando la funzionalità del Porto Petroli» – firmato ieri fra i ministeri dello Sviluppo Economico, dei Trasporti, Regione Liguria, Provincia e Comune di Genova, Autorità Portuale, Fincantieri e Porto Petroli. L'accordo di programma che avrà un durata di cinque anni, prevede anche la nascita di un comitato di coordinamento, costituito da un rappresentante di ciascun soggetto firmatario e presieduto dal ministero dello Sviluppo economico, che vigilerà su tutti i passaggi operativi.
Per l'opera sono stati stanziati 50 milioni di euro, mentre ulteriori 20 milioni arriveranno dal riparto delle risorse del Fondo per le infrastrutture portuali, in aggiunta ad un investimento di circa 50 milioni da parte di Porto Petroli Spa. «Il progetto – ha spiegato il ministro Romani – permetterà a Fincantieri di proseguire e rafforzare le sue attività, concedendo vantaggi logistici anche al porto di Genova. Ci sono tutte le prerogative strutturali, professionali e industriali per recuperare nuove quote di mercato investendo su qualità e tecnologia avanzata».
Fincantieri, dopo aver annunciato a fine maggio ai sindacati un piano di 2.551 tagli con la chiusura dei cantieri di Sestri Ponente e Castellamare di Stabia, a giugno aveva ritirato il progetto dopo aver incassato l'impegno del governo a trovare una soluzione per far fronte alla crisi del settore. Ieri lo stesso Romani ha annunciato che «entro settembre siamo convinti di poter siglare un protocollo d'intesa per Castellammare di Stabia, avviando così un percorso positivo anche per quel sito». Nel sottolineare che Fincantieri risente della crisi della cantieristica legata alla caduta delle commesse, l'ad Giuseppe Bono, ha aggiunto che l'azienda «continua a non avere debiti, e ha una posizione finanziaria solida, anzi un surplus di cassa: cose che aiutano in una situazione difficile del mercato». Bono ha rinnovato l'appello al sindacato: «Dobbiamo ritornare a ragionare in termini di competitività – ha detto –. Certe sacche di inefficienza non ce le possiamo permettere, non si può continuare a ragionare come se fossimo gli unici al mondo, dobbiamo sottostare alle regole della competizione internazionale».
Ieri, peraltro, al termine di un incontro organizzato nella sede dell'Anci dal sindaco di Genova, Marta Vincenzi con i sindacati, la leader della Cgil, Susanna Camusso, ha sollecitato «il coinvolgimento dei comuni in un tavolo nazionale sulla cantieristica», convinta che «la crisi del settore e della Fincantieri vadano affrontate in modo organico». Sull'accordo di programma la Fiom ha sospeso il giudizio, si «esprimerà quando saranno chiariti gli sviluppi della vertenza nazionale». Mentre Fim e Cisl hanno «apprezzato e condiviso» l'accordo in quanto «strumento necessario per dare una reale prospettiva futura al cantiere», ribadendo «il proprio impegno per rispettare tutto quello che è stato concordato a giugno nell'incontro con il governo e con l'azienda».
L'investimento servirà a realizzare un nuovo piazzale operativo di 117mila metri quadrati, con il riempimento di uno specchio d'acqua di 71mila metri quadrati fra Sestri Ponente e Multedo, inoltre saranno allestite nuove strutture e impianti per «le attività navalmeccaniche, anche a carattere innovativo». Si prevede una nuova organizzazione degli impianti petroliferi a terra e la realizzazione di una nuova boa off-shore al posto dell'attuale che sarà smantellata. Sono queste le novità contenute nell'accordo di programma per «il ribaltamento a mare di Fincantieri a Sestri Ponente» – che prevede l'allargamento verso mare dello stabilimento «salvaguardando la funzionalità del Porto Petroli» – firmato ieri fra i ministeri dello Sviluppo Economico, dei Trasporti, Regione Liguria, Provincia e Comune di Genova, Autorità Portuale, Fincantieri e Porto Petroli. L'accordo di programma che avrà un durata di cinque anni, prevede anche la nascita di un comitato di coordinamento, costituito da un rappresentante di ciascun soggetto firmatario e presieduto dal ministero dello Sviluppo economico, che vigilerà su tutti i passaggi operativi.
Per l'opera sono stati stanziati 50 milioni di euro, mentre ulteriori 20 milioni arriveranno dal riparto delle risorse del Fondo per le infrastrutture portuali, in aggiunta ad un investimento di circa 50 milioni da parte di Porto Petroli Spa. «Il progetto – ha spiegato il ministro Romani – permetterà a Fincantieri di proseguire e rafforzare le sue attività, concedendo vantaggi logistici anche al porto di Genova. Ci sono tutte le prerogative strutturali, professionali e industriali per recuperare nuove quote di mercato investendo su qualità e tecnologia avanzata».
Fincantieri, dopo aver annunciato a fine maggio ai sindacati un piano di 2.551 tagli con la chiusura dei cantieri di Sestri Ponente e Castellamare di Stabia, a giugno aveva ritirato il progetto dopo aver incassato l'impegno del governo a trovare una soluzione per far fronte alla crisi del settore. Ieri lo stesso Romani ha annunciato che «entro settembre siamo convinti di poter siglare un protocollo d'intesa per Castellammare di Stabia, avviando così un percorso positivo anche per quel sito». Nel sottolineare che Fincantieri risente della crisi della cantieristica legata alla caduta delle commesse, l'ad Giuseppe Bono, ha aggiunto che l'azienda «continua a non avere debiti, e ha una posizione finanziaria solida, anzi un surplus di cassa: cose che aiutano in una situazione difficile del mercato». Bono ha rinnovato l'appello al sindacato: «Dobbiamo ritornare a ragionare in termini di competitività – ha detto –. Certe sacche di inefficienza non ce le possiamo permettere, non si può continuare a ragionare come se fossimo gli unici al mondo, dobbiamo sottostare alle regole della competizione internazionale».
Ieri, peraltro, al termine di un incontro organizzato nella sede dell'Anci dal sindaco di Genova, Marta Vincenzi con i sindacati, la leader della Cgil, Susanna Camusso, ha sollecitato «il coinvolgimento dei comuni in un tavolo nazionale sulla cantieristica», convinta che «la crisi del settore e della Fincantieri vadano affrontate in modo organico». Sull'accordo di programma la Fiom ha sospeso il giudizio, si «esprimerà quando saranno chiariti gli sviluppi della vertenza nazionale». Mentre Fim e Cisl hanno «apprezzato e condiviso» l'accordo in quanto «strumento necessario per dare una reale prospettiva futura al cantiere», ribadendo «il proprio impegno per rispettare tutto quello che è stato concordato a giugno nell'incontro con il governo e con l'azienda».
giovedì 28 luglio 2011
Lavoro, Di Nardo (IDV): "assunzioni pilotate alla multiservizi spa?"
Juve Stabia, il ballo delle punte
De Laurentis polemico e non contento del sorteggio del Napoli abbandona ...
Il campionato non è ancora iniziato ma il presidente Aurelio De Laurentiis ha deciso ancora una volta di prendersi la scena con una prima parte di calciomercato da assoluto protagonista. Se i colpi Inler, Dzemaili, Britos rendono il Napoli e De Laurentiis come squadra più attiva sul mercato il patron partenopeo si deve prender anche la palma di presidente più esagitato.
Dalle minacce a Hamsik e al suo procuratore, al cretino a Messi fino alle nuove minacce all’agente di Lavezzi i toni delle dichiarazioni di De Laurentiis sono salite cosi tanto che adesso per superarsi ad ogni apparizione la spara sempre più grossa. L’ultima, quella di ieri, è superlativa, l’oggetto del contendere questa volta è il calendario troppo difficile secondo il patron del Napoli per i suoi ragazzi con impegni probanti in concomitanza con le apparizione in Champions League.
DeLa proprio prima che il computer iniziasse a generare il calendario aveva auspicato un trattamento di rispetto per le squadre impegnate nelle competizioni europee e tirandosi la zappa suoi piedi proprio al suo Napoli è capito di incontrare prima il Milan e poi l’Inter.
Il pesante show e di cattivo gusto ha ancora una volta portato il patron De Laurentiis ad ipotizzare la regia di una mano occulta pronta a cambiare le carte in tavola per favorire qualcuno. Fu proprio DeLa qualche tempo fa a dire che il calcio adesso è pulito se qualcosa è cambiato denunci tutto piuttosto che dar sfogo ad impulsi isterici.
Speranza algerina per Castellammare di Stabia
Ordine nordafricano ai cantieri italiani per la costruzione di un’unità da sbarco e supporto logistico destinata alla Marina. La società: Non sappiamo ancora dove sarà realizzata. A settembre al via i lavori in Campania per i due pattugliatori della Guardia Costiera.
Fincantieri: speranza algerina per Castellammare di Stabia. Il ministero della Difesa nordafricana ordina infatti alla controllata Orizzonte Sistemi Navali (Selex Sistemi Integrati ha il 49 per cento del capitale) la costruzione di un’unità da sbarco e supporto logistico destinata alla propria Marina. Il contratto potrebbe aggiungersi ai due pattugliatori commissionati dalla Guardia Costiera italiana ai cantieri stabiesi, i cui lavori prenderanno il via a settembre. La società non conferma l’ipotesi, limitandosi a dire che l’unità sarà realizzata presso gli stabilimenti italiani di Fincantieri. Di solito i mezzi navali militari vengono costruiti a Riva Trigoso (Genova) e Muggiano (La Spezia). Con la virata sui pattugliatori delle Capitanerie di Porto, che pure fanno parte della nostra Marina militare, non si può escludere attualmente che l’ordine algerino possa riguardare i cantieri stabiesi.
Finora il gruppo guidato da Giuseppe Bono ha realizzato unità di altura della classe Diciotti per la Guardia Costiera italiana, conosciuti anche come Saettia 2 e costruiti negli stabilimenti del Muggiano. Gli ultimi sono stati realizzati per la Marina maltese e per quella irachena. Nel 2003 il Governo della Valletta ordina a Fincantieri la sostituzione dei suoi pattugliatori d’altura con un’unità di nuova generazione. Il contratto è pari a 17 milioni di euro. La nave, attuale ammiraglia della flotta maltese, è stata varata il 24 giugno 2005, consegnata il 1° ottobre dello stesso anno ed è entrata in servizio il successivo 5 novembre, con il distintivo ottico P-61, una velocità di 23 nodi e una lunghezza di 53,4 metri, leggermente più lunga delle unità della Guardia Costiera italiana (52,8 metri e 32 nodi). Nel 2006, la nuova Marina irachena firma un contratto con il Governo italiano per l’acquisto di quattro imbarcazioni del tipo Diciotti modificato da impiegare per il pattugliamento dei suoi 58 chilometri di coste, per il controllo della zona economica esclusiva e del traffico marittimo, in operazioni di ricerca e soccorso e come mezzi antincendio. Il contratto, diventato effettivo nell’ottobre 2007, ha un valore complessivo di circa 80 milioni di euro.
A settembre Fincantieri e la Guardia Costiera renderanno note le caratteristiche dei pattugliatori che saranno realizzati a Castellammare di Stabia.
Fincantieri: speranza algerina per Castellammare di Stabia. Il ministero della Difesa nordafricana ordina infatti alla controllata Orizzonte Sistemi Navali (Selex Sistemi Integrati ha il 49 per cento del capitale) la costruzione di un’unità da sbarco e supporto logistico destinata alla propria Marina. Il contratto potrebbe aggiungersi ai due pattugliatori commissionati dalla Guardia Costiera italiana ai cantieri stabiesi, i cui lavori prenderanno il via a settembre. La società non conferma l’ipotesi, limitandosi a dire che l’unità sarà realizzata presso gli stabilimenti italiani di Fincantieri. Di solito i mezzi navali militari vengono costruiti a Riva Trigoso (Genova) e Muggiano (La Spezia). Con la virata sui pattugliatori delle Capitanerie di Porto, che pure fanno parte della nostra Marina militare, non si può escludere attualmente che l’ordine algerino possa riguardare i cantieri stabiesi.
Finora il gruppo guidato da Giuseppe Bono ha realizzato unità di altura della classe Diciotti per la Guardia Costiera italiana, conosciuti anche come Saettia 2 e costruiti negli stabilimenti del Muggiano. Gli ultimi sono stati realizzati per la Marina maltese e per quella irachena. Nel 2003 il Governo della Valletta ordina a Fincantieri la sostituzione dei suoi pattugliatori d’altura con un’unità di nuova generazione. Il contratto è pari a 17 milioni di euro. La nave, attuale ammiraglia della flotta maltese, è stata varata il 24 giugno 2005, consegnata il 1° ottobre dello stesso anno ed è entrata in servizio il successivo 5 novembre, con il distintivo ottico P-61, una velocità di 23 nodi e una lunghezza di 53,4 metri, leggermente più lunga delle unità della Guardia Costiera italiana (52,8 metri e 32 nodi). Nel 2006, la nuova Marina irachena firma un contratto con il Governo italiano per l’acquisto di quattro imbarcazioni del tipo Diciotti modificato da impiegare per il pattugliamento dei suoi 58 chilometri di coste, per il controllo della zona economica esclusiva e del traffico marittimo, in operazioni di ricerca e soccorso e come mezzi antincendio. Il contratto, diventato effettivo nell’ottobre 2007, ha un valore complessivo di circa 80 milioni di euro.
A settembre Fincantieri e la Guardia Costiera renderanno note le caratteristiche dei pattugliatori che saranno realizzati a Castellammare di Stabia.
Iscriviti a:
Post (Atom)