FOTO DI STABIA

giovedì 28 luglio 2011

Bellezze in passerella con “Miss Ondina Sport 2011”

Foto di stabia_infoNella splendida location del porto di Torre Annunziata, dove il mare e i pescherecci hanno incoronato una splendida serata d’estate, si è svolta l’ottava tappa di “Miss Ondina Sport”. Venticinque le ragazze in gara, che hanno dato il meglio di sé davanti a circa 2mila spettatori, coordinate magistralmente dal coreografo Antonio Esposito, veterano del concorso. A condurre la serata, il Conte Max e la bellissima Francesca De Filippo, “Miss Ondina Sport 2010”. Sul palco, oltre alla bellezza, momenti di musica e di spettacolo, affidati alle cantanti emergenti Giulia Oliviero, Jomaira, Francesca Miranda e Miriam, mentre con la maga Rosy Celotto e la scuola di danza “Free Body Dance” diretta da Ciro Spina e Barbara Castellano, lo spettacolo è entrato nel vivo. Attenta e valida la giuria, composta dal comandante del Porto di Torre Annunziata, dal tenente di vascello Claudia Di Lucca, dal comandante del porto di Castellammare di Stabia, da Giuseppe Menna, dall’assessore allo Spettacolo e Grandi Eventi Giuseppe Raiola, dal presidente del Consiglio Comunale Gioacchino Langella e dal presidente Upi Pietro Langella. Approdano, quindi, alla semifinale del 3 settembre alle Terme di Stabia, Adriana Nocera, Natalina Legorano, Jessica Giulianelli, Manuela Nappi, Nicoletta Sena, Jessica Rizzo, Lisa Bonfanti, Aurora Pennacchio, Angela della Corte, Denise Russo, Shila Rizzo. Di queste 11 ragazze, solo in tre (nella foto di Vito Formisano) hanno ottenuto l’ambita fascia. Lisa Bonfanti, “Miss Torre Annunziata”, Angela Della Corte, “Miss Eleganza” e Jessica Rizzo, “Miss Gazzettino Vesuviano”. Il Roma

mercoledì 27 luglio 2011

Ancora date: Settembre, ma le deroghe,l'indotto è il lavoro?

Tutti pronti con le medaglie all'onore, tutti pronti nel dire è fatta ma sopratutto tutti pronti con regie occulte nel dire faremo due traghetti per Tirrena. Come al solito la situazione si presenta al cospetto di questa città come non sembra, le tempistiche si celano sotto false date imminenti ( altri 33 giorni ), si produce sempre la solita pastina che in questi ultimi mesi i lavoratori stabiesi hanno ottenuto con i propri sacrifici ma nel concreto non si arriva mai. 
Noi a contenderci le briciole è gli altri già pronti con le commesse, noi sempre presenti (Indotto) ma nell'attualità niente garanzie a partire dalle deroghe. Settembre e alle porte, ma l'altro giorno in giunta regionale alcuni lavoratori già erano in protesta per le deroghe. La situazione non si prospetta cosi facile come c'è la vogliono presentare, di certo che all'incontro di oggi le categorie non c'erano è già questo fa riflettere nel passare subito nello strumentalizzare l'operazione Tirrenea è il suo ammodernamento della flotta c'è ne passa, sopratutto il tempo quello che l'indotto non può più permettersi.
Gli operai non possono più vivere con gli assistenzialismi delle casse e l'inefficienza della politica meridionale, Castellammare paga dazio da molto tempo, non si possono ancora allungare i tempi, in queste proporzioni mentre negli altri siti Fincantieri già c'è lavoro. Se avrebbero l'intenzione, ma sopratutto la concretezza nelle azioni di voler salvare non solo la Fincantieri ma anche il suo indotto porterebbero lavoro per tutti e no solo le politiche per avviare il sistema dell'assistenzialismo.

Protocollo d'intesa al 30 Settembre

Si è tenuto oggi l'incontro tecnico al ministero dello Sviluppo economico per dare corpo all'accordo raggiunto in sede istituzionale nel corso della riunione del 22 giugno scorso a Roma. Sono stati condivisi da tutti i partecipanti, sotto il profilo tecnico, i punti su cui si era raggiunta la convergenza nel corso del precedente appuntamento, punti ai quali si è quindi dato il via libera dal punto di vista operativo. Tali punti riguardano: l'affidamento al R.i.n.a. dello studio di fattibilità del bacino di costruzione; la necessità di operare per la saturazione del cantiere di Castellammare di Stabia in termini di commesse, al fine di conseguire l'obiettivo della continuità occupazionale; l'ammodernamento dell'attuale scalo con l'impegno di Fincantieri e il sostegno della Regione Campania; la tutela dell'indotto attraverso un più massiccio utilizzo delle imprese e il sostegno ai suoi lavoratori, che non dovessero essere pienamente utilizzati, con il ricorso agli ammortizzatori sociali. Su queste posizioni, si è dato l'avvio alla predisposizione del testo del protocollo d'intesa che sarà finalizzato alla stipula di un accordo di programma. Si è inoltre stabilito che, indefettibilmente, la sottoscrizione del protocollo d'intesa debba avvenire entro e non oltre il 30 settembre.

"Oggi, a Roma, si è fatto un ulteriore decisivo passo in avanti per la difesa e il rilancio del cantiere di Castellammare di Stabia e la tutela occupazionale dei suoi dipendenti e dei lavoratori dell'indotto", ha dichiarato il sindaco Luigi Bobbio, presente all'incontro. "La conferma e la condivisione, dal punto di vista tecnico, delle intese e degli accordi istituzionali raggiunti il 22 giugno scorso rappresentava un passaggio indispensabile per poter procedere alla stesura definitiva del testo del protocollo d'intesa che, nei fatti, può dirsi ormai cosa fatta. Sarà mia cura adoperarmi non solo perché la firma del protocollo avvenga entro il 30 settembre, ma per cercare di far sì che si possa addirittura anticipare tale data", ha concluso Bobbio.

Crisi comparto ittico: le proposte di legapesca per il futuro della pesca in campania

Crisi comparto ittico: le proposte di legapesca per il futuro della pesca in campaniaLegacoop Campania-Settore Pesca e Acquacoltura, rappresentato da Maria Grazia Gargiulo, ha affrontato, alla presenza di operatori ed esperti, tra cui Antonio Carotenuto, Responsabile Autorità di Gestione del FEP della Regione Campania, Alberico Simioli, Coordinatore AT FEP Campania e Sergio Lubrano, Federcoopesca Campania, le problematiche relative alla fase di emergenza e crisi del settore ittico che richiedono risposte strategiche e non soluzioni tampone. Critiche sono emerse nei confronti del governo nazionale che, in poco tempo, ha insediato tre ministri alla guida del MIPAF, non agevolando una guida politica coerente, tanto più necessaria perché sono entrate in vigore nuove normative comunitarie, quali la scadenza delle deroghe del regolamento sulla pesca nel Mediterraneo; i gravosi adempimenti dei regolamenti sui controlli sulla pesca illegale (IUU); i complessi obblighi derivanti dalla normativa igienico-sanitaria del Pacchetto Igiene. Secondo Gargiulo, con cui concorda Lubrano, una soluzione, praticabile nel breve periodo è “l’implementazione dei Piani di Gestione Locale (PLG) per alcune aree e per taluni sistemi di pesca: un’ottima palestra, per rafforzare la sinergia tra il mondo produttivo della pesca e la filiera. Si potrebbe partire dalla piccola pesca, nel compartimento di Castellammare di Stabia”. Secondo Carotenuto, tra le azioni messe in campo dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, “l’approvazione e la pubblicazione del bando per i piani di gestione locale previsti dal FEP 2007–2013, è la più convincente e stimolante per il settore, in quanto rappresenta per i pescatori, coinvolti in prima persona, la prima vera sfida per dare equilibrio alla propria attività”. Sono 10 i PLG previsti dal bando e 23 Meuro le risorse disponibili. 

Per avviare un processo di rafforzamento e ristrutturazione in un quadro di sviluppo sostenibile, Lega Pesca in Campania ritiene, in sintesi, necessario:

· attrezzaggio dei punti di sbarco e spazi per la vendita diretta del prodotto da parte degli organismi competenti;

· favorire un ruolo nuovo per le imprese di pesca nella filiera ittica, turistica ed ambientale: in particolare, sarebbe auspicabile la stipula di un Accordo con l’Assessorato ai Trasporti e con i Comuni, in cui sono in corso o saranno realizzate opere portuali, prevedendo la possibilità di rilasciare alle imprese di pesca concessioni demaniali per attività di raccolta e vendita del pescato, per servizi di ormeggio, per gestione di aree da adibire a punti di ristoro, per attività di meeting point per il pesca turismo;

· lotta agli abusi i termini di vendita abusiva del prodotto (caso tonno rosso, totani, polpi, occhialoni);

· riavviare l’iter di approvazione urgente delle Legge Regionale per la Pesca e l’Acquacoltura: la mancanza di una Legge Regionale di programmazione per il settore, già fortemente in deficit produttivo, contribuisce ad aggravare la situazione di crisi di comparto, non consentendo, tra l’altro, l’adozione di misure per fronteggiare situazioni di emergenza.

Nasce l'associazione Co.sta.


 
Nasce a Castellammare di Stabia una nuova associazione Socio-Culturale a difesa del lavoro e dell'economia locale.
"La grave crisi economica che ha colpito tutti i settori dell'economia, si è scaraventata in maniera dura ed ingiusta sulle fasce più deboli, nonostante non siano state esse a provocarla", scrivono in una nota.
"Nella nostra città - spiegano - si è tradotta in una crisi di lavoro senza precedenti, ne sono evidenti prova le problematiche che attanagliano Fincantieri ed il suo indotto, Avis, Meridbulloni, Terme di Stabia, i lavoratori di Stabia Porto, solo per citare le realtà più rappresentative. Il tutto ha raggiunto il suo apice di drammaticità nella scellerata ipotesi di chiusura del cantiere paventata dall' a.d. Bono. Una "sentenza di morte" che è stata ribaltata solo grazie a coloro che si sono dimostrati gli unici protagonisti in positivo di questa vicenda: i lavoratori e la città di Castellammare di Stabia, che sono riusciti a trasformare una protesta di fabbrica in una vertenza di popolo".
"Di fronte a questo scenario difficile e complesso - proseguono - va aggiunta l'umiliazione che vive il territorio ed i suoi cittadini, vittime di ingiustizie e problematiche sociali, che vanno dall'emergenza rifiuti, all'abbattimento di case di necessità, alla mai tramontata privatizzazione di beni comuni, alle tematiche ambientali ecc. ecc".
Quindi l'idea di creare l'associazione fatta da "un gruppo di amici che ha avvertito l'esigenza di raggrupparsi ed organizzarsi, condividendo lo spirito associativo per l'affermazione di princìpi, idee e valori, dando vita, con una scelta coraggiosa, alla nascita dell'associazione "Comprensorio Stabiese" che sarà più comunemente denominata "Co.Sta"".

"Un'associazione alla quale potranno aderirvi tutte le forze sane, propulsive e dinamiche della città che, attraverso iniziative e programmi, opereranno nell'esclusivo interesse delle problematiche che riguardano la collettività, lontano da situazioni demagogiche, populistiche e pretestuose. Un movimento che si prefigge di poter rafforzare e supportare le organizzazioni sindacali di categoria e territoriali, i comitati vari e le associazioni già presenti".
Di seguito elenchiamo i componenti il direttivo dell'Associazione Co.Sta :

Nastelli Giovanni
Buonocore Vincenzo
Civile Ernesto
Della Monica Salvatore
Lubrano Alessandro
Martinello Massimo
Massa Massimo
Sicignano Gaetano
Todisco Antonio
Uvale Armando
Valanzano Gianluca

martedì 26 luglio 2011

Estate pelosa con brio


Perdere il pelo ma non il vizio... ma anche il contrario, conservare il pelo e trasformarlo in virtù... pseudoartistica.

Schiene pelose di tutto il mondo, unitevi!
Basta imbarazzo in spiaggia, basta dolorose cerette che non risolvono alla radice!
Se la natura è stata con voi generosa sul dorso ed ha magari distribuito indiscrimainatamente cheratina lasciandovi  a corto sul cranio...
Ecco come fare per per apparire ugualmente disinvolti e spiritosi e trasformare necessità in virtù:
schiena pelosa, numero, calcio

Le scelte sono infinite: il numero della maglia del calciatore preferito, un cuore traboccante d'amore, un simbolo tribale...
schiena, peli, tribale

Non è difficile, un bravo barbiere saprà farlo o anche qualcuno in famiglia dotato di senso artistico e di cui ci si possa fidare se manovra  forbici e rasoio...
schiena,pelo, umorismo
Guardabili o inguardabili? Ardua sentenza; spiritosi  e coraggiosi certamente!

Indotto Fincantieri: «Candidarsi alle produzioni hi-tech»

Foto di stabia_infoI sorrisi degli operai della Fincantieri hanno occupato le pagine dei giornali. Volti di gioia per l’esito dell’incontro a Roma tra governo e azienda, con il ritiro del piano di ristrutturazione da parte dell’Ad Giuseppe Bono. Soddisfatti per il rilancio della trattativa su Castellammare di Stabia anche i piccoli imprenditori dell’indotto associati a Unimpresa, guidati da Donato Lardieri, responsabile Lavoro, e Vincenzo Longobardi, delegato agli Affari sociali e Previdenza. Insieme rappresentano 62 delle 70 imprese che operano nel cantiere navale di Castellammare di Stabia. Ed è da loro che giunge un suggerimento per il futuro di Fincantieri: abbandonare il business delle navi di lusso. «La forza industriale del gruppo dovrebbe essere concentrata sui segmenti high-tech, senza illusioni fuorvianti sulle costruzioni low cost» spiega Longobardi.
Eppure a Castellammare, oltre ai due pattugliatori, le uniche commesse ipotizzate sono al momento le 4 bulk carrier della Deiulemar, che non tecnologie avanzate... 
«Noi però abbiamo già fatto presente che gli andamenti del mercato vanno verso una impressionante crescita della domanda mondiale in alcuni segmenti hi-tech, quali ad esempio le navi per trivellare, o quelle per trasportare il petrolio, il gas e le piattaforme off-shore». 
Il futuro di Castellammare e di Genova, quindi, non sarebbe necessariamente legato alle navi da crociera? «Il settore che ho menzionato andrà crescerà proporzionalmente alla capacità produttiva dei paesi emergenti. Se Fincantieri non si apre a questo mercato, lo lascia ad altri». 
Voi avete sollevato anche un problema di costi degli organici.
 
«Certo, ormai i lavoratori dell’indotto rappresentano una realtà consistente per Fincantieri. Si pensi che a un operaio del cantiere corrispondono quattro dell’indotto. Dei 2.500 lavoratori di Castellammare, solo 646 sono dipendenti Fincantieri, tutto il resto è legato alle imprese esterne. E si tratta di operai altamente qualificati, tubisti, saldatori, addetti ai sistemidi pulizie, ma anch’essi dovrebbero essere accompagnati da una politica di “adeguamento” degli organici, di ripristino delle professionalità che si sono ridotte, o addirittura disperse, nel rapido processo di ricambio della forza lavoro che si è verificato negli anni precedenti. Quanto ai costi, oggi le ditte d’appalto raschiano il fondo del barile sia in termini di compressione dei costi che di assoggettamento dei dipendenti a condizioni inaccettabili .Si è raggiunta una soglia critica oltre la quale l’indotto non è più in grado di partecipare con un apporto qualitativo adeguato alla costruzione delle navi. Non si è invertita questa tendenza e l’intero sistema produttivo di Fincantieri, che è fondato su un mix di risorse interne ed esterne, è entrato inevitabilmente in una grave crisi». 

lunedì 25 luglio 2011

Juve Stabia, domani firma Sasa

Sasa Bjelanovic è ad un passo dalla Juve Stabia. Quando iniziano a circolare troppi nomi, intorno ad una squadra di calcio, significa che qualche trattativa è ormai vicinissima alla conclusione. Scolastico, elementare. Così, si prova a depistare parlando di possibili altri bomber, nello specifico Santoruvo e Babacar. Interessamenti reali ma troppo flebili, per motivi diversi. Una cortina di fumo alzata ad arte per proteggere la vera trattativa. Fa parte del gioco. Tutto sommato, proprio dietro questa cortina di fumo c'è Sasa Bjelanovic. La punta croata interessa fortemente alla Juve Stabia e i colloqui tra la dirigenza stabiese e l'entourage del calciatore vanno avanti da tempo. Colloqui che hanno portato ad una sorta di accordo sulla parola con il procuratore di Bjelanovic, Danilo Caravello. Un accordo che dovrebbe essere formalizzato nei prossimi giorni, probabilmente già nella giornata di domani, nonostante le dichiarazioni di una settimana fa di Caravello . Non è un mistero che il bomber croato piace molto alla dirigenza stabiese, soprattutto ai presidenti Giglio e Manniello e al tecnico Piero Braglia. La società, come ampiamente ripetuto, non vuole fallire la scelta della punta da consegnare all'allenatore toscano. Doveva essere una prima scelta e probabilmente lo sarà. Insomma, la Juve Stabia sembra aver trovato la punta che cercava. Sasa Bjelanovic sarebbe pronto a sbarcare a Castellammare dopo una stagione trascorsa a metà tra il Cluj e l'Atalanta, club con il quale ha conquistato la promozione in Serie A, collezionando dieci presenze ed una rete. Partito l'estate scorsa per la Romania ha fatto ritorno in Italia nel mercato di gennaio, firmando con il club di patron Percassi un contratto fino al giugno 2012. Adesso, sarebbe pronto a vestire la maglia della Juve Stabia, la decima da quando è in Italia. A portarlo nel vecchio stivale il Como, dell'allora patron Preziosi, nel lontano 2002. Poi le esperienze con Chievo, Genoa, Perugia, Lecce, Ascoli, Torino, Vicenza e appunto Atalanta. Complessivamente 250 partite tra Serie A e Serie B condite da 55 gol. I suoi centottantotto centimetri sarebbero utili al centro del tridente di Braglia. Un vero e proprio colpo di mercato per le Vespe ma che non chiude affatto le porte ad altre trattative. Infatti, secondo indiscrezioni, la Juve Stabia sarebbe intenzionata ad aspettare il momento giusto per garantire al tecnico anche un difensore esperto per la categoria. Una notizia confermata dalle dichiarazioni dello stesso Braglia rilasciate qualche giorno fa. "Servono un paio di acquisti e siamo a posto". Un paio, appunto. E ciò vuol dire che la Juve Stabia, dopo aver definito l'affare Bjelanovic, non chiuderà le porte del mercato.

Juve Stabia scatenata. Il colpo è Bjelanovic

La Juve Stabia è a caccia di una prima punta esperta ed in grado di far fare il salto di qualità al già ottimo organico affidato a mister Piero Braglia. Ed ecco che a luci spente la dirigenza stabiese, secondo quanto anticipato da resport.it, ha messo le mani su Sasa Bjelanovic. Sembra che ci sia già un accordo di massima con il procuratore Danilo Caravello.
Bjelanovic potrebbe, quindi, firmare già da domani. Classe '79, il forte attaccante proviene dall'Atalanta, mentre in passato ha giocato con Como, Chievo, Genoa, Lecce, Ascoli, Torino e Vicenza. Una carriera tra serie A e B. Il mercato delle vespe, però, non si chiuderà con questo colpo.

Balotelli tenta di segnare con una goffa veronica e Mancini infuriato lo...





Ennesima “Balotellata” per Mario Balotelli. L’ex attaccante dell’Inter nell’amichevole disputata ieri del suo Manchester City contro i Los Angeles Galaxy ne ha combinata un’altra delle sue facendo imbestialire il tecnico Roberto Mancini.

Mad Mario si è involato verso la porta difesa dal portiere americano dei Galaxy ma invece di tirare a colpo sicuro o servire il compagno di reparto Edin Dzeko, il quale si trovava in buona posizione per calciare, ha effettuato una piroetta sulla sfera tentando un colpo di tacco. Ma la giocata è risultata goffa eMancini, per la leziosità mostrata dal giocatore anche se si trattava di un’amichevole, lo ha punito con la sostituzione immediata facendo entrare al suo posto Milner. 
Eppure fin lì Balotelli stava giocando una discreta partita affrontandola con la giusta dose di concentrazione. Era stato proprio lui a siglare il vantaggio del City trasformando un calcio di rigore ma, ahimè per lui, nel suo repertorio c’è posto anche per questi “colpi di testa” improvvisi. Di seguito il video della giocata goffa di Balotelli.

Colmi