«Sono corso nella stanza» racconta «ho preso il telefonino, sono tornato fuori e ho scattato». Il risultato è l’immagine di un disco volante accanto ai panni stessi, sopra i tetti dei palazzi umbertini di Chiaia. Sembra l’inizio di un racconto fantascientifico, un incontro ravvicinato di secondo tipo, scritto a quattro mani da Domenico Rea e Isaac Asimov. La forma è proprio quella che abbiamo visto riprodotta in centinaia di film e migliaia di fumetti.
Ma Marco non si sente come un protagonista di «E. T.». «Non mi sono entusiasmato e prima di mostrare agli altri la foto ho riflettuto molto». Pensatela come volete, ma è il secondo avvistamento in pochi giorni tra Napoli e dintorni (l’altra visita dalle profonde galassie c’è stata a Monte di Procida). Che fossero interessati alla monnezza? Se la prendessero.
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