martedì 7 giugno 2011
Ficantieri: ritiro piano primo passo nella direzione giusta
Lo afferma il sindaco di Gragnano Annarita Patriarca che aggiunge: “Naturalmente continua la mobilitazione e anche il Comune di Gragnano sarà in prima fila, non solo perché sono tanti i lavoratori Fincantieri sul nostro territorio e perché anche da noi è fondamentale l’indotto di questo cantiere storico, ma anche perché non può esserci futuro per la nostra terra senza un’imprenditoria fortemente legata alle nostre radici come quella della cantieristica navale a cui si ricollega anche il turismo”.
Napoli-Parma, la Camorra a bordo campo
Non solo il calcio scommesse, il calcio italiano fa gola anche ai viscidi tentacoli della camorra. In serie A, da questa mattina, si sanno i nomi delle 5 sqaudre coinvolte in partite sospette (Roma, Genova, Lecce, Fiorentina e Cagliari) ma salta fuori un’informativa dei Carabinieri di Napoli che attesta uno strano flusso di giocate in occasioni di Napoli-Parma perse tra lo stupore generale dai partenopei in un rocambolesco 2-3.
In quella partita a bordo campo ad assistere alla partita in posizione privilegiata c’era Antonio Lo Russo, figlio del boss Giuseppe, a capo della consorteria criminale. Questo è il testo dell’informativa “Questa polizia giudiziaria veniva a conoscenza attraverso quanto rilevato da fonte fiduciaria già giudicata attendibile, del fatto che in occasione della partita Napoli-Parma molte persone riconducibili ai clan Lo Russo e degli Scissionisti, durante l’intervallo tra il primo e il secondo tempo, abbiano effettuato svariate scommesse con puntate piuttosto elevate sulla vittoria del Parma. Non si può trascurare il fatto che effettivamente detta partita è terminata sul risultato di 2 a 3 in favore del Parma” Non essendoci illeciti penali i magistrati inoltrarono l’informativa al procuratore Palazzi. Nel fascicolo sarebbero citati altri due incontri degli Azzurri: Cagliari-Napoli e Chievo-Napoli. Ma il nuovo scandalo sulle scommesse ha motivato l’apertura di una nuova inchiesta presso la Procura della Repubblica di Napoli l’ipotesi di reato di frode sportiva. Il fascicolo, coordinato dal procuratore aggiunto Gianni Melillo, è affidato al pool di magistrati che si occupano da oltre un anno di “reati da stadio”, Antonello Ardituro, della Dda, Danilo De Simone, Vincenzo Ranieri e Paolo Sirleo.
La bodybuilder più anziana del mondo
La bodybuilding piu' anziana del mondo è una donna di 74 anni, il suo nome è Ernestine Shepherd e presto entrerà nel Guinness dei primati con il titolo di "bodybuilder più anziana del mondo"! La signora racconta come ha cambiato la sua vita 20 anni or sono:
"Mi stavo preparando per un picnic con mia sorella Mildred e ci stavamo provando dei costumi da bagno, quando ci siamo guardate negli occhi e abbiamo deciso di fare qualcosa circa il nostro aspetto e così è cominciato tutto".
Ernestine è alta 1,65 m e pesa 59 kg. Si sveglia ogni mattina alle 3 e, prima del suo allenamento di 4 ore in palestra, corre per 16 km! Ah, dimenticavo, la sera la signora più forzuta e atletica del mondo si dedica a suo marito di 80 anni, a suo figlio di 53 e all'adorato nipote 14enne... Insomma, un'energia davvero invidiabile!
E chi l' avrebbe mai detto a 74 anni?
lunedì 6 giugno 2011
Atletico Roma – Juve Stabia finale playoff. Giù Cosenza e Ternana
Per quanto riguarda le sfide playout lasciano la Prima Divisione Cosenza e Ternana; festeggiano invece Viareggio e Foligno, le squadre peggio piazzate in classifica, che mantengono così la categoria.
BENEVENTO – JUVE STABIA 1-1 (and. 0-1)
21′ Evacuo (B), 50′ rig Tarantino (J)
ATLETICO ROMA – TARANTO 2-3 (and. 1-0)
14′ Prosperi (T), 51′ Di Deo (T), 64′ Mazzeo (A), 83′ Guazzo (T), 90′ Padella (A)
21′ Evacuo (B), 50′ rig Tarantino (J)
ATLETICO ROMA – TARANTO 2-3 (and. 1-0)
14′ Prosperi (T), 51′ Di Deo (T), 64′ Mazzeo (A), 83′ Guazzo (T), 90′ Padella (A)
TERNANA – FOLIGNO 1-1 (and. 0-1)
52′ Sinigaglia (T), 93′ La Mantia (F)
COSENZA – VIAREGGIO 0-1 (and. 1-3)
90′ Pizza
52′ Sinigaglia (T), 93′ La Mantia (F)
COSENZA – VIAREGGIO 0-1 (and. 1-3)
90′ Pizza
Atletico Roma – Juve Stabia finale playoff
Cosenza e Ternana retrocesse in Seconda Divisione
Cosenza e Ternana retrocesse in Seconda Divisione
sabato 4 giugno 2011
La lotta paga!
Egregio direttore,
il ritiro del piano, come risulta dalle dichiarazioni fatte dall’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, oggi a Roma al tavolo con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, è un primo e importante risultato conseguito in virtù di una lotta dura e tenace dai lavoratori del settore. Ora, però, non bisogna per nulla abbassare la guardia, ma occorre esercitare la massima pressione per salvaguardare e rilanciare questo importante settore dell’industria pubblica italiana.
Il piano di Bono prevedeva la chiusura di due interi cantieri navali (Sestri Ponente e Castellammare di Stabia), il ridimensionamento di altri (Riva Trigoso ma anche Ancona), ridotti a “cantieri officine”, ossia cantieri che non costruiscono più navi ma assemblano soltanto alcune parti dello scafo, più altre riduzioni occupazionali in diversi cantieri, confermando così l’obiettivo della privatizzazione e dismissione della cantieristica pubblica nel nostro paese, senza alcun progetto per il futuro di un settore industriale così strategico.
Chiamano “piano industriale” e di “riorganizzazione produttiva” un piano di tagli di oltre 2.500 posti di lavoro, corrispondenti a circa il 30% dell’insieme dei dipendenti “diretti” nel gruppo Fincantieri, oltre a diverse migliaia nel sistema degli appalti e nell’indotto, e di trasferimenti (definiti “mobilità interna”) di lavoratori da Riva Trigoso a Muggiano oppure da Sestri Ponente a Monfalcone o Marghera, ecc.
Oltre a questo, il management aziendale punta a somministrare una sorta di “cura” attraverso gli “ultimi ritrovati” Fiat/Marchionne: orari plurisettimanali a piacimento aziendale, 3° turno obbligatorio e non più da concordare con le Rsu, sabati e domeniche lavorativi se si riterrà opportuno ecc. ecc.
L’opera di smantellamento, prospettata dall’amministratore delegato Bono e avallata dal governo Berlusconi, è del tutto simile a quella già attuata con un’altra grande azienda pubblica a carattere strategico, l’Alitalia: un’opera fatta solo di tagli all’occupazione e nessun investimento, nel mentre altre compagnie (Lufthansa ed Airfrance) investivano in innovazione, nuove rotte e nuovi vettori.
Altro che crisi della cantieristica! Occorre un rilancio della produzione navalmeccanica, anche per rispondere ai bisogni sociali e ambientali, e quindi un rilancio che sia alternativo a quello attuale che è di carattere militare: ad esempio, occorre dare maggior impulso alle “autostrade del mare”. È necessario, infine, un intervento diretto del governo con nuove commesse e con il blocco della privatizzazione della Tirrenia e delle altre compagnie di navigazione.
il ritiro del piano, come risulta dalle dichiarazioni fatte dall’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, oggi a Roma al tavolo con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, è un primo e importante risultato conseguito in virtù di una lotta dura e tenace dai lavoratori del settore. Ora, però, non bisogna per nulla abbassare la guardia, ma occorre esercitare la massima pressione per salvaguardare e rilanciare questo importante settore dell’industria pubblica italiana.
Il piano di Bono prevedeva la chiusura di due interi cantieri navali (Sestri Ponente e Castellammare di Stabia), il ridimensionamento di altri (Riva Trigoso ma anche Ancona), ridotti a “cantieri officine”, ossia cantieri che non costruiscono più navi ma assemblano soltanto alcune parti dello scafo, più altre riduzioni occupazionali in diversi cantieri, confermando così l’obiettivo della privatizzazione e dismissione della cantieristica pubblica nel nostro paese, senza alcun progetto per il futuro di un settore industriale così strategico.
Chiamano “piano industriale” e di “riorganizzazione produttiva” un piano di tagli di oltre 2.500 posti di lavoro, corrispondenti a circa il 30% dell’insieme dei dipendenti “diretti” nel gruppo Fincantieri, oltre a diverse migliaia nel sistema degli appalti e nell’indotto, e di trasferimenti (definiti “mobilità interna”) di lavoratori da Riva Trigoso a Muggiano oppure da Sestri Ponente a Monfalcone o Marghera, ecc.
Oltre a questo, il management aziendale punta a somministrare una sorta di “cura” attraverso gli “ultimi ritrovati” Fiat/Marchionne: orari plurisettimanali a piacimento aziendale, 3° turno obbligatorio e non più da concordare con le Rsu, sabati e domeniche lavorativi se si riterrà opportuno ecc. ecc.
L’opera di smantellamento, prospettata dall’amministratore delegato Bono e avallata dal governo Berlusconi, è del tutto simile a quella già attuata con un’altra grande azienda pubblica a carattere strategico, l’Alitalia: un’opera fatta solo di tagli all’occupazione e nessun investimento, nel mentre altre compagnie (Lufthansa ed Airfrance) investivano in innovazione, nuove rotte e nuovi vettori.
Altro che crisi della cantieristica! Occorre un rilancio della produzione navalmeccanica, anche per rispondere ai bisogni sociali e ambientali, e quindi un rilancio che sia alternativo a quello attuale che è di carattere militare: ad esempio, occorre dare maggior impulso alle “autostrade del mare”. È necessario, infine, un intervento diretto del governo con nuove commesse e con il blocco della privatizzazione della Tirrenia e delle altre compagnie di navigazione.
Fincantieri, Bobbio: ritiro piano è primo passo verso rilancio cantiere stabiese
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| Il sindaco Bobbio a Roma insieme agli operai (Ph. Manzo) |
“Avevo detto che avremmo scongiurato la scellerata ipotesi di chiusura del cantiere di Castellammare di Stabia e il risultato è puntualmente arrivato”.
Lo ha detto il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio.
“Devo ringraziare tutti coloro che, come me, hanno duramente lavorato al raggiungimento di questo importantissimo primo obiettivo: in primo luogo, il ministro Romani, la cui sensibilità di politico e di uomo di Governo ha permesso di comprendere subito, e in pieno, quale fosse l'entità del dramma che si era venuto alimentando dopo lo scellerato annuncio della chiusura.
Il mio ringraziamento va poi a tutte le parti governative e istituzionali che oggi, al tavolo, hanno consentito di disegnare un percorso virtuoso, realistico ed efficace.
E ringraziamenti egualmente sentiti vanno al presidente della Regione, Stefano Caldoro, e al sindacato della responsabilità.
E, infine, un ringraziamento di vero cuore a tutta l'Amministrazione comunale, ai consiglieri comunali, ai partiti e alle liste della mia maggioranza, alla città e ai lavoratori, del cantiere e dell'indotto, con i quali sto condividendo un percorso fino ad oggi fatto di ansie, ma anche di serietà e senso di responsabilità”, ha aggiunto Bobbio.
E, infine, un ringraziamento di vero cuore a tutta l'Amministrazione comunale, ai consiglieri comunali, ai partiti e alle liste della mia maggioranza, alla città e ai lavoratori, del cantiere e dell'indotto, con i quali sto condividendo un percorso fino ad oggi fatto di ansie, ma anche di serietà e senso di responsabilità”, ha aggiunto Bobbio.
“Oggi, oltre alla cancellazione della parola 'chiusura' dall'ordine del giorno dei lavori, abbiamo ottenuto anche un altro grande risultato che ci eravamo prefissi, ossia l'avvio del tavolo regionale della Campania, convocato a Roma presso il ministero dello Sviluppo economico, insieme al quale portare a termine un percorso oggi più chiaro che mai, fatto di rilancio della missione produttiva del cantiere stabiese e di ammodernamento infrastrutturale, in primo luogo con la realizzazione del bacino di costruzione.
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| Il sindaco Bobbio all'uscita del Ministero. (Ph. Manzo) |
Sono più che mai convinto che Castellammare di Stabia presto tornerà ad avere quello che le spetta: un cantiere forte e produttivo e un rilancio turistico convinto e solido; due missioni, due realtà economiche, quella industriale e quella turistica, destinate a tornare a convivere nel migliore deimodi”, ha concluso Bobbio.
Fincantieri: «Stop al piano ma niente ricette miracolose»
Rolando Cardone
Fim-Cisl Indotto
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