FOTO DI STABIA

lunedì 4 aprile 2011

Pato ripudia Leo e consacra l’amore con Barbara

Milan - Inter
Solo qualche settimana lo davano alla fine del suo ciclo rossonero offuscato dalla 
personalità diIbrahimovic e dalla rigidità di Allegri che alle coccole di Leo e di Ancelotti ha spesso usato la freddezza e la rigidità per pungolare il suo orgoglio.
I numeri di Pato però non ammettano repliche, una media gol impressionante e la consapevolezza di poter ancora crescere e diventare uno dei migliori al mondo. Il derby è servito, forse, per chiudere i conti con il passato, con un matrimonio sbagliato e con un normale e fisiologico periodo di scoramento.

Il Papero adesso non si nasconde e la dedica davanti agli ottantamila di San Siro è una presa di coscienza della propria forza e del proprio carattere. L’ufficialità del legame con Barbara Berlusconi ha poi contribuito a riportare tranquillità e adesso anche la coesistenza con Ibra sarà più semplice.
Le dediche post derby sono per Barbara, ovviamente, per i tifosi rossoneri, quelli che gli son sempre vicini ma la stracittadina è pure una presa di distanza da Leonardo. Il brasiliano si immedesima nei tifosi rossoneri  ripudiando Leo “Non è lui che mi ha scoperto. Braida mi ha portato in rossonero. Sabato l’ho soltanto salutato e non ho parlato con lui..”

Lotito furioso “C’è già una classifica scritta”

Claudio Lotito non ha digerito la sconfitta rocambolesca della sua Lazio contro il Napoli al San Paolo per 4 a 3. Le aquile biancocelesti dopo essere passate in vantaggio sono state rimontate e superate due volte, ma secondo il presidente laziale questa sconfitta sarebbe maturata dai pesanti errori arbitrali che avrebbero favorito la squadra partenopea.
Claudio LotitoQueste le parole infuocate, come un fiume di lava in piena dopo la partita in questione:“Siamo stati penalizzati in maniera decisiva, il gol sul tiro di Brocchi non concesso e quel rigore su Cavani si commentano da soli. I giocatori vanno educati, altrimenti cambino sport e facciano i tuffatori… Il tiro di Brocchi, poi, non era dentro di cinque centimetri ma in modo tale da non poter essere considerato un non gol. Prendo atto di quanto accaduto, significa che già oggi si vuol stilare una classifica per ricoprire certe posizioni”.
Continua sulla stessa riga il presidente Lotito, ammettendo come nonostante le assenze i ragazzi ce l’abbiano messa tutta rimanendo con un pugno di mosche in mano: “La squadra era debilitata da assenze importanti ma il nostro principio è la lealtà sportiva prima di tutto, invece c’è qualcuno che prova a vincere ad ogni costo. Non è nel mio stile lamentarsi delle situazioni in campo ma oggi parlo con al consapevolezza che nel calcio non esiste meritocrazia”.
Lanciando un messaggio chiaro ai vertici arbitrali e della Lega: “Siamo abituati ad agire con logiche diverse, la lealtà sportiva è un elemento fondamentale per noi, mentre per altri è un optional, vincere con ogni mezzo non è il nostro stile. Mi auguro che qualcuno capisca cosa è accaduto oggi, altrimenti viene depauperato il lavoro basato sul merito. Banti? Non mi interessa fare critiche alla classe arbitrale perché non è nel mio stile. Le conclusioni deve trarle chi è preposto a queste cose. La nostra sconfitta è immeritata, chi ha visto le partite e capisce di pallone e non di calcio lo sa. O si interpretano le cose in modo regolare oppure cambiamo sport e ci mettiamo a fare i tuffatori”.



Le affermazioni si raffreddano il giorno dopo e il presidente biancoceleste Claudio Lotito stavolta usa parole meno forti intervenendo alla trasmissione Radio Anch’io lo Sport su Radiouno: “Le mie esternazioni non sono volte soltanto al rammarico per una sconfitta immeritata, ma per alcuni fatti che snaturano la certezza del diritto”.  Senza però rimarcare ancora una volta l’amarezza per la sconfitta giunta in un modo non proprio limpido, e spiegando come questa manovra di difesa nei confronti della Lazio sia comunque qualcosa di necessario per tutelare la sua squadra, parte lesa in questo caso: “Quello che qualcuno dimentica e’ che il calcio di una volta era romantico e non incideva sul bilancio, oggi invece entrare in Champions o meno significa 25 milioni, la Lazio e’ quotata in borsa e io ho il diritto di difendere gli azionisti affinché venga rispettato il diritto. Si parla di compensazioni, che guardando le partite della Lazio non ci sono state; noi abbiamo avuto 2 rigori in tutta la stagione e ci sono squadre che ne hanno avuto 14, molti opinabili.


Chiusura finale con una presa di posizione chiara e decisa, che porti ad un’unica soluzione, l’uniformità di giudizio, con la consapevolezza che cambiare il mondo del calcio non è un cosa facile: “Tutti i cambiamenti di regole che ci sono stati in questi anni sono partiti dal sottoscritto, a partire dalle penalizzazioni per chi non paga l’Irpef. Dobbiamo creare uniformità di giudizio, altrimenti la gente allo stadio non ci va più perché ha sfiducia nelle istituzioni. Ho avanzato sospetti dicendo che è inutile giocare? Non ho mai detto queste cose, ho detto semplicemente cosa dobbiamo fare che e’ una cosa completamente diversa. Lo scorso anno dissi che ci serviva l’ausilio della tecnologia e mi è arrivato un deferimento. Io sono entrato in un sistema dove non si pagavano le tasse e l’Iva non era un dato sensibile per iscriversi al campionato, mentre fuori dal calcio per chi non paga l’Iva c’e’ l’arresto”.

Juventus che sorpresa! Krasic e Matri ridimensionano la Roma

Una vittoria tanto importante quanto inattesa, in un Olimpico quasi interamente giallorosso, di una Juve che sembra aver ritrovato il gioco e la grinta perduta. Un 2 a 0 frutto di determinazione e lucidità ritrovata.
Una Juve priva di Buffon, ma con uno Storari in grande spolvero, protagonista di almeno tre straordinarie parate su TottiVucinic e De Rossi, che non fa rimpiangere Buffon e che si esalta nello stadio che lo scorso anno lo portò ad accompagnare la Sampdoria di Del Neri in Champions League.
krasicUna prestazione sorprendente date le difficoltà del momento, in una Juventus che si riscopre squadra dopo tanto tempo, che nei big match non delude mai. Una Juventus coperta ma che sa ripartire, con un ritrovato Krasic di nuovo padrone della sua fascia, con Pepe che – in un ruolo sperimentale – non delude, tranne in qualche fase di gioco in cui si è ritrovato eccessivamente vicino al serbo nelle discese sulla fascia.
Buona prestazione anche di Grosso, assente per molto tempo, che offre buoni spunti di spinta e di copertura, con personalità, crossando ed offrendo assist importanti (come quello per Pepe, poi parato da Doni); così come di Motta, uscito per infortunio dopo aver disputato la migliore partita in maglia bianconera. E’ tornata la Juve, è tornato il carattere e l’orgoglio, soprattutto nella ripresa, quando la squadra di Montella è stata messa alle corde, subendo l’iniziativa dei bianconeri.
Del Neri elogia la sua Juve: “Era una partita fondamentale e difficile, era complesso far risultato, siamo molto contenti. Siamo capaci di tutto, di battere le grandi e di perdere con le piccole, ma in una fase di ristrutturazione ci può stare”. Un elogio particolare per Matri, “terminale fantastico”: “Lui è decisivo nel segnare il secondo gol, importante nel dare profondità, freddo nel concretizzare, forse più di Pazzini”. Ringraziamenti di Del Neri anche per Motta:  ”Motta ha dato una grande mano, dev’essere più costante ma se gioca come oggi può far bene, ha bloccato Vucinic”.
In casa Roma ci si aspettava di più da Menez, al quale Montella aveva dato fiducia dal primo minuto, anche se sfortunato nel colpire la traversa al 27′ del secondo tempo con Storari battuto, due minuti prima del raddoppio di Matri in contropiede. E si è notata una certa leggerezza difensiva, con la squadra che si è allungata troppo soprattutto nel secondo tempo, in un dejavù degli ultimi match della gestione Ranieri.

Così come ha deluso la prestazione di capitan Totti, poco brillante in alcuni scatti, autore di un bel destro al volo ravvicinato bloccato, però da un Super Storari.
Montella, alla prima sconfitta della sua gestione, cerca di non essere troppo pessimista: “Abbiamo fatto un buon primo tempo, bisogna guardare avanti, il campionato è ancora aperto, la partita con l’Udinese sarà decisiva. Oggi siamo stati anche sfortunati, ma è stato anche merito di Storari per i grandi interventi”.
Il risultato permette alla Juventus di avvicinare la zona Europa e di portarsi a sole due lunghezze dalla Roma.

Le pagelle:  

Roma: Doni 5.5 ; N.Burdisso 5.5, Mexes 6, Juan 4.5, Riise 5.5 ; Pizarro 5, De Rossi 5.5 ; Menez 6, Perrotta 5.5 , Vucinic 6; Totti 6.5.
Juventus: Storari 8; Motta 7, Barzagli 6.5, Bonucci 6.5, Grosso 6.5; Aquilani 7, Felipe Melo 6.5, Marchisio 6.5; Krasic 7, Matri 7 , Pepe 6.5.

domenica 3 aprile 2011

Video intervista a Mazzarri, Dossena, Reja e Lotito dopo Napoli Lazio


Attenzione, le interviste iniziano dopo il minuto 4.40, precede sintesi della partita.

Il Parma esonera Marino, Delio Rossi torna a Palermo

marino-pasquale-300x210“E’ stata una decisione molto difficile, ma a nostro avviso necessaria. Dovevamo responsabilizzare la squadra, volevamo evitare ulteriori alibi. Per il sostituto non c’è fretta, dobbiamo decidere con calma”Con queste parole il ds Leonardi annuncia l’esonero di Pasquale Marino dopo la cocente sconfitta del Parma al Tardini contro il quasi retrocesso Bari. Non ci sono ancora indiscrezioni sul possibile successore anche se la ricerca di Leonardi “più che un motivatore serve qualcuno che responsabilizzi” lascia propendere verso un uomo di esperienza. Anche Zamparini dopo l’ennesima debacle del Palermo a Catania ha annunciato di poter richiamare Delio Rossi sulla panchina rosanero, anche se non è escluso che l’allenatore rifiuti.

MotoGP: a Jerez vince Lorenzo, cadute per Rossi e Simoncelli


Ha vinto il pilota che non ha commesso errori ed è risultato costante: va a Jorge Lorenzo ilGran Premio di Spagna, secondo appuntamento della stagione, in una gara condizionata pesantemente dalle condizioni metereologiche. Sul tracciato di Jerez su un asfalto reso viscido dalla pioggia caduta nella mattinata, lo spagnolo, che ha replicato il tuffo in quello stesso laghetto, quest’anno meno profondo, dove si gettò l’anno scorso rischiando l’annegamento, conquista la sua prima vittoria stagionale e la 15esima in MotoGP al termine di una gara rocambolesca e segnata dalle molteplici cadute che hanno coinvolto la maggior parte dei piloti dimostrando di possedere la mentalità del campione. Alla fine il podio premia ch
i non ha sbagliato nulla nei 27 giri percorsi con Dani Pedrosa, non al meglio della condizione fisica, giunto secondo eNicky Hayden terzo.
Valentino Rossi e Marco Simoncelli, indiavolati nelle prime battute di gara, rovinano la loro prestazione con due cadute: il ducatista, autore di una bellissima rimonta dalla 12esima posizione, prima sfila Lorenzo acchiappando la terza posizione ma poi in fase di sorpasso su Casey Stonerscivola portandosi con sè sulla ghiaia l’australiano che è costretto al ritiro rovinandogli la gara. Il tutto mentre Simoncelli cade rovinosamente sbalzato in curva dalla sua Honda mentre era saldamente al comando e poteva avere in pugno il GP.
Nonostante la caduta Rossi riprende la corsa taglia il traguardo in quinta posizione agevolato dalle tante cadute, da quella di Dovizioso a De Puniet, da Crutchlow ad Abraham soprattutto nel finale di gara dove le gomme ormai alla frutta tradiscono i piloti come accaduto ad Edwards (caduto all’ultimo giro quando era terzo), e a Spies che getta alle ortiche un prezioso secondo posto dopo un bel duello vinto con Pedrosa.

Un vero peccato per i nostri piloti che avrebbero potuto trionfare nella terra del “nemico” spagnolo e che invece si sono resi protagonisti di una domenica disastrosa. Ora ci si attende una pronta risposta tra un mese circa ad Estoril per il Gran Premio del Portogallo in programma l’1 maggio prossimo.
Ordine d’arrivo
Pos.PilotaTeamTempo
1. LORENZOYAMAHA50:49.046
2. PEDROSAHONDA+19.339
3. HAYDENDUCATI+29.085
4. AOYAMAHONDA+29.551
5. ROSSIDUCATI+1:02.227
6. BARBERADUCATI+1:08.440
7. ABRAHAMDUCATI+1:14.120
8. CRUTCHLOWYAMAHA+1:19.110
9. ELIASHONDA+1:42.906
10. HOPKINSSUZUKI+1:48.395
11. CAPIROSSIDUCATI+1:51.876
12. DOVIZIOSOHONDA+1 GIRO
13. EDWARDS
YAMAHARIT
14. SPIES
YAMAHARIT
15. DE PUNIET
DUCATIRIT
16. SIMONCELLIHONDARIT
17. STONER
HONDARIT
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Napoli – Lazio 4-3, lo show di Auriemma

Napoli-Lazio: “O’ Miracolo” del Matador

Ci si aspettava spettacolo e spettacolo è stato, una partita dalle mille emozioni con continui ribaltamenti di fronte e di risultato, una partita come non si vedevano da anni al San Paolo e che con quella di ieri sera tra Milan e Inter, confermano che il calcio italiano sarà anche impoverito ma di spettacolo ne regala e parecchio. La partita inizia con un ritmo blando le squadre passano i primi 20 minuti a studiarsi, con una Lazio sempre attenta a coprire gli spazi ed evitare le sortite sulle fasce di Lavezzi Dossena da una parte e Maggio dall'altra.
Edinson CavaniLa prima vera occasione porta la firma di Hamsik che sfruttando un assist di Lavezzi arriva alla conclusione, tiro potente ma facile per Muslera respingere in angolo. E’ però la Lazio, a passare con un gran gol di Mauri, che al limite dell’area supera in dribbling, un colpevole, Cannavaro e batte con un tiro in controtempo De Sanctis. Al 32° è ancora il trequartista degli aquilotti a sfruttare una dormita della difesa partenopea e a presentarsi davanti all’estremo difensore azzurro mandando di poco a lato con il destro. Il Napoli risponde con una manovra scialba, l’undici di Mazzarri sembra accusare il colpo, la squadra è nervosa e la manovra è molto scialba. Si va a riposo con il risultato di 1-0 per la Lazio. Al ritorno dagli spogliatoi il tecnico toscano predica calma ma la sua squadra appare molto nervosa e non in grado di produrre pericoli per la porta avversaria e sono, infatti, ancora i capitolini a passare per la seconda volta con Dias, che sfruttando un cross su punizione di Garrido, anticipa De Sanctis e sigla la rete del 2-0, la partita sembra volgere a favore dell’undici di Reja.
Sembra, ma così non è, al 59° è Dossena a riaprire i giochi siglando il gol del 2-1 di testa, sfruttando una deviazione su una punizione battuta da Lavezzi. Subito dopo la rete Mazzarri fa uscire Pazienza e fa entrare al suo posto Mascara, arretrando Hamsik sulla linea di centrocampo e schierando un tridente puro, la mossa si rivela azzeccata proprio sugli sviluppi di una punizione conquistata dall’ex Catania, arriva la rete del pareggio ad opera di Cavani che liberatosi in area sfrutta un prezioso assist di testa di Maggio, ed è sempre il neo-entrato a sbagliare una ghiotta occasione a tu per tu con Muslera. Sulla ripartenza della stessa azione Brocchi tira una bordata dal limite che sbatte dalla traversa e rimbalza all’interno della riga di porta, per l’arbitro però non è gol e si continua a giocare, passa solo un minuto ed è al 68° che la Lazio si riporta in vantaggio, azione di Zarate sulla sinistra che entra in area e lascia partire un diagonale sinistro che De Sanctis respinge, ci pensa però Aronica, che con uno sciagurato intervento per evitare il tap-in diMauri insacca nella propria porta in scivolata.
Passano 10′ e Mazzarri effettua un altro cambio Gargano per Dossena, e il Napoli trova il pareggio, ancora da palla inattiva, Lavezzi mette in mezzo, sponda di Cannavaro per Cavani che viene atterrato in area da Biava, rigore ed espulsione giusta del difensore biancoceleste, sul dischetto si presenta il Matador che non sbaglia e sigla il punto del 3-3. Nei successivi 7′ girandola di cambi con Stendardo e Floccari, subentranti al posto di Bresciano e Stendardo, per la Lazio eLucarelli posto di Yebda. Napoli a trazione anteriore con 4 punte più Hamsik in campo, ma con l’uomo in più da sfruttare, però il coraggio del tecnico azzurro viene premiato, proprio Lucarelli, spizza di testa per Cavani che parte sul filo del fuorigioco e si presenta a tu per tu con Muslera e lo batte con un pallonetto di esterno destro. E’ l’apoteosi il San Paolo esplode in un boato che non si ricordava da anni, la gioia dei giocatori in campo è incontenibile ed è ancora “Il guerriero di Dio”a mettere la sua firma su un successo insperato fino alla fine del primo tempo. Dopo il 4-3, non succede più niente e il Napoli si porta a -3 dalla capolista Milan.
Adesso sognare non è più necessario bisogna credere e combattere per raggiungere quella vetta che non è poi così lontana, di certo c’è che in questi giorni San Gennaro avrà il suo bel da fare per stare ad ascoltare tutte le suppliche del popolo del “Ciuccio”.

FINCANTIERI-DRS DAVIE, L’ACCORDO IN UN MESE E MEZZO



L’alleanza in Canada tra Fincantieri e la controllata americana di Finmeccanica, Drs Technologies - anticipata dal Secolo XIX di ieri - apre nuovi scenari nella corsa per ottenere una consistente fetta del mega-piano da 33 miliardi di dollari avviato nel campo della Difesa dal governo canadese e denominato National Shipbuilding Procurement Strategy (Nsps).
Non è la prima volta che le due industrie di Stato collaborano: Fincantieri e Finmeccanica, attraverso la controllata Selex Sistemi Integrati, già operano insieme nel settore della Difesa con Orizzonte Sistemi Navali, società che ha seguito la realizzazione dei caccia, appunto, tipo “Orizzonte” e delle fregate Fremm per la Marina Militare. All’estero, e in particolare in Brasile, Finmeccanica e Fincantieri concorrono alla gara per l’importante programma di rinnovamento delle navi di superficie per la Marina del Paese sudamericano.
Ora, è il momento del Canada: se l’interesse di Fincantieri sui Chantiers Davie era noto, risulta invece una novità la collaborazione con Drs. Una novità che si spiega così: la controllata Finmeccanica ha un’importante filiale proprio in Canada. Che è specializzata nel campo dell’elettronica, ma soprattutto ha importanti legami e contratti con il Dipartimento della Difesa canadese, Marina compresa. Questo è sicuramente l’elemento di novità rispetto alle altre realtà in corsa per il mega-piano, costituite unicamente da gruppi cantieristici. Proprio per questo, Fincantieri e Drs Technologies saranno subito coinvolte negli sforzi del cantiere per la preparazione dell’offerta da sottoporre al governo canadese.
I tempi sono stretti e il silenzio da parte dei due colossi pubblici (solo i Davie si sono limitati a emettere in merito una nota stringata) fanno ipotizzare una trattativa ancora serrata tra le parti, che in sostanza dovrà condurre all’acquisizione delle strutture da parte degli italiani. I cantieri, che si trovano in Québec, sono stati selezionati lo scorso 7 febbraio insieme ad altre quattro società (Irving, Vancouver, Kietwit Offshore e Seaway Marine) dal governo canadese. La gara è per partecipare alla fase finale del programma ventennale per realizzare le unità maggiori (sopra le 1.000 tonnellate) destinate a Marina e Guardia Costiera canadesi. A uno dei cinque cantieri sarà assegnata la costruzione delle unità da combattimento, (15 fregate e caccia per circa 25 miliardi di dollari), mentre a un altro sarà assegnata la realizzazione di quelle non da combattimento, come rompighiacci e rifornitori, per un valore di almeno 8 miliardi di dollari, salvo nuove costruzioni per la Guardia Costiera.
Sottoposti a controllo del tribunale per le gravi condizioni economiche con debiti per 60 milioni di dollari, i Davie partivano svantaggiati rispetto ai concorrenti. L’alleanza con gli italiani crea nuove prospettive. Il tribunale ha esteso la moratoria sui crediti fino al 19 maggio, ma la strada rimane comunque in forte salita,perché il governo canadese ha evidenziato che alla gara possono partecipare soltanto cantieri che, alla data del 7 luglio, risultino solvibili. Ma c’è di più: ogni comunicazione in ordine al cambio ultimo di proprietà delle aziende in gara dovrà arrivare 50 giorni prima di quella data fatidica.Cioè il 18 maggio. Tradotto per gli italiani, un mese e mezzo per chiudere un partita miliardaria.


Milan – Inter 3-0: le pagelle. Allegri abbatte Leo

patoPagelle Milan:
Abbiati: 7 Solo due interventi ma miracolosi.
Abbate: 6,5 Proprio nella partita d’andata contro Eto’o scattò la molla, questa sera si ripete con una attenta marcatura e con le consuete sfrecciate sulla fascia.
Nesta e Thiago Silva: 7 Non ci sono più aggettivi per definirli. Tra di loro non si passa.

Van Bommel:
6,5 Veniva da due partite cosi cosi e con un infortunio sforna una prestazione maiuscola.
Seedorf: 7,5 Questa sono le sue partite. Era carico sin dalla vigilia, fa un lavoro oscuro con Maicon e si mette al servizio del compagno in difficoltà. Professore.

Robinho
: 6,5 Si divora due gol ma fa tantissimo movimento ed è prezioso nelle azioni di disturbo ai portatori di palla nerazzurri.
Pato: 8 Senza Ibra il peso del Milan era tutto sulle spalle e il brasiliano si è preso la scena.

Allegri
: 8 La posizione da sfavorito lo favorisce nel preparare la gara, praticamente perfetta la lettura della partita.
Pagelle Inter
JUlio Cesar: 6,5 Tre gol sul groppone ma senza eccessive colpe.

Maicon: 5 A destra non sfonda e in difesa è spesso disattento.

Ranocchia
: 5,5 Senza Lucio al suo fianco perde di lucidità. Soffre troppo la vivacità di Pato e Robinho.

Thiago Motta
: 6 E’ il più lucido del centrocampo nerazzurro e l’ultimo a mollare.
Sneijder: 5,5 Con i tre attaccanti davanti a lui è costretto a sacrificarsi anche in fase difensiva perdendo di lucidità.
Eto’o: 4,5 L’errore sotto porta vale forse lo scudetto.
Leonardo: 4 Apparentemente tranquillo ha soffre la partita da 15 giorni perdendo la consueta lucidità.
IL TABELLINO
MILAN-INTER 3-0
Milan (4-3-1-2)
: Abbiati 7; Abate 6,5, Nesta 7, T. Silva 7, Zambrotta 5,5; Gattuso 6,5 (6′ st Flamini 6), Seedorf 7,5, van Bommel 6,5; Boateng 7, Pato 8 (39′ st Emanuelson sv), Robinho 6,5 (35′ st Cassano 6). A disp.: Amelia, Yepes, Antonini, Papastathopoulos. All.: Allegri 8
Inter (4-2-3-1)Julio Cesar 6,5; Maicon 5, Ranocchia 5,5, Chivu 5, J. Zanetti 6; T. Motta 6, Cambiasso 5,5 (26′ st Stankovic sv); Pandev 5 (10′ st Cordoba 6), Sneijder 5,5, Eto’o 4,5; Pazzini 4,5 (18′ st Milito sv). A disp.: Castellazzi, Materazzi, Nagatomo, Kharja. All.: Leonardo 4
Arbitro: Rizzoli
Marcatori: 1′ e 17′ st Pato (M), 45′ st Cassano (M, rig.)
Espulsi: 9′ st Chivu (I) (fallo da ultimo uomo), 47′ st Cassano (M, doppia ammonizione)
Ammoniti: Robinho (M), Maicon (I), van Bommel (M), Zambrotta (M), Zanetti (I)

Colmi