FOTO DI STABIA

giovedì 10 marzo 2011

Lavoro e dignità

Abbattiamo le barriere,e riconquistiamo la dignità di Stabia.   Troppe teorie sono state fatte sullo stato d'animo dell'agitazione portata avanti  dai lavoratori delle varie realtà del nostro beneamato territorio,ma un chiarimento è d'obbligo, Il sig.Sindaco Luigi Bobbio,predica bene e razzola male,dato che tante sono state le promesse fatte in campagna elettorale,e cogliendo lo stato d'animo di una popolazione posta al cambiamento,ha cavalcato l'onda e vi spiego il perchè:   Castellammare di Stabia vissuta da me classe 73 ha attraversato negli anni  80/90 (anni della mia adolescenza)una deindustrializzazione,che ci ha costretti a vivere lontani dai nostri padri,visto che il lavoro c'era al nord e da noi no,e nei successivi decenni  1990/2000 una guerra di piombo che ha visto sprofondare la città e tutti i suoi abitanti in un vortice nero,che fortunatamente,grazie alla forza di reazione e il forte spirito di appartenenza,molti della mia classe,visto gli anni vissuti hanno trovato una valvola di sfogo nel tanto lavoro che in quegli anni arricchiva il nostro territorio,dalla fincantieri,all'Avis,alle Terme di Stabia,alla Meridbulloni,alle piccole inprese dell'Indotto navale. Metodo che consentiva per la 1 volta a livello nazionale(visto che stabia ha dato padri nazionali alla storia della repubblica)di sottrarre delle leve della criminalita' e dare l'opportunita' di recupero (come fatto con legge nazionale da Mastella all'epoca ministro della giustizia,in accordo con Fincantieri di recuperare minorenni  dal carcere dandogli il reinserimento con il lavoro ,e a stabia ne arrivarono 2 di operai con questo progetto). Oggi chi ci accusa di essere pilotati ,o meglio dire strumentalizzati da!!!!!!!!!!!!!!!! forse non conosceva l'accaduto dell'ultimo ventennio,in cui siamo stati costretti a condividere con realtà molto forti, ma lo stesso c'è l'abbiamo fatta,solo che a differenza di 20 anni fa' oggi siamo quarantenni con 3...4 ....figli a carico e le litigate politiche e peggio ancora il farci etichettare ridicoli per diversità di opinioni? Io vi rispondo: togliamoci la maschera e i panni sporchi laviamoli in famiglia(cioè a stabia) ma quando si parla di conquistare Roma e oggi di questo si parla dobbiamo essere uniti e abbattere le barriere. ci tocca e lo dobbiamo fare per i nostri figli.....................   Operaio della Fincantieri   SCARICA    LUIGI

mercoledì 9 marzo 2011

Fincantieri, Bobbio a Gravano: sindacato ha ingannato i lavoratori per anni


“Se per adeguatezza si intende professionismo autoreferenziale del sindacalismo, totale incapacità non solo di affrontare e risolvere i problemi degli operai, ma anche l'avere contribuito a creare, negli anni scorsi, con un sindacalismo fiancheggiatore e connivente del padronato e del potere politico di centrosinistra, nonché essere oggi ancora collaterali a un centrosinistra clientelismo, spendaccione e politicamente e amministrativamente inutile e dannoso, oggi all'opposizione in Italia e in Regione Campania, allora questo Gravano è certamente adeguato”.
Lo ha detto il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio, in replica a una dichiarazione rilasciata alla stampa dal segretario regionale della Cgil, Michele Gravano.
“Quanto al resto, si occupi di altro e stia attento a quello che dice perché i primi a bruciarsi sono quelli che soffiano sul fuoco della disperazione altrui dal calduccio dei loro uffici. Tutto ciò posto, con i giudizi di Gravano ci incarto il pesce e se replico è solo per rispetto a mio padre e mia madre. Il sindacalismo politico e fiancheggiatore lo andasse a fare con quelli, Vozza in testa, che per anni ha aiutato a ingannare gli operai concorrendo a costruire pezzo per pezzo, con menzogne e inganni, la loro disperazione di oggi”, ha concluso Bobbio.

Omicidio Tommasino, "La camorra del Pd ha ucciso mio fratello"


L’atto d’accusa al Tg1 del familiare del consigliere democratico Luigi Tommasino, ucciso nel 2009 a Castellammare di Stabia da un killer iscritto al partito: "Gigi aveva denunciato le infiltrazioni pure a livello nazionale. Il centrosinistra ci ha scaricato"





Parla al TG1 e attacca il Pd. «Mio fratello - so­stiene Giovanni Tommasino - è stato ucciso perché aveva denunciato le infiltrazioni nel partito della criminalità organizzata. Ma il partito lo aveva ignorato. Lo aveva ignorato il PD a livello provinciale, a livello regionale, a livello nazionale». È una storia terribile quella di Luigi Tommasino, consigliere comunale del Pd a Castellammare di Stabia. Tommasino è in trincea per arginare l’avanzata del crimine organizzato nella sua terra. 


Ma la camorra non sta a guardare: il 3 febbraio 2009 mentre è alla guida della sua auto viene af­fiancato da uno scooter: partono tredici colpi e per lui è la fine. Il figlio Raffaele, 13 anni, seduto al suo fianco, resta per fortuna illeso. Chi ha ucciso il coraggioso politico? Qualche mese dopo, ecco la svolta. Inattesa. In­quietante. Viene arrestato uno dei killer: si chia­ma Catello Romano, ha 19 anni, ma soprattutto è iscritto, come la sua vittima, al Pd. E non finisce qui: il killer racconta di aver partecipato ad altri tre omicidi. Un curriculum criminale di tutto ri­spetto, ma anche il pedigree politico merita di es­sere registrato: Romano aveva partecipato alle pri­mariecittadine al posto numero 40 su 47 di una lista «riformista», una delle otto da cui sono stati pescati i cinquanta componenti del coordinamento cittadino del Pd. Come è stato possibile questo cortocircuito di sangue? Ora, nelle ore in cui Romano va alla sbarra, Giovanni Tommasino, medico, concede una durissima intervista al

E punta il dito contro la casa madre: «Gino aveva svelato le infiltrazioni della camorra nel partito. Al penultimo congresso, lui, lui che era stato segretario in città, aveva docu­mentato l’iscrizione di morti e delinquenti al Pd». Ma il partito, racconta Giovanni davanti alle te­lecamere, si era girato dall’altra parte: «Il Pd l’ave­va ignorato. Il Pd provinciale, il Pd regionale, il Pd nazionale.Avevano fattofinta di niente,anzi l’ave­vano richiamato perché aveva sollevato uno scan­dalo ». Uno scandalo che appannava l’immagine della giunta rossa guidata da Ersilia Salvato. Giovanni non fa sconti: «Mio fratello ha denun­ciato. Ha denunciato le anomalie nella privatizza­zione delle terme; ha denunciato gli abusi negli scandali di Stabia.
Ha denunciato tanto. Tanto. Tanto». Il risultato? Silenzio. Sempre e solo silenzio. Prima della morte. E anche dopo. «Il PD ci ha scarica­to- conclude Giovanni Tommasino- anzi, la mac­china del fango ripete che è morto per 30 mila euro. È stato il Pd ad abbandonarci, la sua, la nostra stessa parte politica. Non il centrodestra, ma il centrosinistra». Quel centrosinistra che proprio in Campania e a Napoli vive un momento difficilissimo. La giunta Iervolino, che ha perso pezzi e consiglieri, è in agonia. E le primarie sono state annullate perché al voto erano andati molti «cinesi democratici». Il partito è in crisi e Luigi De Magistris, l’ex pm del­­l’Italia dei valori, ha già aperto la campagna elettorale. Contro il Pd.  

LA PIZZA ITALIANA NON È PIÙ ITALIANA:LA MIGLIORE AL MONDO, SECONDO LA GIURIA DI “GIRO PIZZA EUROPA”, È DEL LITUANO BESIR LIMANI, SEGUITO DA UN FRANCESE E DA UN MAROCCHINO. FOCUS: PIZZA DEL NORD - PIZZA DEL SUD. IL COMPARTO IN CIFRE

Ecco la pizza del lituano Besir LimaniSorpresa: la pizza più buona del mondo, secondo la selezione di “Tirreno Ct” (kermesse della ristorazione e del turismo), è opera di un lituano, tale Besir Limani, della pizzeria “La Torretta” de L’Aquila (distrutta dal terremoto), che ha guadagnato la palma nelle finali di “Giro Pizza Europa”, campionato internazionale di pizza, la cui finalissima si svolgerà a Parigi il 29 e 30 marzo 2011. Anche il resto del podio è occupato da stranieri: alla posizione n. 2, troviamo un francese, John Berg, della pizzeria “Le Barone” in Normandia; la terza piazza va al marocchino Camuz Abdallah, della pizzeria “Valentina” di Mantova. Come ha fatto Limani a “stregare” i giudici? Con “Fatalità”, una pizza composta da pomodoro, rucola, burrata, noci, pomodori secchi e funghi pioppini: fantasia, prodotti di alta qualità e tecnica italiana. Scopriamo così che il concetto di made in Italy è fatto di due elementi imprescindibili: i prodotti di qualità della filiera italiana e il know how made in Italy. E che, per realizzare un “italian food” d’eccellenza non è indispensabile essere italiani “di nascita”: anzi, è un fatto che ormai nella ristorazione - e soprattutto nelle pizzerie - sono gli stranieri a farla da padrone, imparando le nostre tecniche, i nostri saperi, la nostra arte culinaria. Insomma, la nostra cultura del cibo. Uno dei migliori esempi di integrazione culturale.

Focus - La pizza italiana da Nord a Sud
La pizza è il simbolo dell’Italia nel mondo. La preparazione della pizza divide il Nord e il Sud del Bel Paese, come spiega Gianni Marin, mastro pizzaiolo di Caorle (Venezia) e docente della Scuola Italiana Pizzaioli. Due modelli: quello meridionale dove per l’impasto viene utilizzata una percentuale maggiore di farina e la palla dalla quale si ricava il disco è di 250-280 grammi. La cottura avviene rigorosamente in forno a legna a 450° per 2 minuti al massimo e consente di ottenere una pizza di 28-30 centimetri di diametro, con un bordo alto e morbido. Il condimento base prevede pomodoro fresco macerato in olio extravergine di oliva, sale e basilico con l’aggiunta di mozzarella di bufala.
Il modello del Nord si differenzia per l’utilizzo della mozzarella fiordilatte al posto di quella di bufala, si usa minor farina e la palla ottenuta ha un peso di 200-230 grammi. Qui la stesura è ampia, fino a 33 centimetri di diametro, con poco bordo e una cottura a 320° per 4-5 minuti in forno elettrico o a legna. Caratteristiche sono la friabilità e la croccantezza.
“Si può dire che l’Italia ha due modelli di pizza, che però vengono apprezzati indipendentemente dalla loro origine in tutto allo stivale - spiega Marin - dato che il gusto varia da regione a regione”.

Focus - I numeri del settore
Il settore delle pizzerie in Italia ha un andamento anticiclico rispetto agli altri settori. Dai dati elaborati dall’Istituto Europeo della Pizza Italiana, dal 2001 al 2010, il numero delle pizzerie classiche sono cresciute del +14%, passando da 22.230 a 25.300. Vero e proprio “boom” per le pizzerie da asporto, passate dalle 18.821 del 2001 alle 26.700 del 2010 (+42%). Bene il fatturato complessivo, passato da 9miliardi e 900 milioni di euro del 2001 a 16 miliardi e 630 milioni di euro del 2010 (+67,7%), mentre quello per le sole pizzerie classiche è passato da 6 miliardi di euro a 6 miliardi e 950 milioni di euro nel 2010 (+16%). Cresciuto il numero degli addetti nell’intero comparto, da 85.800 a 87.316, e dell’indotto, passato da 56.000 a 85.100. Complessivamente l’incidenza della pizzeria sulla ristorazione è salita al 40% nel 2010, contro il 32,4% del 2001. Tra le tendenze dei consumi, sempre secondo l’Istituto Europeo della Pizza Italiana, un italiano consuma 7,6 chilogrammi di pizza all’anno, ma è secondo nella classifica mondiale, battuto dagli americani con 13 chili. E se l’Italia è conosciuta per la pizza, è San Paolo (Brasile) la città del mondo che ha più pizzerie, oltre 6.000. In tutto il Brasile sono 25.000 le pizzerie funzionanti per una produzione di 43 milioni di pizze al mese e un fatturato che si calcola superiore ai 4 miliardi di euro all’anno, e il paese viene solo dietro agli Stati Uniti nella classifica delle nazioni che consumano più pizze. 

150 anni dell'unità d'Italia. Gli auguri di Tecnova

Caparezza - Non siete stato voi


BERLUSCONI DIMETTITI

Fincantieri in piazza



Ecco in questo sciopero eravamo in 700 da Castellammare, gli altri stanno lavorando è noi..........

Un dipendente Fincantieri ai suoi colleghi

A volte mi chiedo,come puo' essere che a nessuno venga in mente di informarsi un po' del proprio futuro?VERGOGNATEVI,mi rivolgo a tutti quelli i quali nn sentono scorrere il sangue nelle vene,il cantiere di castellammare e' stato costruito 228 anni fa',in questo periodo mille difficolta',attacchi durante la guerra,crisi e episodi vari hanno cercato di distruggere quello che oggi e' la nostra storia,i nostri nonni i nostri padri,e tutte le persone che si sono battute per portare avanti quello che oggi e' il nostro posto di lavoro,e nessuno si convince che bisogna dire ancora una volta basta a coloro che nn rispettano la storia della nostra citta'.
stiamo permettendo a persone indegne di distrugere la storia,mi rivolgo a tutti coloro che hanno un minimo di dignita',uniamoci e riprendiamoci il cantiere e nn permettiamo di trattarci come degli schiavi che aspettano solo la frustata finale,amici tutti assieme possiamo batterci per la nostra dignita',portando con orgoglio avanti i sacrifici dei nostri predecessori,i quali a differenza nostra hanno lottato tanto perche il loro orgoglio di lavoratori camminava a pari passo con il loro cuore.
IL VERO SCHIAVO E' COLUI CHE DICE DI ESSERE LIBERO,MA SA' DI NN ESSERLO.

ALLORA ANCORA UNA VOLTA AMICI UNIAMOCI E RIPRENDIAMOCI IL CANTIERE DI CASTELLAMMARE DI STABIA,FACCIAMO TUTTO QUESTO PER IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI E DELLE NOSTRE FAMIGLIE,LAVORO E 
DIGNITÀ



    Rodolfo Sala                                                                                                                                               

Roma addio Champions. Lo Shakhtar ai quarti


Roma-ShakhtarDoveva essere la serata della svolta per la Roma e invece la partita si è trasformata in una vera e propria disfatta. La squadra dell’aeroplanino sembra partire col piglio giusto e nel primo quarto d’ora prova ad impensierire gli ucraini stringendoli nella propria area di rigore. Proprio nel momento migliore dei giallorossi arriva una doccia fredda per i pochi tifosi arrivati dalla capitale, è lo Shakhtar a passare al 18′ con Hubschmann, bravo a sfruttare un cross di Willian dalla sinistra. La Roma sembra non accusare il colpo e continua ad attaccare tant’è che al 27′ su azione d’angolo Borriello riesce a conquistare un calcio di rigore, sul dischetto, contrariamente a quanto successo venerdì a Lecce, ci va lo stesso attaccante che però ciabatta il tiro e consente una facile parata la portiere avversario.
La partita continua su ritmi elevati, nonostante la temperatura gelida, ma al 41′ accade l’irreparabile, Mexes, già ammonito trattiene Luiz Fabiano e viene espulso. Nonostante l’inferiorità numerica l’undici di Montella continua ad attaccare ma Borriello, preferito a Totti,fallisce un’altra occasione per il pareggio. Si va al riposo con le squadre molto nervose, De Rossi è graziato da Webb che non vede una sua gomitata al volto di Srna.

Al ritorno in campo le cose sembrano non cambiare, la Roma ad attaccare e lo Shakhtar ad agire di rimessa, ma al 13′ è Willian a dare un’altra mazzata agli avversari, il giovane attaccante su azione d’angolo raccoglie il cross e batte l’incolpevole Doni con uno splendido destro a giro sul palo lungo. 2-0 e partita che s’addormenta merito anche degli ucraini che vedono vicino il primo storico accesso ai quarti e non hanno nessuna intenzione di aumentare i ritmi, nonostante la partita non abbia più niente da dire, al 43′ il Donetsk passa ancora con Eduardo, l’ex Arsenal sfrutta un erroraccio di Rosi e segna con un preciso diagonale sinistro.
Dopo il 3-0 il match si protrae per altri 7′ minuti senza offrire nient’altro se non qualche scaramuccia fra i giocatori in campo, al triplice fischio di Webb, la sentenza è definitiva, la Romaesce mestamente dalla Champions.

Colmi